Contatti

Viale Romania, 32 - 00196 Roma - Italy

Sentiti libero di contattarci!

Penultimo gran premio della stagione, solita storia. Week end all’insegna Mercedes con Hamilton che domina dal venerdì. Rosberg oramai calcolatore, lascia sfogare il compagno di squadra e prega che la sua W07 non lo abbandoni sul più bello. Hamilton conquista la pole numero 60 e si piazza in classifica generale a meno 5 da Senna e a meno 8 da Schumacher.

Domenica di gara, pazza, stupenda, emozionante. Era dal gran premio della Malesia del 2009 che non si vedeva una gara che rischiava di andare al limite del timing televisivo delle quatto ore. Si sono alternate bandiere gialle, safety car, bandiere rosse, tantissima acqua e tanti incidenti. San Paolo del Brasile dalla mattina si è svegliata bagnata e le previsioni per il gran premio lasciavano immaginare una gara abbastanza movimentata. Abbastanza, ma non cosi. Guidare sull’acqua non è per tutti e infatti il pilota francese della Haas Grosjean, ce lo ha dimostrato andando ad impattare contro le barriere nel giro di formazione. Safety è la parola che, dal gran premio del Giappone del 2014 quando ci fu il terribile indicente di Jules Bianchi, regna sovrana nelle mante del direttore di gara Charlie Waiting. Per non rischiare, il gran premio del Brasile parte sotto regime di safety car dopo i primi sette giri di gara, finalmente i piloti possono scatenarsi. Detto fatto, Verstappen inizia subito attaccando in curva uno il finlandese delle Ferrari che non si aspettava un sorpasso al primo giro di una gara bagnata, forse si aspettava una “sfanalata” o una suonatina di clacson da parte dell’olandese. Il resto del gruppo rimane abbastanza invariato rispetto all’ordine iniziale, quando durante il giro undici, Vettel messo sotto pressione da Ricciardo, perde il controllo della macchina nell’ultima curva in salita e per miracolo non finisce contro le barriere. Da qui in poi si avranno safety car come se piovesse e lunghe bandiere rosse che sospendevano la gara. Al giro 20 ci pensa Kimi Raikkonen ad ottenere un’altra bandiera rossa, perdendo il controllo della SF16-H in pieno rettilineo e mettendosi, dopo un bel effetto pendolo, in mezzo la pista e rischiare letteralmente la vita oltre che sua, dei suoi colleghi che sopraggiungevano non proprio a passo di lumaca. Dopo due ore di gara, quindi il tempo naturale all’incirca di un gran premio asciutto, eravamo soltanto al 30esimo giro di 71. La cosa stava iniziando a diventare noiosa per chi guardava e psicologicamente logorante per chi correva e ad ogni 10 giri si vedeva la bandiera rossa sventolare. Poco succedeva con i pit stop dato che la strategia era praticamente obbligata, gomme da bagnato estremo e quei pochi che azzardavano le intermedie, rischiavano di sbattere, o sbattevano. Sicuramente chi si è divertito è stato Bernd Maylander, pilota della vettura di sicurezza che ha recuperato i km che non ha percorso durante l’intera stagione. Dopo l’ennesima bandiera rossa, la Red Bull con una strategia suicida fa perdere il secondo posto assoluto all’olandese Verstappen che però è l’ultimo a fare il pit stop e ci ha regalato una rimonta dalla nona posizione degna del più grande pilota di tutti i tempi, al quale è già stato paragonato, Ayrton Senna. Sorpassi su sorpassi, al limite della fisica e del raziocinio su pista bagnata, a tratti quasi allagata, ci hanno fatto passare gli ultimi 15 giri di gara in piedi a tifare per un ragazzo che è stato definito arrogante e irrispettoso ma da coloro che non sono capaci di arginare il suo talento e che nei team radio si lamentano delle sue manovre, si forse a volte un po’ al limite, ma signori questa era la F1 e cosi deve tornare ad essere.

13.11.2016 - Race, Crash, Kimi Raikkonen (FIN) Scuderia Ferrari SF16-H

Morale della favola del piccolo Max in Brasile, arriva terzo, e questa volta dal podio non lo si può schiodare nemmeno con le cannonate. Podio meritatissimo, ci ha fatto divertire e potrebbe essere eletto driver of the day, ma personalmente è un titolo che attribuirei a Felipe Massa. Il pilota brasiliano ha corso il suo ultimo gran premio di casa. Non lo ha concluso però nel migliore dei modi, dato che verso la fine del gran premio ha perso il controllo della sua Williams, vestita a festa per l’occasione con la scritta “obrigado”, a causa dell’acquaplaning. Lato positivo dell’incidente è che Felipe ha percorso tutto l’ingresso box e poi la pit-lane a piedi con una bandiera verde oro sulle spalle e ha ricevuto l’applauso dei team che sono usciti dai box, in particolare del team Ferrari con il quale Felipe ha condiviso tanti bellissimi momenti ma soprattutto il drammatico momento nel 2008 di essere stato per 10 secondi campione del mondo di F1 con il Cavallino cucito sul petto.

E i primi due piloti? Beh sono sempre loro, Hamilton primo, Rosberg secondo con un distacco in classifica mondiale che si riduce a 12 punti a vantaggio del tedesco che avrà, anche giungendo quarto al traguardo, la possibilità di chiudere finalmente la stagione diventando campione del mondo nel magnifico e lussuosissimo scenario di Abu Dhabi.

Share:

contributor