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Dal 27 febbraio al 2 marzo sul circuito di Barcellona, si sono tenuti i primi test stagionali di F1. Il 26 le scuderia mancanti, ovvero Toro Rosso, Red Bull e Haas hanno presentato al mondo le loro nuove creature. Da applausi la nuova livrea Toro Rosso, a dir poco bellissima. Come purtroppo sappiamo, la livrea e l’estetica non bastano per vincere un mondiale e quindi dalle 9:00 del mattino del 27, le squadre hanno accesso ufficialmente i motori, nuovi, potentissimi, bellissimi da vedere ma sempre con quel sound abominevole che ormai dal 2014, anno del ritorno del turbo, ci accompagna. Premettendo una cosa importantissima che vale per tutti gli sport e che dovrà essere ricordata durante tutta la lettura dell’articolo, i test consentono ai team di ottenere miriadi di dati per capire se la nuova creatura è nata bene, è nata un po’ difettosa oppure se già prima della prima gara è tutta da buttare per poi affermare dalla quarta, quinta gara che “ci stiamo già concentrando sulla prossima stagione” (la Ferrari negli ultimi anni lo ha detto veramente troppo spesso), per noi appassionati competenti, invece, non significano nulla. Perché faccio questa premessa? Negli ultimi anni chi dominava i test vinceva il mondiale, mentre chi sembrava essere sulla strada dello sviluppo e del miglioramento poi alla prima gara e soprattutto in quelle successive, per usare un eufemismo, ha fatto schifo.

Possiamo dire che i primi test si sono chiusi all’insegna del “dominio” Ferrari dato che quasi tutte le sessioni divise in mattina e pomeriggio con alternanza dei piloti hanno fatto registrare il miglior tempo da parte di una rossa o comunque il secondo miglior tempo a pochi decimi dalla prima che era una ormai nota freccia d’argento. La Ferrari si è concentrata su diversi settori della macchina, facendo prove aereodinamiche, di resistenza delle componenti e anche di consumi, per non parlare poi dei numerosi cambi gomme necessari per capire il comportamento delle nuove Pirelli maggiorate. Naturalmente tutte le altre squadre hanno fatto più o meno lo stesso lavoro incontrando chi più chi meno alcuni problemi. Da tifoso di Fernando Alonso è necessario evidenziare i numerosi problemi che ancora affliggono il team McLaren ma soprattutto il suo motorista Honda, tanto da portare i giapponesi a scusarsi con il team inglese a causa delle difficoltà e delle mancanze che, almeno per adesso, accompagnano la nuova power-unit. Durante i primi giorni di test, entrambi i piloti McLaren hanno passato più tempo fermi nei box ad aspettare che la monoposto venisse riparata piuttosto che in pista a provare. Il giovane Vandoorne non ha fatto dichiarazioni, forse per la sua poca esperienza nelle public relations di un team di questa fama, Alonso invece dichiarazioni ne ha fatte e non è stato cosi distruttivo come ci si poteva aspettare. Il pilota asturiano ha dichiarato il penultimo giorno di test, che la macchina risponde bene alle modifiche che vengono apportate costantemente e che le forze in campo si vedranno alla prima gara e poi nel prosieguo della stagione, vabbè ci voleva Alonso per farcelo sapere…diciamo che il pragmatico Fernando ha evitato di affossare il morale della squadra già prima del semaforo ufficiale.

Breve cenno sul fronte Mercedes. Non è cambiato nulla. I piloti sono entusiasti della vettura, Hamilton ha dichiarato che è una bestia ed è velocissima, Bottas stupito di cosa possa fare una vettura di F1 che ha vinto gli ultimi tre mondiali mentre quel paravento del team principal, Toto Wolff ha dichiarato che la Ferrari è molto veloce è che è molto vicina a loro…sarà. Di parere totalmente opposto è Niki Lauda che ha smontato subito l’entusiasmo Ferrari, sostenendo che la vera Mercedes la si vedrà solo in Australia il 26 marzo.

Per gli altri team non c’è tantissimo da dire, hanno svolto il loro lavoro, qualche uscita di pista dei piloti più giovani, alcune con conseguenze serie per la monoposto come l’uscita di pista e l’impatto con le barriere del giovane pilota della Williams, Stroll che ha danneggiato la scocca della macchina e ha costretto il tema a finire i test in anticipo. Soddisfatti i piloti Renault della macchina ma soprattutto del motore che sembra essere decisamente più potente e affidabile dello scorso anno. In casa Red Bull non si sbilancia nessuno. Sappiamo che a livello di telaio e aereodinamica Red Bull ci ha sempre insegnato qualcosa portando in pista vetture estreme, guardando nel dettaglio la monoposto 2017 le cose non sembrano essere cambiate. Di attacco invece è l’atteggiamento del team principal Red Bull, Cristian Horner, il quale ha dichiarato che i tempi Ferrari non sono indicativi e che il team di Maranello non è vicino alla Mercedes così come sembra.

L’ultimo giorno di test è stato bagnato. Non che abbia piovuto a Barcellona che in questi giorni ha fatto registrare temperature più che primaverili, ma la Pirelli ha voluto che le squadre girassero su pista quasi allagata per testare anche le nuove gomme “rain” e “full wet” e sono state impiegate decine di autobotti che ad orari stabiliti inondavano di acqua la pista in modo tale che la Pirelli ottenesse il maggior numero di dati e sembra che alla fine del test bagnato, l’azienda italiana sia arrivata a scoprire la necessità di modificare la mescola della gomma “rain” che è risultata troppo morbida e facilmente deteriorabile. Prossimo appuntamento dal 7 al 10 marzo sempre sul Circuit de Catalunya, Barcellona.

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