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Sono finiti gli stereotipi e le modelle 90-60-90. Ora tutto ciò che è diverso nel mondo della bellezza viene sempre più apprezzato, proprio come il numero sempre più elevato di modelli “atipici” che posano per le campagne pubblicitarie dei marchi più prestigiosi. Modelle affette da vitiligine, con protesi alle gambe.
In fondo, chi ha detto che il brutto anatroccolo è costretto a diventare un cigno?

Velo in testa e piercing sul naso. Mariah Idrissi, 23 anni musulmana di Londra, è la prima modella con l’hijab ad apparire in una campagna pubblicitaria di un brand di moda fast-fashion. Nel video di H&M che promuove il ricliclo degli abiti c’è lei (dopo 54 secondi): foulard in testa – abbinato al cappottino rosa – occhiali da sole, tanti gioielli. Di origini pakistane e marocchine, la ragazza che ha il piercing sul naso si è fatta notare su Instagram. Le immagini postate sono prodotte da uno smartphone, ma la posa è quella di una modella professionista, con tanto di broncio, viso di profilo e il collo un po’ piegato. Mariah è bella e lo sa. Con o senza rossetto e eyeliner. «Sono sorpresa di questo successo» ha spiegato con impeccabile accento british. Adesso che è diventata famosa, perché molti giornali hanno parlato di lei, da quelli africani a quelli inglesi, tutte le ragazze musulmane vogliono imitare il suo sistema di «coprirsi» in modo chic.

I parenti in Pakistan e Marocco non hanno gradito l’esordio di Mariah nella moda. Eppure, i commenti sui social network sono quasi tutti positivi. «Fa guardare la donna musulmana senza paura e disprezzo, ma con una sana curiosità» scrive il blog MuslinGirl. «Siamo fiere di te, finalmente si parla di musulmani in modo positivo» si legge sull’account Instagram di Mariah. Le critiche, poi, ci stanno. Immancabili gli haters. C’è chi pensa che l’esposizione fashion sia in conflitto con la religione. Punti di vista. In ogni caso, nessun ha detto niente quando Mariah ha deciso di aprire un salone di bellezza a Londra, specializzato in henné sul corpo, massaggi marocchini e cura delle mani.

Aimee Mullins è un’atleta paralimpica, attrice e modella statunitense. È conosciuta per le sue idee sul concetto di corpo e per le sue prestazioni atletiche, nonostante abbia subito l’amputazione di entrambe le gambe quando aveva un anno. Nel 1999, a Londra, ha sfilato per lo stilista inglese Alexander McQueen su delle protesi di legno intagliato a mano, ed è stata nominata dalla rivista People come una delle cinquanta persone più belle del mondo. Nel 2002 è apparsa in Cremaster 3, film dell’artista Matthew Barney, nel ruolo di donna ghepardo. Ne 2006, è apparsa nel film World Trade Center, nel ruolo di un giornalista. Si occupa attivamente di pensiero innovativo, immagine del corpo e problemi legati alle opportunità e all’equità nello sport e nella vita. Su questi temi ha pubblicato articoli ed è stata oggetto di numerose interviste, e in più occasioni è apparsa come oratrice in diverse radio e televisioni, e ha tenuto conferenze al TED e alle Nazioni Unite.

Winnie Harlow è una top model che ha una malattia della pelle chiamata vitiligine. La vitiligine è una condizione che causa la depigmentazione di parti della pelle e si verifica quando i melanociti, le cellule responsabili della pigmentazione della pelle, muoiono o non sono in grado di funzionare.Winnie ha un coraggio da leonessa e non ha paura di mostrarsi nelle sfilate, sul suo profilo Instagram e a tutto il mondo per la sua condizione, davvero una donna da ammirare!

Brunette Moffy, ha un piccolo problema agli occhi: è affetta dal cosidetto ‘strabismo di Venere’. Nonostante questo suo piccolo difetto, Brunette è stata ingaggiata da un’agenzia di top model, la Storm Models, che in passato lanciò celebrità come Kate Moss e Cindy Crawford. Il suo debutto nel campo della moda è avvenuto l’estate scorsa, quando la bella Brunette è stata la protagonista della copertina del magazine Pop. Subito è arrivato il successo, forse anche ‘favorita’ dal suo piccolo difetto, elemento distintivo di una bellezza fuori dal comune. “Moffy non era mai stata fotografata per una rivista ed è sempre emozionante lavorare con una persona quando non si sa come potrebbe andare – commenta il fotografo Tyrone LeBon – Ha tutte le misure fisiche di una modella professionista, ciò che la distingue sono proprio gli occhi, belli, enormi e grigio-verdastro , particolari proprio perché non si allineano”.

Ognuna di queste donne lotta contro un disagio: chi per una problematica fisica, chi estetica, chi sociale. Ogni donna lotta contro dei luoghi comuni, contro dei limiti, delle debolezze, delle incertezze. Ogni donna lotta per un sentimento vero, per una verità che fa paura, per una paura che condiziona ogni giorno. Ogni donna lotta e ci prova, perché provarci e vincere è parte integrante dell’essere donna.

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