Ballottaggi, Immigrazione e Riforme in bilico, fine del ciclo renziano?

Spada - LaPresse
03 11 2014 Brescia ( Italia )
Politica
ll presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi all' assamblea di Confindustria Brescia
nella foto : matteo renzi

Politics
Chairman of the Board Matteo Renzi at the meeting of Confindustria Brescia
Spada/Lapresse
03/11/2014 Brescia (Italy)
in the pic : matteo renzi

Il blackout del sito dedicato alle elezioni regionali siciliane rimane solo un aspetto emblematico, ma il passaggio a vuoto della politica renziana sta costruendo nuovi scenari politici in un orizzonte che si manifesta attraverso l’esito dei ballottaggi, in Sicilia come in tante altre città italiane. In perfetto parallelismo il Movimento Cinque Stelle conquista cinque ballottaggi, in particolare a Gela dove il candidato dei Grillini Domenico Messinese ha vinto con il 65% dei consensi. Un risultato importante proprio nel fortino del governatore regionale Rosario Crocetta per tutte quelle opposizioni giudicate negli ultimi anni fiacche e a fine ciclo, dal M5S alla minoranza del PD. Simbolico anche il successo di Maurizio Dipietro, ex PD fuoriuscito dal partito proprio a causa dei contrasti con la nuova dirigenza democratica, e vincitore su un candidato rilevante come Vladimiro Crisafulli, superato dal 51,9% del rivale.

Nuove ripercussioni nella politica nazionale quindi, dove Matteo Renzi non ha temuto finora il confronto e dove lamenta quasi spavaldamente sconfitte solo dove ha aperto al dialogo con le minoranze. Le altre correnti del Partito Democratico avverse al governo hanno ripreso a sfornare le critiche sulla sovrapposizione delle cariche Segretario-Premier, le opposizioni M5S e Forza Italia sono pronte a far vacillare l’iter delle riforme, a partire dalla legge elettorale. Il senatore berlusconiano Augusto Minzolini di Forza Italia e perfino il bersaniano Gotor auspicano una modifica dell’Italicum, mentre la Lega Nord di Matteo Salvini incalza sul nodo immigrazione.

Alle parole di Matteo Renzi “Sono tentato dallo sfidare Salvini e Grillo alle urne anche subito, ma la mia è una responsabilità verso il Paese e in questo momento devo governare per completare la mia missione” risponde secca e seccata Rosy Bindi, già protagonista dello “scherzetto” a De Luca con la commissione antimafia “Inutile dire che abbaiamo e mordiamo senza proporre alternative, i risultati elettorali e le sconfitte sul campo parlano chiaro ed è necessario cambiare metodo di governo”.

Roberto Fico esprime invece soddisfazione per i risultati del Movimento “già dato per morto” in Sicilia nel momento in cui il candidato Dem Matteo Bracciali, pupillo di Maria Elena Boschi, aveva già constatato la propria sconfitta ad Arezzo, città natale del ministro storica figura della Leopolda.

L’entusiasmo e la carica del Renzismo sono quindi finiti facendo vacillare la prospettiva di un governo del segretario-premier fino al 2018? Le tappe decisive non riguarderanno solo la politica locale, ma quella regionale in senso lato, in senso continentale. Il prossimo consiglio europeo è previsto per il 25 giugno e il Governo appare in seria difficoltà sui fronti dell’immigrazione. Mentre le opposizioni guidate da Salvini e il capogruppo alla Camera di FI Renato Brunetta attaccano per puro opportunismo politico le frontiere europee si chiudono a riccio a lasciano solo un intero Paese. A Bolzano migranti in possesso di un regolare biglietto di treno per l’Austria vengono respinti da diverse settimane, altri sono in stallo sugli scogli liguri presso la cittadina di Ventimiglia perché allontanati dai “doganieri” francesi. E’ strano parlare di doganieri nell’Europa di Schengen eppure risulta altresì evidente un processo di involuzione nel processo di integrazione del continente. Le richieste di asilo nell’ultimo anno per l’Europa sono state 658mila nei mesi in cui il solo piccolo Libano accoglieva più di un milione e mezzo di rifugiati. A questo punto spunta l’ipotesi di un lasciapassare a tempo per i profughi di tre mesi, ma è difficile sia sufficiente per chi è in viaggio da circa due anni, nel disperato tentativo di salvare la propria vita e raggiungere i familiari residenti nell’Europa continentale.

Se in un quadro così complesso si colloca la ciliegina di mafia capitale, dove la credibilità del sindaco di Roma Ignazio Marino vacilla, si intuisce che non proprio cimbri ma nembi sono quelli che si prospettano nel plumbeo cielo del governo Renzi. Ora il prefetto Franco Gabrielli ha ricevuto la documentazione sugli affari di Salvatore Buzzi e quasi sicuramente si occuperà del nodo romano del Giubileo. Un evento cui il Governo arriverà, se arriverà, con qualche patema d’animo e con l’obbligo di dare innovative risposte a nuove emergenze di vecchi problemi.