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Erano circa le tre e trenta quando il gruppo di rapinatori ha fatto irruzione nell’osteria-tabaccheria del sig. Mario Cattaneo. L’imprenditore non ci ha pensato due volte; ha immediatamente preso il fucile da caccia, legalmente custodito, e ha sparato. Uno dei ladri viene colpito alla schiena e muore dissanguato a pochi metri dal locale durante la fuga. Ascoltato dai carabinieri, il proprietario ha subito affermato che non voleva uccidere e che il colpo fatale è stato sparato per errore. Infatti, secondo la ricostruzione di quest’ultimo, ci sarebbe stata una colluttazione con i ladri e in particolare con uno di questi che, tentando di strappare l’arma all’uomo, avrebbe impugnato e strattonato la canna del fucile, facendo scattare così il grilletto.

Tuttavia sono emerse da subito delle incongruenze tra il racconto del titolare e quello di un testimone, un vicino di 76 anni, che quella notte ha visto e sentito tutto. Si ricorda infatti nettamente del forte rumore della saracinesca e, soprattutto,  della moglie e del figlio di Cattaneo che urlavano disperatamente “Perché hai caricato il fucile?!!“. Dopo queste dichiarazioni l’imprenditore di Casaletto Lodigiano è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario.

Subito sono scoppiate le polemiche ed esponenti politici di destra hanno chiesto un’immediata revisione della legge sulla legittima difesa. Ma come funzione in Italia? Quando e come possiamo realmente difenderci? A spiegarlo è stata l’avvocato Giulia Bongiorno che, ospite della trasmissione Bianco e nero di Luca Telese, ha illustrato brevemente i casi in cui è lecito uccidere. Se, ad esempio, un malintenzionato entra armato di notte, lo posso sparare solo se prima ho tentato di neutralizzarlo in un modo meno offensivo. Ma, se un malintenzionato entra di notte ed è disarmato, allora io non posso in alcun modo sparare in quanto verrei accusato di leziosi gravi o, nel peggiore dei casi, di omicidio colposo. L’ultima situazione illustrata dalla penalista è quella che attualmente riguarda il sig. Cattaneo. Infatti se un malintenzionato, disarmato, entra in casa mia e gli sparo, anche accidentalmente, alla schiena uccidendolo, allora divento colpevole di omicidio volontario ( pena minima: 21 anni).

L’amministrazione comunale di Casaletto Lodigiano si è stretta alla famiglia Cattaneo e ha subito sostenuto l’innocenza e la buona volontà del suo concittadino, festeggiando la riapertura del locale in allegria. Ma, in ogni caso, nel torto o nella ragione, un giovane è morto per un paio di stecche di sigarette.

Mors mea vita tua mors tua vita mea?

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