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Salve a tutti! Io sono Silvia e vi guiderò in questo viaggio.

Ogni mese ci avventureremo fra le diverse regioni d’Italia per scoprire le storie popolari che ognuna di queste cela fra le proprie vie e borghi. I luoghi o monumenti che verranno trattati potrebbero essere sconosciuti a molti o, viceversa, mete famose che presentano diversi lati accattivanti che potrebbero incuriosire il lettore spingendolo a visitare di persona i posti descritti.

La prima leggenda che vi voglio raccontare è ambientata nella città da cui provengo, Mesagne, e incornicia le numerose tradizioni e la storia antica che caratterizza questo luogo e la regione Puglia: la “Signura Leta”.
Città antichissima, Mesagne prende il nome sia da uno dei popoli che vi si insediò nel XII secolo a.C., i Messapi, che dalla posizione geografica, in quanto terra di mezzo tra Brindisi e Oria.
Inizialmente la città era composta esclusivamente dall’attuale centro storico, particolare per la forma a cuore, che era protetto da due grandi porte. Con i secoli le porte divennero un simbolo dell’antica popolazione che si estese sempre più, fino a creare la città che è adesso.
Mesagne è ricca di chiese maestose in stile barocco e romanico, con un imponente castello e un museo che mostra i reperti archeologici trovati negli scavi a cielo aperto del centro storico.

Tra le numerose leggende tramandateci dai nostri nonni, quella della “Signura Leta” è sempre stata quella più gettonata e diffusa tra grandi e piccini, tanto che è stata il punto di partenza del film “Bianco Scarlatto” del 2004.

La leggenda narra di una giovane donna proveniente da una famiglia benestante che a breve avrebbe preso marito. La giovane si era follemente innamorata di un ragazzo di paese, dalle umili origini, che intendeva proseguire la professione del padre come ciabattino. A causa di questa differenza di ceto, però, il padre e i fratelli della ragazza decisero di ostacolare il matrimonio.
Alla vigilia delle nozze, i fratelli della sposa uccisero il ragazzo e si presentarono dalla sorella per fare lo stesso, sicuri che questo gesto avrebbe riportato l’onore che la loro famiglia aveva perso a causa di lei. La ragazza capì subito le loro intenzioni e cercò di scappare ma, nella fretta, perse una scarpa davanti alla casa in cui si nascose. Una volta entrata, si guardò intorno e alla vista del camino spento, andò subito a nascondersi dentro, coprendosi con la legna.
A raccogliere la scarpetta però non ci fu nessun principe. Furono i fratelli a trovarla, e subito dopo trovarono la ragazza, appiccando il fuoco nel camino che le aveva fatto prima da nascondiglio, poi da tomba.

La leggenda narra che lo spirito della ragazza, come un fantasma vestito da sposa, si aggiri per le campagne circostanti la sua casa, Villa Leta.
Questo luogo è stato testimone di numerose apparizioni del fantasma che, invece di impaurire gli abitanti del posto, li ha affascinati portandolo così a divenire la sede di un ristorante che prende il nome dalla leggenda.

Silvia Vinci

Si invitano i gentili lettori a condividere con me qualsiasi tipo di leggenda o racconto che portate nel cuore e vorreste far conoscere. Sarò più che felice di collaborare con voi.

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