ferrari – 360°- il giornale con l'università intorno http://www.360giornaleluiss.it Thu, 22 Feb 2018 10:08:30 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.8.2 http://www.360giornaleluiss.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/cropped-300px-32x32.png ferrari – 360°- il giornale con l'università intorno http://www.360giornaleluiss.it 32 32 97588499 F1: Bottas vince in volata, Vettel allunga nel mondiale http://www.360giornaleluiss.it/8596-2/ Mon, 01 May 2017 16:22:20 +0000 http://www.360giornaleluiss.it/?p=8596 Bottas viene eletto driver of the day per il gran premio di Russia 2017. Onestamente nessuno so lo sarebbe aspettato dopo un sabato che ha visto dopo 9 anni tornare a impossessarsi di prepotenza della prima fila della griglia due Ferrari. L’ultima prima fila tutta rossa risaliva infatti al 2008 quando Massa e Raikkonen si imposero sul circuito

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Bottas viene eletto driver of the day per il gran premio di Russia 2017. Onestamente nessuno so lo sarebbe aspettato dopo un sabato che ha visto dopo 9 anni tornare a impossessarsi di prepotenza della prima fila della griglia due Ferrari. L’ultima prima fila tutta rossa risaliva infatti al 2008 quando Massa e Raikkonen si imposero sul circuito francese di Magny-Cour. Il sabato russo ha visto l’armata rossa Ferrari predominare sulle Mercedes che hanno mostrato alcune difficoltà soprattutto nel rapporto con le gomme e con le temperature, sia alte che basse. Vettel si prende la pole e Kimi lo segue di soli 59 millesimi, il nulla; la Ferrari c’è sempre più convintamente.

La domenica non si deve sbagliare, se il sabato dopo 9 anni ti riporta in prima fila, la domenica si è obbligati a non commettere il minimo errore. Guardando i risultati finali del gran premio, sembrerebbe che la Ferrari di errori ne abbia commessi anche troppi e invece non è stato così. La Ferrari non ha sbagliato nulla, anzi, ha fatto cose mai viste prima e ha modificato la strategia nell’arco di pochissimi giri con un risultato finale degno di nota. La vera magia però l’ha fatta il finlandese della Mercedes che in partenza ha lasciato praticamente ferme nelle loro piazzole le due vetture di Maranello. Le due SF70-H sono partite benissimo, senza spinning e senza problemi di frizione, ma Bottas è partito in maniera magistrale, sfruttando al massimo il famoso manettino Mercedes che gli ha concesso un quantitativo di potenza per i primi 10 giri che gli ha permesso di distanziare Vettel di ben cinque secondi. Da questo momento gli ingegneri Ferrari sono stati costretti a ridisegnare tutta la strategia e a fermare Vettel oltre il limite del pensabile per quanto riguarda il degrado degli pneumatici. Sebastian e la sua Gina con le gomme sempre più usurate, invece di perdere decimi, ne guadagnavano su Bottas che aveva da tempo montato gomme nuove e questo ha consentito alla Ferrari di far uscire Vettel dopo il suo pit stop a soli 4 secondi da Bottas. La seconda parte di gara ha visto venti giri tiratissimi tra Bottas e Vettel e un distacco che si fermava al massimo sul secondo e mezzo, però le caratteristiche del circuito e i doppiati non hanno consentito mai al tedesco della Ferrari di poter essere seriamene un pericolo per la riconcorsa del finlandese Bottas alla sua prima vittoria in F1.

Dopo 80 gran premi disputati, Valtteri Bottas vince la sua prima gara in carriera e si scrolla di dosso la targhetta di seconda guida del team Mercedes. Tramite twitter sono arrivate le congratulazioni di un po’ tutto il paddock, in particolare quelle del suo compagno di squadra Hamilton che, come detto, ha avuto un week end difficile dovuto al rapporto non idilliaco che la sua vettura ha instaurato con le gomme e con le temperature. Sono arrivati a Bottas anche i complimenti dello spagnolo Alonso che non si è nemmeno schierato in griglia, a causa dell’ennesimo problema che la sua monoposto ha accusato dovuto alle numerose lacune che il motore Honda si porta dietro ormai da due anni.

Gara deludente per la Red Bull che ha visto Ricciardo ritirarsi per un incendio all’impianto frenante e un Verstappen che cerca di fare il meglio possibile portando la sua monoposto sotto la bandiera a scacchi. Adesso le due classifiche mondiali sono divise, quella piloti vede Vettel davanti ad Hamilton, mentre quella costruttori trova la Mercedes davanti alla Ferrari di un solo punto. Di sicuro si è capito che in questo campionato la Ferrari c’è e che vincerà il mondiali il team che commetterà meno errori e sappiamo come la Mercedes, non più abituata a combattere, sotto pressione sbagli facilmente.

Tra due settimane si approda finalmente in Europa con il gran premio di Catalunya, sperando nell’ennesima gara combattuta fino all’ultimo giro.

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Al supermarket della F1, promozione 2017…Ferrari Bis! http://www.360giornaleluiss.it/8563-2/ Wed, 19 Apr 2017 15:56:14 +0000 http://www.360giornaleluiss.it/?p=8563 Terzo appuntamento del mondiale 2017 di F1, circuito di Sakir in Bahrain la Ferrari vince, anzi ri-vince un’altra gara dopo la prima in Australia. L’incipit del discorso non sarebbe mai venuto in mente e nessuno durante le qualifiche del sabato che hanno visto come sempre protagonista una freccia d’argento che però non era quella di Hamilton bensì

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Terzo appuntamento del mondiale 2017 di F1, circuito di Sakir in Bahrain la Ferrari vince, anzi ri-vince un’altra gara dopo la prima in Australia. L’incipit del discorso non sarebbe mai venuto in mente e nessuno durante le qualifiche del sabato che hanno visto come sempre protagonista una freccia d’argento che però non era quella di Hamilton bensì del finlandese Bottas. Hamilton in conferenza stampa post qualifica, si è congratulato con il suo compagno di squadra, non ancora suo diretto avversario ma aveva stampato in volto quel sorriso che diceva: “tanto domani in partenza ti polverizzo”, cosa che però vedremo tra poco, non è avvenuta. Il sabato si è quindi concluso intanto, con un caldo infernale che ha messo realmente a dura prova tutte le componenti delle monoposto e poi con la solita griglia di partenza che vedeva Bottas e Hamilton in prima e seconda posizione e al terzo posto la SF70-H di Vettel.

Le premesse del sabato non facevano sperare in una vittoria Ferrari perché come sempre le vetture tedesche hanno mostrato di avere quel boost di potenza che gli permette di essere ancora superiori agli avversari. Ma noi siamo italiani, la Ferrari di oggi è fatta al 95% da italiani e quindi siamo bravissimi a cambiare il corso della storia e a scrivere delle favole bellissime. Una bellissima favola, appunto, è quella che Vettel è riuscito a scrivere nella calda domenica nel deserto del Bharain, dove di petrolio ne è rimasto ben poco, ma di miliardari che banchettano a champagne e caviale, ne è pieno il paddock. La magia, Sebastian insieme a Gina, l’ha cominciata in partenza quando è riuscito con uno ottimo stacco frizione e una staccata alla prima curva che ricordava molto Schumacher, a sopravanzare Lewis che è partito molto cauto onde evitare quel pilota che l’anno scorso correva con la Williams e che lo perforò come un trapano, Waltteri Bottas che adesso è suo dirimpettaio nel box. Forse Hamilton è partito fin troppo cauto, dato che Vettel lo ha sorpassato con leggera scioltezza ed è riuscito così a mettersi subito a caccia del finlandese della Mercedes che non aveva più quella potenza mostrata al sabato tanto da non riuscire a staccare il tedesco della Ferrari oltre il secondo. I primi quindici giri sono trascorsi all’insegna di Vettel che tallonava Bottas e di Verstappen in quarta posizione che cercava di mettere pressione a Lewis. L’altra parte della magia la Ferrari l’ha compiuta quando ha deciso di far fermare anticipatamente Vettel al box e di provare quello che viene definito undercut su Bottas che è riuscito in maniera perfetta; Vettel esce dai box e già nel primo settore inizia a girare uno secondo più veloce del finlandese e da qui la contromossa Mercedes, che però è stata vanificata dall’entrata in pista della safety-car dovuta al cedimento dei freni della Red Bull di Verstappen che è finito a muro in curva 4. Da questo momento è iniziato il calvario Mercedes che dopo aver montato le gomme soft riusciva ad ottenere tempi simili a quelli di Vettel ma il capo squadra Hamilton non riusciva a sorpassare il compagno di squadra in seconda posizione e da qui si sono susseguiti una serie di team order che hanno mandato un po’ tutti in confusione, soprattutto Bottas.

Alcuni “criticoni” da bar sostengono che se Hamilton non avesse avuto la penalità di cinque secondi per avere eccessivamente rallentato senza motivo all’ingresso della pit-lane, Vettel non avrebbe vinto. Io invece sostengono, conti alla mano, che senza la penalità la gara sarebbe stata molto più avvincente perché si sarebbe finalmente visto il tanto desiderato corpo a corpo tra Vettel e Hamilton che avrebbe cominciato a scrivere una prima riga della storia sul pilota più forte dell’era dei motori turbo. Ormai tutti i tifosi del mondo non aspettano altro che un testa a testa a ruote fumanti tra Vettel e Hamilton, perché si ok la Ferrari per adesso ha vinto due gare su tre, ma le ha vinte sempre grazie alle strategie ormai diventate perfette, o per lo meno decisamente più aggressive rispetto al passato. Gara quasi anonima, invece, per l’altro ferrarista, Raikkonen, che ancora non ha trovato un week end pulito senza nessun tipo di problema. Chiude la gara quarto assoluto che forse sarebbe potuto diventare un terzo posto se il team lo avesse chiamato ai box uno, due giri prima. Iceman ha però dimostrato di non avere più lo smalto di una volta al sabato in qualifica, ma quando si tratta di dimostrare l’esperienza la domenica in gara, lui ancora c’è.

Comunque l’importante è ricordare che per due gran premi su tre l’inno di Mameli ha risuonato su due circuiti nettamente differenti tra loro, questo a dimostrare che la SF70-H è costruita bene, molto bene e che sicuramente questo campionato di F1 tutto sarà, meno che noioso o comunque soporifero.

Per quanto riguarda la gara degli “altri”, molto bella, divertente con sorpassi e controsorpassi, ruote e ali che si toccano e lotta serrata per arrivare al punticino che spetta al decimo classificato. Nota dolente e frustrante anche per i tifosi che lo hanno sempre supportato, ma anche per coloro che lo hanno sempre ritenuto un avversario, è la saga di Fernando Alonso che tira fuori tutte le sue capacità di guida nei percorsi misti ma viene impietosamente sverniciato sul dritto come se la sua McLaren rimanesse ferma. Il tema radio di ieri del pilota asturiano ci ha fatto comprendere ancora di più la scelta comunicata in settimana della sua non presenza al gp di Montecarlo e della sua partecipazione nello stesso giorno alla 500 miglia di Indianapolis. Personalmente non posso che auguragli di ottenere un ottimo risultato ma sono convinto che questo primo allontanamento è il preludio per un definitivo abbandono della F1, il che sarebbe veramente un peccato per tutto il motor sport.

Dalla Cina al Baharain senza nemmeno un giorno di pausa, adesso le squadre tornano nelle loro factory per aggiornare le monoposto e presentarle tra due settimane al gp di Russia, sperando che sia un gran premio ancor più avvincente di quello di Sakir.

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Habemus Ferrari…per ora! http://www.360giornaleluiss.it/8377-2/ Mon, 27 Mar 2017 08:48:36 +0000 http://www.360giornaleluiss.it/?p=8377 “Tre, quattro, allo spegnimento il via del gran premio d’Australia 2017”, diamine quanto mi mancava sentirlo. Sono state troppe le domeniche vuote senza motori e velocità. L’astinenza è finita finalmente, la stagione 2017 di F1 è iniziata ed è iniziata nel migliore dei modi per noi tifosi della Ferrari, che praticamente siamo l’intera popolazione mondiale o quasi. Gina

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“Tre, quattro, allo spegnimento il via del gran premio d’Australia 2017”, diamine quanto mi mancava sentirlo. Sono state troppe le domeniche vuote senza motori e velocità. L’astinenza è finita finalmente, la stagione 2017 di F1 è iniziata ed è iniziata nel migliore dei modi per noi tifosi della Ferrari, che praticamente siamo l’intera popolazione mondiale o quasi. Gina ha vinto. Gina corre, Gina va velocissima, è incollata a terra, Gina oggi è stata perfetta. Perdonate il sottointeso ma Gina è l’abbreviazione di ReGina, ovvero il nome che Sebastian Vettel ha dato alla sua SF70-H. Gina è più bello e forse più promettente di Margherita che nel 2016 non ha avuto gli stessi risultati mondiali dell’ omonima pizza da cui prendeva il nome. La Ferrari HA VINTO. Che bello, come suona bene, riempie la bocca e soprattutto il cuore. Premettendo che al sottoscritto viene la pelle d’oca quando, a chilometri di distanza, riconosce un motore stradale di una Ferrari, stamattina la pelle era quella di un’oca buttata in un lago ghiacciato e in più è tornato il brivido sulla schiena che dal gran premio di Singapore del 2015 che non si faceva vivo.

Brevissima descrizione della prima parte di gara, a dir poco monotona o comunque molto simile alle stagioni precedenti. Partenza magistrale di Hamilton che tiene la prima posizione, anche gli altri delle prime file tengono le posizioni e solo nelle retrovie dello schieramento alla prima curva avviene il primo contatto della stagione ma niente di serio. I primi giri hanno mostrato però qualcosina di nuovo…la Ferrari di Vettel rimaneva a pochi decimi dalla freccia d’argento dell’inglese, tanto da poter attivare per diversi giri il dispositivo dell’ala mobile senza però riuscire mai a trovare lo spunto per sorpassare. La cosa nuova è che la Mercedes non riesce a staccare la Ferrari o viceversa questa Ferrari non si lascia staccare, sta di fatto che Hamilton messo sotto pressione, ha stressato molto il suo primo treno di gomme ed è stato costretto ad una sosta anticipata ai box. Da questo momento le zucche degli strateghi Ferrari hanno iniziato ad attivare sinapsi a loro sconosciute, tanto da partorire una strategia che da tempo non si vedeva in Ferrari. Il muretto box decide di lasciare Sebastian in pista, dato che le sue gomme non mostravano segni si eccessivo stress, e aspettare il momento più propizio per fare il pit che si è palesato al giro 24 quando Hamilton finito nel traffico di vetture non doppiate non è riuscito a sorpassare, giusto per dovere di cronaca, la macchina non doppiata che non si faceva sorpassare era quella di Max Verstappen; così Vettel ha accumulato abbastanza distacco da poter entrare in pit lane, fare il cambio gomme e uscire ruota a ruota con Hamilton. Bom, giro 24 accade la magia, Vettel entra ai box, pit stop non dei più veloci in casa Ferrari, esce e per mezzo metro di velocità è davanti a Verstappen e Hamilton. Boato, interi condomini hanno tremato, tra cui il mio, Sebastian Vettel a metà gara è primo, è al comando della gara. Calmi, stiamo calmi vediamo come si sviluppa il resto della gara perché sappiamo tutti cosa è capace di fare la Mercedes. Questo probabilmente saranno state le parole dette o pensate dai tifosi ma soprattutto da tutti gli uomini ai box e a Maranello. Invece Gina, grazie soprattutto al piedone caldo di Vettel ha iniziato a distanziare sia la Red Bull di Verstappen che la W08 di Hamilton e giro dopo giro il distacco aumentava tanto da arrivare, anche grazie ai doppiati a oltre nove secondi. Libidine con i fiocchi come direbbe Jerry Calà. Tutto bellissimo, gara vinta da Vettel che torna ai box accerchiato da uomini in rosso che non trattengono le lacrime, team radio del pilota che ringrazia tutti anche gli uomini a Maranello, inno di Mameli sul podio che finalmente dopo un anno e mezzo torna a suonare ma c’è un però…

La prestazione è stata magistrale, un po’ meno quella di Raikkonen che è giunto quarto assoluto ma con un distacco che fa riflettere, ma ci sono tanti fattori da analizzare dopo l’entusiasmo e l’euforia della vittoria. Il circuito di Albert Park è un semi cittadino e non fornisce indicazioni precise tanto da dire la Ferrari è più forte della Mercedes; Hamilton ha lamentato problemi con tutti e due i set di gomme utilizzare in gara, si lamentava del grip ma soprattutto della velocità minore che ne derivava; probabilmente la Mercedes ha compiuto un errore di strategia convinta, in maniera molto egocentrica, che anche quest’anno può o poteva fare tutto ciò che vuole. Tutte queste precisazioni sono necessarie non per smorzare l’entusiasmo dei ferraristi e della squadra ma per tornare con i piedi per terra e dire che bisogna aspettare almeno le prime cinque gare e dare la possibilità a tutte le squadre e a tutti i piloti di familiarizzare al meglio con le nuove vetture che sono veramente veloci e anche molto difficili da tenere in pista. Il miglioramento della Ferrari rispetto allo scorso anno è evidente, ma bisogna capire se anche la metà dei nove secondi rifilati da Vettel a Hamilton sono veritieri su una pista altrettanto veritiera. Una prima indicazione la avremo tra due settimane a Shangai, pista vera formata da curve lente, veloci e lunghi rettilinei.

E per concludere, come ha detto Vettel nel team radio finale, “FORZA FERRARI, GRAZIE RAGAZZI, CON CALMA”.

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Motori: con Rossi e la Rossa l’Italia può sognare http://www.360giornaleluiss.it/8314-2/ Wed, 22 Mar 2017 01:18:36 +0000 http://www.360giornaleluiss.it/?p=8314 I test pre-campionato 2017 non sono stati positivi per Valentino Rossi. Lui stesso, dopo la conclusione dell’ultima giornata in Qatar, li ha definiti i più difficili della sua carriera, al pari di quelli che fece nelle sue stagioni buie con la Ducati. Ma i test sono test e Valentino Rossi è Valentino Rossi. I test, come dice la

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I test pre-campionato 2017 non sono stati positivi per Valentino Rossi. Lui stesso, dopo la conclusione dell’ultima giornata in Qatar, li ha definiti i più difficili della sua carriera, al pari di quelli che fece nelle sue stagioni buie con la Ducati. Ma i test sono test e Valentino Rossi è Valentino Rossi. I test, come dice la parola stessa, sono prove che i vari team fanno per mettere in pista i nuovi prototipi e sperimentare soluzioni nuove. D’altro canto Valentino Rossi è un pilota da gara, un pilota che spesse volte, anche durante il week-end di gara, si trova al centro della classifica durante le prove e poi in gara risale posizione su posizione fino ad arrivare alla vittoria. Valentino non è ancora riuscito a trovare il set-up giusto per la sua M1, ma vista la sua esperienza e ancora la sua voglia di vincere non si può escludere dalla lotta per il mondiale. Sarà al via della sua 21esima stagione in MotoGP e sono convinto che stupirà ancora tutti noi italiani.

Le speranze italiane, pero, non terminano con l’esperto pilota di Tavullia. Anche la Ducati e il suo pilota Dovizioso sembrano avere fatto il tanto sperato step per giocarsi finalmente le posizioni che contano. Il forlivese e la sua desmosedici hanno stupito tutti durante queste giornate di test ed addirittura in Qatar è stato l’unico in grado di tenere testa a Vinales. Per i ducatisti le speranze sono riposte anche su Jorge Lorenzo, che dopo un periodo di apprendistato è risultato competitivo e pronto a stupire. Tanta voglia di stupire ce l’ha pure Andrea Iannone. Il pilota di Vasto è in una forma psico-fisica perfetta e come lui ha detto è riuscito a mettere apposto tutti i tasselli della sua vita, dall’essere il pilota al centro di un progetto MotoGP, all’amore con la modella Belen Rodriguez, che sembra essere davvero il valore aggiunto (alla prima gara di Belen nel box di Iannone, lui vince).

Nelle classi minori, Moto2 e Moto3, i riflettori sono puntati sui nostri pilotini, in particolar modo sugli allievi di Valentino. Nella classe di mezzo Morbidelli e Baldassarri sembrano pronti a dare l’assalto al titolo mondiale e perché no, puntare al salto di categoria. Pronto a mettersi in mostra anche il fratellastro di Valentino Rossi, Luca Marini, che dopo una stagione di apprendistato sembra pronto a giocarsi le posizioni di vertice. Pecco Bagnaia, Stefano Manzi ed Andrea Locatelli saranno al debutto nella categoria e pronti a giocarsi il titolo di “Rookie of the Year”.

In Moto3 abbiamo una flotta di italiani al via: dai più quotati per il titolo, vista l’esperienza e visti i risultati della scorsa stagione, come Antonelli, Bastianini, Bulega, Di Giannantonio, Fenati e Migno sino ai debuttanti come Arbolino, che correrà col team Sic58, Bezzecchi, Dalla Porta e Pagliani.

Se le speranze di Valentino Rossi per questo suo ennesimo campionato non sono delle migliori, o comunque i test non prevedono vita facile per il dottore, ben altre sono le aspettative ma soprattutto le speranze della Scuderia Ferrari che nel 2017 festeggia i 70 anni della sua fondazione. Nel 1947 uscì dai cancelli di quella piccola fabbrica che si componeva solo di un capannone, la prima Ferrari da corsa. Dal 1947 i successi della casa di Maranello sono stati moltissimi anche al di fuori della F1. Il numero 7, a quanto pare, è un numero ricorrente visto che risale al 2007 l’ultimo campionato piloti vinto da un driver vestito di rosso. Dieci anni dopo, nel 2017, le speranze di tutti i tifosi che sono accomunati da una passione sfrenata, perché il tifoso ferrarista è più “esagitato” del tifoso di calcio, sono riposte nella SF70-H e nei due cavalieri di rosso vestiti. Il cavaliere più anziano, il buon Kimi Raikkonen, nemmeno a farlo apposta ha il numero 7 cucito sulla tuta…chissà se sarà di buon auspicio dato che l’ultimo pilota iridato in Ferrari nel 2007 fu proprio lui. L’altro cavaliere, Sebastian Vettel, deve necessariamente ottenere risultati migliori dello scorso anno, dato che le ha sonoramente prese in ogni gara dal “matusa” compagno di squadra ma soprattutto è su di lui che la dirigenza Ferrari punta per ottenere il prossimo titolo mondiale. Il sommo dirigente, che definirlo dirigente sembra si stia parlando di un qualsiasi dirigente di pubblica amministrazione, Sergio Marchionne, quest’anno si è ben guardato da fare i proclami fatti lo scorso anno riguardo alla quasi matematica certezza che il titolo mondiale sia piloti che costruttori sarebbero tornati in quel di Maranello. Il presidente, non che CEO di Ferrari, ha una sfida aperta con l’ex presidente Montezemolo che fu indegnamente cacciato dopo che gli venne addossata la colpa sulla scarsità di risultati che la Ferrari otteneva in quegli anni. Marchionne sicuramente non riuscirà a fare meglio rispetto ai risultati ottenuti dal buon Lucs nella sua illustre e appassionata carriera in rosso, ma sicuramente già vincere un mondiale sarà un bel traguardo. Tutti speriamo nel miracolo. Dico miracolo perché le vetture uscite da Via Abetone negli ultimi anni, ma soprattutto dal 2014 con la sfortunata e non vincente F14-T, non sono state miracoli di ingegneria aereodinamica e motoristica. Comunque se la speranza è l’ultima a morire, quest’anno i dati di tutte le sessioni di test invernali svoltisi a Barcellona hanno dimostrato, o meglio mostrato, una monoposto che spinge, ottiene ottimi tempi e soprattutto dimostra pochissimi problemi di affidabilità. Gli ottimi tempi fanno riferimento intanto ai 4 secondi in meno rispetto alla pole position dello scorso anno fatta dalla Mercedes e poi anche alla dichiarazione di Vettel che ha tranquillamente detto che il suo miglior giro lo ha fatto rallentando nel terzo settore del tracciato. Ben venga. Se fosse veramente così, il campionato sarà un puro dominio Ferrari…

Come sempre però bisogna svegliarsi dai sogni e analizzare oggettivamente le forze in campo. La Mercedes che ha monopolizzato i campionati degli ultimi anni non è certamente rimasta a guardare e il sottoscritto pensa fortemente che abbiano nascosto il loro vero potenziale, così come bisognerà aspettarsi sorprese dalla Red Bull che a livello aereodinamico è sempre stata la migliore e un faro di innovazione per le altre squadre. L’appuntamento comunque è per domenica 26 marzo alle ore 7:00 per la gara, e per i veri appassionati il week end inizia il giovedì con la prima conferenza stampa dei piloti del 2017.

La conclusione di questo articolo, per molti potrà essere banale e scontata ma nel mondo, oltre al famoso “sole, mare, pizza e mandolino” l’Italia si conosce e si distingue, lo dimostrano le gare in giro per il mondo, per quello “stecchino” pelle e ossa di Valentino Rossi che ogni volta che sale in moto fa provare emozioni uniche e per quella macchina rossa col cavallino nero bella ma soprattutto veloce che fa sognare grandi e piccini, famiglie e alberi genealogici interi. Quindi signori, è tempo di rifare la forma sul divano e di aggrapparsi ai braccioli, perché quest’anno è doveroso sognare come tutti gli anni, ma soprattutto crederci.

Giovanni Crescenzi

Cesare Menichetti

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Test F1: la Ferrari sembrerebbe esserci http://www.360giornaleluiss.it/8227-2/ Mon, 06 Mar 2017 08:11:09 +0000 http://www.360giornaleluiss.it/?p=8227 Dal 27 febbraio al 2 marzo sul circuito di Barcellona, si sono tenuti i primi test stagionali di F1. Il 26 le scuderia mancanti, ovvero Toro Rosso, Red Bull e Haas hanno presentato al mondo le loro nuove creature. Da applausi la nuova livrea Toro Rosso, a dir poco bellissima. Come purtroppo sappiamo, la livrea e l’estetica non

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Dal 27 febbraio al 2 marzo sul circuito di Barcellona, si sono tenuti i primi test stagionali di F1. Il 26 le scuderia mancanti, ovvero Toro Rosso, Red Bull e Haas hanno presentato al mondo le loro nuove creature. Da applausi la nuova livrea Toro Rosso, a dir poco bellissima. Come purtroppo sappiamo, la livrea e l’estetica non bastano per vincere un mondiale e quindi dalle 9:00 del mattino del 27, le squadre hanno accesso ufficialmente i motori, nuovi, potentissimi, bellissimi da vedere ma sempre con quel sound abominevole che ormai dal 2014, anno del ritorno del turbo, ci accompagna. Premettendo una cosa importantissima che vale per tutti gli sport e che dovrà essere ricordata durante tutta la lettura dell’articolo, i test consentono ai team di ottenere miriadi di dati per capire se la nuova creatura è nata bene, è nata un po’ difettosa oppure se già prima della prima gara è tutta da buttare per poi affermare dalla quarta, quinta gara che “ci stiamo già concentrando sulla prossima stagione” (la Ferrari negli ultimi anni lo ha detto veramente troppo spesso), per noi appassionati competenti, invece, non significano nulla. Perché faccio questa premessa? Negli ultimi anni chi dominava i test vinceva il mondiale, mentre chi sembrava essere sulla strada dello sviluppo e del miglioramento poi alla prima gara e soprattutto in quelle successive, per usare un eufemismo, ha fatto schifo.

Possiamo dire che i primi test si sono chiusi all’insegna del “dominio” Ferrari dato che quasi tutte le sessioni divise in mattina e pomeriggio con alternanza dei piloti hanno fatto registrare il miglior tempo da parte di una rossa o comunque il secondo miglior tempo a pochi decimi dalla prima che era una ormai nota freccia d’argento. La Ferrari si è concentrata su diversi settori della macchina, facendo prove aereodinamiche, di resistenza delle componenti e anche di consumi, per non parlare poi dei numerosi cambi gomme necessari per capire il comportamento delle nuove Pirelli maggiorate. Naturalmente tutte le altre squadre hanno fatto più o meno lo stesso lavoro incontrando chi più chi meno alcuni problemi. Da tifoso di Fernando Alonso è necessario evidenziare i numerosi problemi che ancora affliggono il team McLaren ma soprattutto il suo motorista Honda, tanto da portare i giapponesi a scusarsi con il team inglese a causa delle difficoltà e delle mancanze che, almeno per adesso, accompagnano la nuova power-unit. Durante i primi giorni di test, entrambi i piloti McLaren hanno passato più tempo fermi nei box ad aspettare che la monoposto venisse riparata piuttosto che in pista a provare. Il giovane Vandoorne non ha fatto dichiarazioni, forse per la sua poca esperienza nelle public relations di un team di questa fama, Alonso invece dichiarazioni ne ha fatte e non è stato cosi distruttivo come ci si poteva aspettare. Il pilota asturiano ha dichiarato il penultimo giorno di test, che la macchina risponde bene alle modifiche che vengono apportate costantemente e che le forze in campo si vedranno alla prima gara e poi nel prosieguo della stagione, vabbè ci voleva Alonso per farcelo sapere…diciamo che il pragmatico Fernando ha evitato di affossare il morale della squadra già prima del semaforo ufficiale.

Breve cenno sul fronte Mercedes. Non è cambiato nulla. I piloti sono entusiasti della vettura, Hamilton ha dichiarato che è una bestia ed è velocissima, Bottas stupito di cosa possa fare una vettura di F1 che ha vinto gli ultimi tre mondiali mentre quel paravento del team principal, Toto Wolff ha dichiarato che la Ferrari è molto veloce è che è molto vicina a loro…sarà. Di parere totalmente opposto è Niki Lauda che ha smontato subito l’entusiasmo Ferrari, sostenendo che la vera Mercedes la si vedrà solo in Australia il 26 marzo.

Per gli altri team non c’è tantissimo da dire, hanno svolto il loro lavoro, qualche uscita di pista dei piloti più giovani, alcune con conseguenze serie per la monoposto come l’uscita di pista e l’impatto con le barriere del giovane pilota della Williams, Stroll che ha danneggiato la scocca della macchina e ha costretto il tema a finire i test in anticipo. Soddisfatti i piloti Renault della macchina ma soprattutto del motore che sembra essere decisamente più potente e affidabile dello scorso anno. In casa Red Bull non si sbilancia nessuno. Sappiamo che a livello di telaio e aereodinamica Red Bull ci ha sempre insegnato qualcosa portando in pista vetture estreme, guardando nel dettaglio la monoposto 2017 le cose non sembrano essere cambiate. Di attacco invece è l’atteggiamento del team principal Red Bull, Cristian Horner, il quale ha dichiarato che i tempi Ferrari non sono indicativi e che il team di Maranello non è vicino alla Mercedes così come sembra.

L’ultimo giorno di test è stato bagnato. Non che abbia piovuto a Barcellona che in questi giorni ha fatto registrare temperature più che primaverili, ma la Pirelli ha voluto che le squadre girassero su pista quasi allagata per testare anche le nuove gomme “rain” e “full wet” e sono state impiegate decine di autobotti che ad orari stabiliti inondavano di acqua la pista in modo tale che la Pirelli ottenesse il maggior numero di dati e sembra che alla fine del test bagnato, l’azienda italiana sia arrivata a scoprire la necessità di modificare la mescola della gomma “rain” che è risultata troppo morbida e facilmente deteriorabile. Prossimo appuntamento dal 7 al 10 marzo sempre sul Circuit de Catalunya, Barcellona.

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Allo spegnimento…il via della nuova stagione di F1 http://www.360giornaleluiss.it/8179-2/ Mon, 27 Feb 2017 06:10:23 +0000 http://www.360giornaleluiss.it/?p=8179 Nico Rosberg, chi? È brutta da sentire come domanda ma alla fine della fiera, quanti ricordano i bei momenti che il pilota tedesco ha realizzato nella sua stagione perfetta? Diciamo pochi. Pochi, giusto per non offendere il biondo Nico che probabilmente non leggerà mai questo articolo, ma nel caso in cui gli capitasse sotto mano “360°- il giornale

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Nico Rosberg, chi? È brutta da sentire come domanda ma alla fine della fiera, quanti ricordano i bei momenti che il pilota tedesco ha realizzato nella sua stagione perfetta? Diciamo pochi. Pochi, giusto per non offendere il biondo Nico che probabilmente non leggerà mai questo articolo, ma nel caso in cui gli capitasse sotto mano “360°- il giornale con l’università intorno”, non leggerebbe altro che le critiche che gli sono state mosse da tutto il mondo e che il sottoscritto condivide. Per tutto il mondo intendo anche Niki Lauda che a poche settimane dalla fine del mondiale e dall’annuncio del ritiro di Robserg, ha lietamente sostenuto che il pilota tedesco non mancherà assolutamente al team della stella a tre punte e che soprattutto senza la Mercedes, il buon Nico non sarebbe mai diventato campione di F1. Parafrasando le parole dell’ ex pilota austriaco, Rosberg ha abbandonato una astronave vincente ben convinto che la fortuna che ha avuto nel 2016, perché si tratta soprattutto di fortuna sfacciata, non l’avrebbe mai più avuta e che quindi almeno la stagione dell’anno venturo sarebbe stata tutta nelle mani di Hamilton o speriamo, nelle mani di un nuovo pilota e di un nuovo team.

A metà gennaio 2017, dopo settimane di indiscrezioni, la Mercedes ha annunciato l’ingaggio di Valtteri Bottas. La manovra è stata possibile dopo che Felipe Massa ha dichiarato prima di natale di non poter rinunciare alla F1 e di tornare alla guida della Williams affiancato dal giovanissimo canadese Lance Stroll. Nei grandi team non ci sono stati enormi sconvolgimenti riguardo la line up dei piloti; i cambiamenti più significativi si registrano in casa Renault con l’arrivo del tedesco Hulkemberg dalla Force India, sostituito nel team indiano da Esteban Ocon e novità più importante è l’arrivo del giovanissimo Stoffel Vandoorne che sostituisce Jenson Button al fianco del campione del mondo 2005-2006 Fernando Alonso in McLaren. Proprio Alonso anche quest’anno risulta essere il primo in classifica…dei piloti più pagati. La McLaren sborserà 40 milioni di euro per il pilota spagnolo e solo 300 mila euro per il suo giovane compagno. Nella classifica degli stipendi Alonso è seguito da Hamilton con 31 milioni, poi da Vettel con 30 e boi da Bottas con i suoi 8,5 milioni che sembrano “pochi” rispetto ai colleghi appena citati ma sono comunque di più rispetto ai 3,5 milioni di cui beneficiava in Williams. Subito dopo troviamo l’altro finlandese, Kimi Raikkonen con 7 milioni e poi Ricciardo con 6,5 milioni.

Dal 27 febbraio al 2 marzo finalmente si tornerà all’azione vera, con i primi test invernali a Barcellona che vedranno tutte le squadre impegnate a giorni alterni con i loro piloti nel testare le nuove componenti e tutte le modifiche aereodinamiche imposte dal nuovo regolamento. Le vetture 2017 sono bellissime. Lo si è visto con la prima vettura svelata al mondo intero che è stata la Williams caratterizzata dalle gomme nettamente più larghe rispetto alla passata stagione, dato importante visto che la Pirelli annuncia che tale novità consentirà alle monoposto, assieme alle novità aereodinamiche, di percorrere le curve dei tracciati con una velocità maggiore di 40 Km/h. La seconda vettura che si è rivelata è stata la R.S 17 ovvero la Renault che dopo il suo infelice ritorno in F1 come team unico nel 2016, quest’anno punta senza troppe ambizioni al 5 posto nella classifica costruttori. La Renault ha portato in maniera più vistosa una novità aereodinamica che ricorda molto le vetture del 2008, la pinna che collega il vano motore all’alettone posteriore che in forza del nuovo regolamento è molto più basso e largo rispetto al passato. Gomme più larghe, alettone posteriore largo e basso danno l’idea che le nuove vetture siano sempre più missili terra-terra incollati al suolo e capaci di cose che noi umani non possiamo neanche pensare di immaginare. Sicuramente sarà un missile la nuova W08, la nuova freccia d’argento presentata giovedì sulla pista di Silverstone dove si è già resa protagonista di un filming day. L’autista del missile, Lewis Hamilton, che ha portato a battesimo la nuova Mercedes, appena sceso ha dichiarato “Questa Mercedes è una belva” giusto per mettere le cose in chiaro fin dal primo momento, tanto per distruggere le ambizioni di coloro i quali nutrivano qualche speranza in un campionato diverso. Da appassionati lo auspichiamo un campionato diverso anche perché il team di Maranello durante i mesi precedenti la presentazione della vettura non ha fatto trapelare nulla e il presidente nonché CEO della Ferrari si è ben guardato dal fare i soliti annunci vittoriosi già prima di cominciare, dati i pessimi risultati della passata stagione. Il 24 febbraio è stato il giorno della presentazione della Ferrari SF70-H dove la sigla indica Scuderia Ferrari e i 70 anni di fondazione del marchio che ricorrono proprio nel 2017 e la “H” sta per hybrid, componente essenziale delle ultime power unit. Naturalmente presentazione in grande stile come è ormai nella tradizione Ferrari con la vettura che per la prima volta viene presentata direttamente dentro i box della pista di proprietà della Ferrari a Fiorano, a far capire subito che la nuova monoposto è pronta a scendere in pista ed essere subito aggressiva. Dalle parole dei piloti trapela entusiasmo, non solo per il corso stilistico della SF70-H ma anche per le novità tecniche portate dal team di Maranello.

Venerdì è stato il giorno anche della nuova MCL32 ovvero la monoposto McLaren che si è presentata con una livrea arancione con dettagli neri del tutto inedita rispetto al solito nero degli scorsi anni. Durante la presentazione della monoposto di Woking il capo squadra Alonso ha punzecchiato un po’ tutti i suoi avversari partendo da Rosberg per poi arrivare ad Hamilton. Sul tedesco ha dichiarato che lui non avrebbe mai abbandonato il mondo delle corse, per lui le gare sono come una droga e “mi vedrete correre sui kart fino ad 80 anni”. Nei confronti di Hamilton, il quale ha dichiarato che non condividerà i dati della sua telemetria con Bottas durante la stagione, Alonso lo ha punzecchiato dicendo che de avesse analizzato i dati 2016 di Rosberg, forse avrebbe potuto vincere il mondiale. Speriamo vivamente che le parole che volano in questi giorni si riproducano poi in pista durante tutta la stagione.

Le altre vetture rimanenti le vedremo direttamente a Barcellona dove le case scopriranno i teloni sulle nuove Toro Rosso, Red Bull e Haass. Non dimentichiamoci della Red Bull che è sempre stata un’ottima macchina e soprattutto quella che riesce meglio ad aggiornarsi ed a portare sviluppi durante la stagione. Il costruttore francese Renault che equipaggia la Red Bull e che come detto in precedenza è tornato ad essere team unico in quanto costruttore di telaio e motore, ha dichiarato di avere modificato il motore del 95% rispetto alla passata stagione. Soprattutto non bisogna minimamente dimenticare che dopo due anni dal ritorno della McLaren assieme alla Honda, i giapponesi hanno dichiarato che arrivare al di sotto del podio nel mondiale costruttori gli darebbe molto fastidio, e l’esperienza in moto gp ci insegna che i giapponesi difficilmente parlano a sproposito.

Signori, le premesse ci sono tutte. Aspettiamo i test di Barcellona e buon inizio di stagione.

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NICO ROSBERG È CAMPIONE DEL MONDO! http://www.360giornaleluiss.it/nico-rosberg-e-campione-del-mondo/ Mon, 28 Nov 2016 10:04:46 +0000 http://www.360giornaleluiss.it/?p=7727 Nico Rosberg finalmente ha vinto il suo primo titolo mondiale in F1. Da ieri sera non è più il pilota ad avere all’attivo il maggior numero di partecipazione ai gran premi e il maggior numero di vittorie senza aver vinto un mondiale. Il cittadino del mondo della F1 riesce, nella notte di Abu Dhabi, a coronare il sogno

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Nico Rosberg finalmente ha vinto il suo primo titolo mondiale in F1. Da ieri sera non è più il pilota ad avere all’attivo il maggior numero di partecipazione ai gran premi e il maggior numero di vittorie senza aver vinto un mondiale. Il cittadino del mondo della F1 riesce, nella notte di Abu Dhabi, a coronare il sogno di ogni pilota, vincere il titolo mondiale all’ultima gara della stagione. Per tutto il week end il tedesco è stato in marcatura sul suo rivale e “compagno” di squadra Hamilton che ha cercato in tutti i modi di vincere il quarto titolo mondiale e rimediare a qualche piccolo errore fatto durante la stagione, ma soprattutto ha cercato di rimediare alle inusuali mancanze di affidabilità che solo e soltanto la sua Mercedes ha avuto. Di questo argomento ne parleremo dopo, adesso sarà emozionante rivivere alcuni momenti della gara svoltasi nella splendida cornice dello Yas Marina Circuit di Abu Dhabi.

Già il posizionamento in griglia di Rosberg prima della partenza ha fatto capire al mondo che non aveva alcuna intenzione, come è giusto che sia, di lasciare il titolo nelle mani dell’inglese. Alcuni di voi potrebbero pensare: “Si vabbè, ma come fai a perdere un mondiale con 12 punti di vantaggio sul diretto avversario?”. Chi scrive vi parla da accanito, a detta di alcuni, malato sostenitore della Ferrari e da vero appassionato non posso dimenticare il gran premio di Abu Dhabi del 2010, quando l’asturiano Fernando Alonso entrato ad inizio stagione nella grande famiglia Ferrari, si ritrova all’ultima gara del mondiale con 12 punti di vantaggio sul secondo in classifica e se tutto fosse andato liscio, a vincere il mondiale di F1 al primo anno alla guida della macchina rossa che fa emozionare grandi e piccoli. Se tutto fosse andato bene. Quello è il nodo cruciale. Non andò bene niente: strategia sbagliata degli ingegneri di Maranello e un misero punto che lo sventurato Fernando non riuscì a conquistare in pista in lotta con un pilota russo della Renault, tale Vitalij Petrov per non lasciare il mondiale al piccolo e sprovveduto Vettel che ottenne così il primo di quattro titoli consecutivi. Il breve, e per me doloroso, racconto del gran premio del 2010 è servito per far capire come in ogni cosa nella vita, ma soprattutto in F1 non è mai scontata.

Partenza nella norma, i piloti dall’argentea corazza, come sempre perfetti così come i loro colleghi dietro fanno sì che il primo giro si concluda con regolarità. La gara è stata tutta cosi, regolare, senza colpi di scena, senza errori né dei piloti né dei meccanici ai box, tranne che per gli ultimi quindici giri. Hamilton primo, Rosberg secondo, Verstappen terzo e Vettel quarto. Strategia aggressiva della Ferrari che nell’ultimo pit-stop monta sulla vettura del tedesco gomme “rosse” supersoft per dargli la possibilità di raggiungere il podio. Così sistemate le posizioni, il pilota inglese della Mercedes non ha alcuna possibilità di vincere il mondiale, l’unica cosa che poteva fare era il “tappo”. Detto fatto, Hamilton inizia a fare dei giri lenti come le ultime vetture dello schieramento tanto da riuscire a far ricompattare il gruppetto dietro di lui e dare la possibilità a chi ne avesse avuto voglia, di sorpassare il suo compagno di squadra che se fosse arrivato quarto con vittoria dell’inglese, avrebbe perso il mondiale. Vettel velocissimo riesce ad incollarsi alla Red Bull dell’olandese Verstappen, lo sorpassa in meno di un giro e si mette a caccia del connazionale della Mercedes. Come me, penso in molti si siano chiesti se Vettel, che aveva assolutamente la velocità per farlo, avesse attaccato e sorpassato Rosberg. No. Evitando di pensare con malizia, il sorpasso non c’è stato; Hamilton ha cercato in tutti i modi di mettere sulla brace il suo avversario ma nessuno ha approfittato della succulenta offerta. Niki Lauda a fine gran premio afferma che bisognerà capire “Perché Lewis non è stato veloce come sempre”. Semplice: voleva che gli altri sorpassassero Nico così da ottenere il quarto titolo mondiale. A parte tutto, onore alla bravura ma soprattutto alla costanza del tedesco Rosberg che finalmente ottiene il suo primo titolo iridato e onore alla tenacia e alla grinta di Hamilton che, a conti fatti, se non avesse avuto tutti quei problemi tecnici avrebbe vinto il mondiale con 40 punti di vantaggio.

La stagione di F1 finisce cosi, tra qualche settimana ci sarà a Parigi il Gran Galà della FIA che premierà tutti i vincenti del motor sport automobilistico. Le date future che interessano a noi appassionati, visto che al Galà non ci invitano, sono i giorni di presentazione delle nuove vetture 2017 cariche di novità e poi i primi test che si terranno a febbraio sicuramente sul circuito di Catalunya. Data ancora più importante è quella che Hamilton ci ha promesso…10 anni. Tra 10 anni scriverà un libro su questo campionato del mondo e ha promesso che all’interno del libro troveremo tutti i dettagli più oscuri della stagione, soprattutto per quanto riguarda tutti i problemi di affidabilità che la sua Mercedes ha avuto fin dalla prima gara in Australia.

Vi prometto un dettagliato articolo che recensirà il libro dell’inglese che sicuramente venderà moltissime copie.

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Brasile: la prima di Hamilton. Titolo rimandato ad Abu Dhabi http://www.360giornaleluiss.it/brasile-la-prima-di-hamilton-titolo-rimandato-ad-abu-dhabi/ Tue, 15 Nov 2016 12:47:00 +0000 http://www.360giornaleluiss.it/?p=7562 Penultimo gran premio della stagione, solita storia. Week end all’insegna Mercedes con Hamilton che domina dal venerdì. Rosberg oramai calcolatore, lascia sfogare il compagno di squadra e prega che la sua W07 non lo abbandoni sul più bello. Hamilton conquista la pole numero 60 e si piazza in classifica generale a meno 5 da Senna e a meno

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Penultimo gran premio della stagione, solita storia. Week end all’insegna Mercedes con Hamilton che domina dal venerdì. Rosberg oramai calcolatore, lascia sfogare il compagno di squadra e prega che la sua W07 non lo abbandoni sul più bello. Hamilton conquista la pole numero 60 e si piazza in classifica generale a meno 5 da Senna e a meno 8 da Schumacher.

Domenica di gara, pazza, stupenda, emozionante. Era dal gran premio della Malesia del 2009 che non si vedeva una gara che rischiava di andare al limite del timing televisivo delle quatto ore. Si sono alternate bandiere gialle, safety car, bandiere rosse, tantissima acqua e tanti incidenti. San Paolo del Brasile dalla mattina si è svegliata bagnata e le previsioni per il gran premio lasciavano immaginare una gara abbastanza movimentata. Abbastanza, ma non cosi. Guidare sull’acqua non è per tutti e infatti il pilota francese della Haas Grosjean, ce lo ha dimostrato andando ad impattare contro le barriere nel giro di formazione. Safety è la parola che, dal gran premio del Giappone del 2014 quando ci fu il terribile indicente di Jules Bianchi, regna sovrana nelle mante del direttore di gara Charlie Waiting. Per non rischiare, il gran premio del Brasile parte sotto regime di safety car dopo i primi sette giri di gara, finalmente i piloti possono scatenarsi. Detto fatto, Verstappen inizia subito attaccando in curva uno il finlandese delle Ferrari che non si aspettava un sorpasso al primo giro di una gara bagnata, forse si aspettava una “sfanalata” o una suonatina di clacson da parte dell’olandese. Il resto del gruppo rimane abbastanza invariato rispetto all’ordine iniziale, quando durante il giro undici, Vettel messo sotto pressione da Ricciardo, perde il controllo della macchina nell’ultima curva in salita e per miracolo non finisce contro le barriere. Da qui in poi si avranno safety car come se piovesse e lunghe bandiere rosse che sospendevano la gara. Al giro 20 ci pensa Kimi Raikkonen ad ottenere un’altra bandiera rossa, perdendo il controllo della SF16-H in pieno rettilineo e mettendosi, dopo un bel effetto pendolo, in mezzo la pista e rischiare letteralmente la vita oltre che sua, dei suoi colleghi che sopraggiungevano non proprio a passo di lumaca. Dopo due ore di gara, quindi il tempo naturale all’incirca di un gran premio asciutto, eravamo soltanto al 30esimo giro di 71. La cosa stava iniziando a diventare noiosa per chi guardava e psicologicamente logorante per chi correva e ad ogni 10 giri si vedeva la bandiera rossa sventolare. Poco succedeva con i pit stop dato che la strategia era praticamente obbligata, gomme da bagnato estremo e quei pochi che azzardavano le intermedie, rischiavano di sbattere, o sbattevano. Sicuramente chi si è divertito è stato Bernd Maylander, pilota della vettura di sicurezza che ha recuperato i km che non ha percorso durante l’intera stagione. Dopo l’ennesima bandiera rossa, la Red Bull con una strategia suicida fa perdere il secondo posto assoluto all’olandese Verstappen che però è l’ultimo a fare il pit stop e ci ha regalato una rimonta dalla nona posizione degna del più grande pilota di tutti i tempi, al quale è già stato paragonato, Ayrton Senna. Sorpassi su sorpassi, al limite della fisica e del raziocinio su pista bagnata, a tratti quasi allagata, ci hanno fatto passare gli ultimi 15 giri di gara in piedi a tifare per un ragazzo che è stato definito arrogante e irrispettoso ma da coloro che non sono capaci di arginare il suo talento e che nei team radio si lamentano delle sue manovre, si forse a volte un po’ al limite, ma signori questa era la F1 e cosi deve tornare ad essere.

13.11.2016 - Race, Crash, Kimi Raikkonen (FIN) Scuderia Ferrari SF16-H

Morale della favola del piccolo Max in Brasile, arriva terzo, e questa volta dal podio non lo si può schiodare nemmeno con le cannonate. Podio meritatissimo, ci ha fatto divertire e potrebbe essere eletto driver of the day, ma personalmente è un titolo che attribuirei a Felipe Massa. Il pilota brasiliano ha corso il suo ultimo gran premio di casa. Non lo ha concluso però nel migliore dei modi, dato che verso la fine del gran premio ha perso il controllo della sua Williams, vestita a festa per l’occasione con la scritta “obrigado”, a causa dell’acquaplaning. Lato positivo dell’incidente è che Felipe ha percorso tutto l’ingresso box e poi la pit-lane a piedi con una bandiera verde oro sulle spalle e ha ricevuto l’applauso dei team che sono usciti dai box, in particolare del team Ferrari con il quale Felipe ha condiviso tanti bellissimi momenti ma soprattutto il drammatico momento nel 2008 di essere stato per 10 secondi campione del mondo di F1 con il Cavallino cucito sul petto.

E i primi due piloti? Beh sono sempre loro, Hamilton primo, Rosberg secondo con un distacco in classifica mondiale che si riduce a 12 punti a vantaggio del tedesco che avrà, anche giungendo quarto al traguardo, la possibilità di chiudere finalmente la stagione diventando campione del mondo nel magnifico e lussuosissimo scenario di Abu Dhabi.

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C’eravamo tanto odiati… http://www.360giornaleluiss.it/ceravamo-tanto-odiati/ Wed, 01 Apr 2015 16:39:57 +0000 http://www.360giornaleluiss.it/?p=2982 Sepang, 29 marzo ’15 – Finita finalmente la lunga carestia vissuta troppo a lungo (una vittoria così si era vista in Spagna, infatti, nel 2013), la Rossa di Maranello è tornata sul gradino più alto del podio grazie ad uno dei piloti più odiati dai cultori del Cavallino Rampante: Sebastian Vettel. Il tedesco classe 1987,

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Sepang, 29 marzo ’15 – Finita finalmente la lunga carestia vissuta troppo a lungo (una vittoria così si era vista in Spagna, infatti, nel 2013), la Rossa di Maranello è tornata sul gradino più alto del podio grazie ad uno dei piloti più odiati dai cultori del Cavallino Rampante: Sebastian Vettel.

Il tedesco classe 1987, grazie alle sue quattro  vittorie consecutive del campionato del mondo di Formula 1, firmate Red Bull, si era conquistato il rancore di tanti Italiani e non, i quali adesso, pare, lo vogliano paragonare già a Re Shumi.

E lui fa tutto il possibile per attrarre su di sé le simpatie di chi prima gli tirava macumbe e motore in panne. Al settimo cielo ha gridato la sua felicità via radio, in un italiano tutt’altro che stentato, ha pianto sul podio, ha riso, ha saltato, e con una gaiezza mai vista ha abbracciato i meccanici che lo attendevano all’arrivo, sceso dall’auto.

Il successo di Seb –così tutti lo chiamano ora (haters compresi)- viene da lontano, però. Dietro di lui, pilota giovane, ma attenzione a dargli del pivello, c’è un gruppo di meccanici, tecnici, strateghi, i quali lavorano ed hanno lavorato nell’ombra dei box e di Maranello, per partorire un’automobile finalmente competitiva, che può dimenticarsi i complessi di inferiorità dell’ultima, tragica, era, quella Montezemolo-Domenicali-Mattiacci. Marchionne ed Arrivabene si sono allontanati dai signori dei piani alti che volevano chiedere alla FIA di cambiare le regole per far piacere alla Ferrari, si sono dati da fare sul campo, non sulla burocrazia, perché nulla abbiamo da invidiare a quelli che producono bibite energetiche o a chi tante volte ci ha trattato con sufficienza: la Mercedes.

La vettura, dal canto suo, dimentica i difetti passati, ha un motore più potente e con più coppia, ha un’aerodinamica ora decisamente funzionante ad accorgimenti telaistici che non si vedono. Dal canto suo, Vettel ha ottimizzato quello che gli è stato dato, smentendo in modo brutale chi dubitava del suo talento nonostante i mondiali vinti, tra i quali Hamilton (e l’infortunato Fernando Alonso, a volerla dire tutta) che ieri è stato sonoramente battuto. Sebastian ha messo a tacere tutti e in due giorni ha mostrato di essere il fenomeno che si conosceva sul bagnato e lo stratega delicato quanto infallibile sull’asciutto.

Che la Ferrari avesse fatto qualche passo avanti lo si poteva immaginare dai risultati Australiani, ma che potesse ottenere il primo posto già alla seconda gara, in casa Petronas, va ben oltre ogni previsione. Perché c’è anche Kimi Raikkonen, il quale nonostante il week end decisamente difficile ha portato poi la sua vettura in quarta posizione, terminando la gara con punti preziosi per la Scuderia Italica.

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