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Oggi, 1 agosto 2021, essere italiani è ancora più bello.

Questa frase nell’ultima estate l’abbiamo pronunciata troppe volte. Non è un caso, dato che stiamo vivendo una delle estati più belle per il nostro paese, dopo un periodo di grande sofferenza. Ci stiamo dimostrando un paese resiliente. Un paese che, ancora una volta, si dimostra capace di rialzarsi dopo essere caduto. E’ qui che sta la nostra forza.

Un’Olimpiade, per chi la segue, è un momento di grande patriottismo: supportare in qualsiasi modo degli atleti che gareggiano sotto la nostra bandiera, in competizione con i migliori atleti al mondo, è qualcosa di unico al mondo. E’ qualcosa che solo lo sport sa fare. Nello sport e nei momenti di sofferenza comune, ci si stringe sotto un sentimento comune.

Un’Olimpiade, per chi vi partecipa, è molto di più. Forse, quello che è successo oggi, ce lo può spiegare ancora meglio. Oggi il nostro paese è ancora una volta al centro del mondo. Perché oggi, 1 agosto 2021, essere italiani è ancora più bello. Gianmarco Tamberi e Marcel Jacobs sono campioni olimpici rispettivamente del salto in alto e dei 100 metri piani. Due discipline cardine dell’atletica, la “regina” dell’olimpiade, dove non avevamo mai raggiunto il metallo più prezioso.

Per capire meglio come si è arrivati a questo per meglio comprendere perché questo giorno è così speciale, bisogna fare un passo indietro di qualche anno.

15 luglio 2016, mancano tre settimane al via delle Olimpiadi di Rio. Siamo a Montecarlo, una delle ultime tappe della Diamond League. Gianmarco Tamberi, con 2.39 metri, realizza il miglior risultato italiano di sempre nel salto in alto, una settimana dopo aver vinto l’oro agli Europei di Amsterdam. Poi la sfortuna, una variabile che nella vita di uno sportivo non puoi fare a meno di considerare: proprio poco prima di staccare Gimbo segue la sua solita routine, applausi, si carica e inizi a correre, mette male il piede sinistro, si infortuna, e crolla in lacrime a terra. La diagnosi è atroce per lui: lesione del legamento deltoideo della caviglia sinistra, 4 mesi di stop. A Rio, Gianmarco non gareggerà, ma partirà comunque.

“Vorrei urlare che tornerò più forte di prima, ma ora riesco solo a piangere. Ridatemi la mia Rio”. Probabilmente a Rio, Gianmarco avrebbe raggiunto quantomeno una medaglia. La grande speranza dell’atletica italiana, che da troppo tempo non vedeva una medaglia, venne spazzata via. Sul gesso che immobilizza la sua caviglia, Chiara, la fidanzata di Gianmarco, scrive “Road to Tokyo 2020” con un pennarello nero. La sua più grande motivazione. La più grande promessa fatta a se stesso.  

In quella estate del 2016, Marcel Jacobs ha appena 22 anni e gareggia anche lui ad Amsterdam. Compete nel salto in lungo, ma termina solo undicesimo. Tre anni prima, ai campionati europei u20, aveva conquistato la migliore prestazione italiana juniores nel salto in lungo indoor con 7,75 m, battendo di un centimetro l’ultimo record di Roberto Veglia, datato 1976. Due anni dopo ha migliorato tale primato con un salto di 8,03 m, il quarto miglior risultato italiano nel salto in lungo, alla pari con Fabrizio Donato, fresco di medaglia di bronzo a Londra 2012.

Anche Marcel dunque arriva a Rio 2016 come un talento molto promettente per l’atletica e per il salto in lungo, ma ad agosto una lesione al quadricipite femorale sinistro compromette la sua partecipazione alle Olimpiadi. Tutto da rifare, ma decide di cambiare qualcosa: mentre nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro e si inizia a specializzare nei 100 e nei 60 metri. Nel giro di quattro anni migliora i suoi tempi da 10’23” nei 100 metri e 6’69” nei 60 metri, a 9’95 e 6’47, vincendo l’oro agli europei indoor.

25 marzo 2020. L’italia è in lockdown. Tutto lo sport, oltre che il paese, è fermo. Le speranze di tutti gli sportivi vengono, ancora una volta, cancellate quando arriva la notizia della cancellazione dei giochi di Tokyo, che saranno rimandati al 2021 a causa della pandemia. Gimbo prende il gesso in mano, cancella il 2020 e scrive 2021. Ostinazione e perseveranza. Non è stato un infortunio a fermarlo. Figurarsi una pandemia.

“Usciremo da questa situazione, non so dirvi quando, ma ne usciremo. Quello che posso assicurarvi è che torneremo tutti a sognare, ognuno il proprio sogno, più intensamente che mai”

Oggi, 1 agosto 2021, essere italiani è ancora più bello. E oggi, è il grande giorno per questi due uomini. Un giorno tanto atteso.

Gianmarco Tamberi e Mutaz Essa Barshim, grandi amici fuori dal campo, reduci da un percorso simile, sono primi a pari merito. Il regolamento prevede un accordo fra gli atleti nello scegliere fra uno spareggio e due medaglie d’oro. I due si guardano, Barshim dice all’amico “abbiamo fatto la storia” e accetta di condividere la medaglia più preziosa con Gimbo. Si lascia andare a una reazione euforica, isterica. Non ci vuole credere, ci è riuscito. Il giorno tanto atteso è arrivato e il suo obiettivo è finalmente raggiunto. Gianmarco Tamberi è campione olimpico di salto in alto e su quella pista che negli ultimi 5 anni è stata il teatro dei suoi sacrifici, del suo dolore e della sua speranza, ha portato proprio quel gesso, con quella scritta. Road to Tokyo 2020, diventato 2021 per farlo aspettare ancora di più. Two is better than one, dirà dopo la gara.

La partenza dei 100 metri vede una casacca azzurra al numero 3: è Marcel Jacobs. Ha fatto registrare il record europeo in semifinale, 9’87”. Adesso è il momento di prendersi la sua soddisfazione dopo un lungo percorso. Dopo la falsa partenza dell’inglese Hughes, finalmente si parte. Nei primi cinquanta metri domina l’americano Kerley, esce fuori Jacobs. E vince con 9’80”. E’ il primo oro nella storia dell’atletica azzurra nei 100 metri. Con la bandiera sulle spalle, Gimbo aspetta a braccia aperte Marcel sulla curva successiva al traguardo dei 100 metri. In quell’ abbraccio c’è tutto. Due percorsi che si uniscono, l’Italia che vince, gli italiani che superano le sofferenza e che ne escono campioni.

Oggi è una giornata storica per l’Italia e per lo sport. E ancora una volta i protagonisti siamo noi. Il nostro sport ha bisogni di eroi, di idoli, di esempi, di vittorie come questa. Tutti noi abbiamo bisogno di notizie come questa, che ci facciano sentire orgogliosi di ciò che siamo.

Oggi, 1 agosto 2021, essere italiani è ancora più bello.

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Caporedattore Sport AA 18/19 e 19/20 Caporedattore L'inchiesta 21/22 Responsabile editoriale AA 20/21 Direttore 21/22