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[dropcap]L'[/dropcap]incontro per accordare gli ultimi dettagli della nostra collaborazione è stato insolito quanto la storia di Mattia Vettorello. Ci siamo incontrati all’ inaugurazione di un laboratorio di serigrafia e fotografia quando,tra un bicchiere di coca e un panino con la porchetta, mi ha raccontato la storia di Frostscape, il suo blog, e le sue avventure.

Chi è. Veneto di origini ma austrialiano nel cuore, appena maggiorenne Mattia si è rifugiato per un anno a Melbourne dove è poi tornato durante gli anni universitari. A 18 anni ha iniziato a viaggiare in solitaria, scoprendone rischi e adrenalina. Dichiara che New York e Melbourne sono la sua casa e che oramai Conegliano, dove è nato, è solo un rifugio dove andare per riposarsi e salutare i genitori. Nel 2013 si è laureato in disegno industria e ha poi lavorato nello studio “Decoma Design” tra i più importanti a Milano. Scontento di una vita dietro la scrivania è adesso alle prese con nuove avventure. La prossima: l’ Islanda.


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Frostscape non è solo una startup, ma un’ideale di vita. Una scelta, quella di esplorare, presa appena tornato dagli Stati Uniti, quando ancora aveva la valigia in mano e i piedi frementi. Ad agosto partirà per l’Islanda ma è solo il primo di molte avventure che vuole compiere e poi raccontare. Ideatore di quel messaggio che sta dietro al connubio tra “frost”, gelo, e “escape”, scappare, che significa spingersi oltre i limiti; al di là di quella che lui chiama “società di massa” per conoscere le tradizioni tramandate di popoli e per riavvicinarsi alla natura. Uno dei suoi mantra è “Nature does not belong to us, we belong to nature”. Un sognatore, Mattia, che ha come desiderio quello di tornare alla naturale naturalezza, in modo da sentirsi local ovunque vada.

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L’obiettivo. Ha iniziato a scrivere per raccontare ai più cosa succeda durante quei giorni all’insegna della novità. Il suo non è solo un racconto di parole, ma di foto che possano ritrarre l’essenziale invisibile agli occhi e possa portare i suoi follower e amici vicini a quelle realtà. Tra i contro di una vita senza stabile dimora ci sono relazioni labili e difficoltà nell’essere compresi da chi di viaggiare non ne ha voglia. Il blog è stato quindi un modo anche per incontrarsi con coloro che sentivano sia lui che il suo obiettivo troppo lontani dalla loro vita. Così facendo, mi dice, ha potuto in qualche modo rimanere in contatto con molti senza dover tenere in mano sempre il telefono o trovare casella email e messaggi pieni una volta tornato da un viaggio.

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La collaborazione. Da ora in poi avremo modo di monitorare i suoi passi e assaporare, con le sue parole, i traguardi da lui raggiunti. Pubblicherà due volte a settimana articoli in lingua originale non solo sui viaggi che intraprenderà, ma sui particolari di quella che è la vita di un esploratore in divenire.

Il punto di vista di 360°. Alla fine dell’incontro con Mattia non potevamo che salutarci con un sorriso sulle labbra, felici per la creazione della nuova rubrica. Questo spazio a lui dedicato è un’opportunità per tutti i lettori e redattori del nostro giornale di oltrepassare i confini, non solo territoriali ma anche personali, un’occasione di andare oltre, Oltre 360°.

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Redattrice. Collabora con 360°