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Non sarà certo Hammamet (regia di Carlo Amelia, ma film di Pierfrancesco Favino) ad assolvere Bettino Craxi. Forse nemmeno la Storia alla fine lo farà.

Ammettiamolo: e’ vero che in quegli anni ci fu un eccesso di giustizialismo, è vero che molti dei soldi incassati in tangenti (“loro” -così Craxi si riferisce al Pool di Mani pulite, senza mai nominarli- “le chiamano dazioni”) servivano per consentire il funzionamento dell’apparato dei partiti. Ma è vero pure che “qualcosa rimaneva attaccata alle dita”. Per oliare gli ingranaggi di un altro è più prosaico apparato. In un modo elegante si potrebbe dire “di nani e ballerine” (Rino Formica docet).

Il film inizia con una dicitura che ci ricorda che siamo, testualmente, alla fine del secolo scorso. La sua colonna sonora, la canzone più significativa e che si ripete più spesso, è “Vorrei incontrarti fra cent’anni” di Ron e Tosca (bellissima!).

Non sono d’accordo con chi dice che Hammamet (sia quella geografica che quella cinematografica) non parla di politica. Forse parla solo di quello. Inizia con il congresso socialista del 1987. Un trionfo per Craxi, ma come ogni trionfo anche l’inizio della
fine. Lo testimoniano le bandiere che discendono alla fine della kermesse.

Di politica parlano i protagonisti -spesso davanti a un piatto di pasta-, ne parleranno sicuramente gli spettatori una volta usciti dalla sala. Ne parla il nipotino del leader supremo socialista, un bambino insicuro al quale il medesimo Craxi ha dato il grado di Generale. Ironia tragica, l’ultimo dei suoi beneficiati.

Il bambino prende un modellino di aeroplano e dei soldatini e li dispone sulla sabbia: l’aereo nel mezzo e due cerchi concentrici di soldati intorno. Comincia a raccontare. L’aereo trasporta i dirottatori della Nave Achille lauro. Lo hanno costretto ad atterrare le Delta force statunitensi su ordine del presidente Reagan, che poi l’hanno circondato e minacciano di sparare. Solo che siamo a Sigonella, su suolo Italiano. “Allora mio nonno, che era il capo dell’Italia, ha mandato dei soldati italiani ed ha fatto circondare i soldati americani. Così l’Italia ha vinto”. Un film di Bettino Craxi.

Era il 1985 e la sovranità e l’onore della Nazione erano salvi. L’Italia un Paese credibile, capace di imporre la propria linea ai massimi livelli.
E’ proprio vero che era il secolo scorso. Ma sembrano passati anche più di cento anni.

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Caporedattore attualità A.A. 2018/19