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Nico Rosberg finalmente ha vinto il suo primo titolo mondiale in F1. Da ieri sera non è più il pilota ad avere all’attivo il maggior numero di partecipazione ai gran premi e il maggior numero di vittorie senza aver vinto un mondiale. Il cittadino del mondo della F1 riesce, nella notte di Abu Dhabi, a coronare il sogno di ogni pilota, vincere il titolo mondiale all’ultima gara della stagione. Per tutto il week end il tedesco è stato in marcatura sul suo rivale e “compagno” di squadra Hamilton che ha cercato in tutti i modi di vincere il quarto titolo mondiale e rimediare a qualche piccolo errore fatto durante la stagione, ma soprattutto ha cercato di rimediare alle inusuali mancanze di affidabilità che solo e soltanto la sua Mercedes ha avuto. Di questo argomento ne parleremo dopo, adesso sarà emozionante rivivere alcuni momenti della gara svoltasi nella splendida cornice dello Yas Marina Circuit di Abu Dhabi.

Già il posizionamento in griglia di Rosberg prima della partenza ha fatto capire al mondo che non aveva alcuna intenzione, come è giusto che sia, di lasciare il titolo nelle mani dell’inglese. Alcuni di voi potrebbero pensare: “Si vabbè, ma come fai a perdere un mondiale con 12 punti di vantaggio sul diretto avversario?”. Chi scrive vi parla da accanito, a detta di alcuni, malato sostenitore della Ferrari e da vero appassionato non posso dimenticare il gran premio di Abu Dhabi del 2010, quando l’asturiano Fernando Alonso entrato ad inizio stagione nella grande famiglia Ferrari, si ritrova all’ultima gara del mondiale con 12 punti di vantaggio sul secondo in classifica e se tutto fosse andato liscio, a vincere il mondiale di F1 al primo anno alla guida della macchina rossa che fa emozionare grandi e piccoli. Se tutto fosse andato bene. Quello è il nodo cruciale. Non andò bene niente: strategia sbagliata degli ingegneri di Maranello e un misero punto che lo sventurato Fernando non riuscì a conquistare in pista in lotta con un pilota russo della Renault, tale Vitalij Petrov per non lasciare il mondiale al piccolo e sprovveduto Vettel che ottenne così il primo di quattro titoli consecutivi. Il breve, e per me doloroso, racconto del gran premio del 2010 è servito per far capire come in ogni cosa nella vita, ma soprattutto in F1 non è mai scontata.

Partenza nella norma, i piloti dall’argentea corazza, come sempre perfetti così come i loro colleghi dietro fanno sì che il primo giro si concluda con regolarità. La gara è stata tutta cosi, regolare, senza colpi di scena, senza errori né dei piloti né dei meccanici ai box, tranne che per gli ultimi quindici giri. Hamilton primo, Rosberg secondo, Verstappen terzo e Vettel quarto. Strategia aggressiva della Ferrari che nell’ultimo pit-stop monta sulla vettura del tedesco gomme “rosse” supersoft per dargli la possibilità di raggiungere il podio. Così sistemate le posizioni, il pilota inglese della Mercedes non ha alcuna possibilità di vincere il mondiale, l’unica cosa che poteva fare era il “tappo”. Detto fatto, Hamilton inizia a fare dei giri lenti come le ultime vetture dello schieramento tanto da riuscire a far ricompattare il gruppetto dietro di lui e dare la possibilità a chi ne avesse avuto voglia, di sorpassare il suo compagno di squadra che se fosse arrivato quarto con vittoria dell’inglese, avrebbe perso il mondiale. Vettel velocissimo riesce ad incollarsi alla Red Bull dell’olandese Verstappen, lo sorpassa in meno di un giro e si mette a caccia del connazionale della Mercedes. Come me, penso in molti si siano chiesti se Vettel, che aveva assolutamente la velocità per farlo, avesse attaccato e sorpassato Rosberg. No. Evitando di pensare con malizia, il sorpasso non c’è stato; Hamilton ha cercato in tutti i modi di mettere sulla brace il suo avversario ma nessuno ha approfittato della succulenta offerta. Niki Lauda a fine gran premio afferma che bisognerà capire “Perché Lewis non è stato veloce come sempre”. Semplice: voleva che gli altri sorpassassero Nico così da ottenere il quarto titolo mondiale. A parte tutto, onore alla bravura ma soprattutto alla costanza del tedesco Rosberg che finalmente ottiene il suo primo titolo iridato e onore alla tenacia e alla grinta di Hamilton che, a conti fatti, se non avesse avuto tutti quei problemi tecnici avrebbe vinto il mondiale con 40 punti di vantaggio.

La stagione di F1 finisce cosi, tra qualche settimana ci sarà a Parigi il Gran Galà della FIA che premierà tutti i vincenti del motor sport automobilistico. Le date future che interessano a noi appassionati, visto che al Galà non ci invitano, sono i giorni di presentazione delle nuove vetture 2017 cariche di novità e poi i primi test che si terranno a febbraio sicuramente sul circuito di Catalunya. Data ancora più importante è quella che Hamilton ci ha promesso…10 anni. Tra 10 anni scriverà un libro su questo campionato del mondo e ha promesso che all’interno del libro troveremo tutti i dettagli più oscuri della stagione, soprattutto per quanto riguarda tutti i problemi di affidabilità che la sua Mercedes ha avuto fin dalla prima gara in Australia.

Vi prometto un dettagliato articolo che recensirà il libro dell’inglese che sicuramente venderà moltissime copie.

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