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“Il Sole si levò da sinistra, si levò su dal mare. Brillò magnificamente, e a destra ridiscese nel mare”  queste le parole che il poeta inglese Coleridge fece pronunciare al suo vecchio marinaio, questo è quello che tutti gli uomini di mare della Volvo Ocean Race vedono durante la loro avventura epocale. Partita il 4 ottobre da Alicante, terra nella quale ancora si respira l’area dell’impresa che spingeva i primi esploratori secoli fa, vedrà la sua fine solo nel mese di Luglio nell’accogliente Göteborg. Dieci porti saluteranno gli equipaggi, 38 739 miglia nautiche di acqua e sale saranno percorse caparbiamente. Per ora L’Abu Dhabi Ocean Racing comanda la flotta, ma siamo solo a metà della strada e fino all’ultima onda, fino all’ultimo soffio di vento niente è certo. Nella calda mattinata di mercoledì gli equipaggi hanno mollato le cime dalle calme acque del porto di Auckland per raggiungere la città brasiliana di Itajai. Seguiranno la debole scia della tempesta Pam, che ha distrutto l’arcipelago di Vanuatu, per loro sarà una spinta che li lancerà per tutto l’Oceano Pacifico. Un su e giù per il Tropico del Capricorno che porterà le imbarcazioni a doppiare il punto limite del mondo: Capo Horn, 56 gradi di latitudine Sud, soli 800 chilometri dall’Antartide. Considerato da tutti i marinai il luogo più estremo in cui navigare, nel corso dei secoli ha inghiottito nei suoi abissi più di 10 mila uomini.

Una vera e propria guerra si combatte in quelle acque, dove i venti sono liberi di spirare da ovest a est fino a quell’imbuto ristretto dalla parete delle Ande e dai gelidi ghiacci della calotta polare. In pochi chilometri la profondità del fondale passa da 4 mila metri, fino a cadere negli abissi più profondi, un enorme scalino che provoca onde più alte di un palazzo di tre piani, in cui le imbarcazioni saranno inghiottite e poi risputate senza troppo rispetto, è la forza della natura, sono i confini del mondo. In quei momenti vedi acqua da tutte le parti e probabilmente non avrai neanche la fortuna di vedere la terra ferma, distante pochi chilometri ma cancellata da un’oscura nebbia causata da un opprimente umidità che ti spezza il fiato. Per alcuni sarà la prima volta, per altri non sarà l’ultima, ma nessuno è mai pronto ad uno spettacolo del genere. Spinti da quell’animo che riempiva gli spiriti dei primi viaggiatori, lasciano la terraferma alla ricerca della libertà. Come gli albatros, che annunciano la vicinanza del nuovo continente, così i marinai portano nelle loro imbarcazioni quel sogno che solo i più bambini tengono stretto: esplorare.

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