Contatti

Viale Romania, 32 - 00196 Roma - Italy

Sentiti libero di contattarci!

Fa scalpore la notizia degli ultimi giorni che alcuni insegnanti entrati di ruolo grazie alla nuova riforma della scuola abbiano deciso di rifiutare l’incarico. E’ infatti incomprensibile l’atteggiamento di questi giovani cinquantenni che rifiutano il posto fisso per occuparsi di cose come i loro figli, la loro famiglia quando c’è un’Italia che muore di fame (ma molto attiva su twitter).

Siamo abituati a questo genere di azioni portate avanti da questa categoria di lavoratori. Categoria privilegiata che passa più tempo a lamentarsi piuttosto che a lavorare!

Come infatti ci spiegano i professori di vita dei social come possono lamentarsi questi qua che lavorano solo di mattina? Che non ci vengano a parlare dei compiti fatti dagli studenti in classe da correggere a casa! E’ un’attività che si può svolgere seduti sul divano e, se si mettono voti alti a tutti, ci si sbriga prima e si evitano lamentele. E poi alla fin fine quanti sono questi compiti da correggere? Al massimo cento al mese. Cifre irrisorie.

Che non ci raccontino che le riunioni, i collegi docenti, i corsi di recupero, i corsi di aggiornamento sono lavoro pomeridiano. Perché si sa che tanto fra di loro sono tutti amici e quindi alle riunioni parlano quindici minuti dei voti da mettere ai ragazzi e altri quindici del tempo, in quelle meravigliose location che sono le scuole italiane. Si sa che sono pigri e che pur di risparmiare sul caffè usano come scusante gli scrutini per berlo in compagnia. Per quanto riguarda invece quei docenti che si dedicano alle attività pomeridiane con gli alunni, si sa che a molti di loro piace trascorrere del tempo con i ragazzi e inoltre sono strapagati per questi corsi!

Questo rifiuto da parte dei nuovi docenti è inaccettabile se si pensa a quante vacanze hanno diritto! Hanno tre mesi di ferie pagate l’anno!! Cioè, come tutti gli impiegati statali hanno solo trenta giorni di ferie pagate e sei giorni di festività soppresse, ma nel momento in cui gli alunni smettono di venire a scuola loro che fanno? La loro attività si esaurisce. Infatti, come abbiamo detto prima, gli scrutini e le varie riunioni sono solo modi per incontrarsi con i colleghi. Poi ci sono gli esami di stato che non possono definirsi come un vero impegno, perché non li fanno ogni anno, anche se si deve presentare la domanda obbligatoriamente (ma sono solo mere formalità burocratiche!).

Che non ci vengano a raccontare dei corsi di recupero estivi per cui vengono pagati di più per ripetere quello che hanno detto tutto l’anno agli alunni che loro  hanno voluto penalizzare. Se ne stanno rendendo conto tutti, anche le scuole, che i corsi di recupero sono inutili e pian piano li stanno eliminando, approfittando del fatto che non hanno soldi per eliminare il superfluo. Dopo i corsi di recupero estivi ci sarebbero a fine agosto gli esami di recupero: anche quelli non sono altro se non mere formalità, infatti passano tutti e poi possono scegliere di non lasciare materie a nessuno e così niente lavoro.  Insomma, sono padroni del loro tempo! Certo, hanno le ferie solo un mese l’anno e non possono sceglierne altri, a differenza degli altri impiegati statali, e questo significa che ad agosto possono doversi occupare di incombenze amministrative all’interno della scuola, ma questo non lo sa e non lo dice nessuno dunque non è vero ed è solo una leggenda. Nell’Italia del “si dice” non è vero ciò che non dicono tutti.

 

Anche a livello salariale sostengono di avere stipendi nettamente inferiori rispetto ai loro colleghi Europei. Ma se in Romania, in Estonia, in Lettonia, in Ungheria e Slovacchia prendono cifre analoghe? Non sono forse anche questi paesi Europei?

Con la differenza però che gli studenti italiani sono particolarmente ignoranti e ovviamente questo è l’ennesimo punto a loro sfavore: è sempre colpa del docente se uno studente non riesce.

Ad esempio, se una classe intera agli esami di Stato non riesce a fare l’analisi del testo perché non conosce l’autore su cui verte, è un chiaro segno di negligenza del docente di Italiano che, in quattro ore alla settimana ogni anno, non è riuscito a fare circa 30 autori. 

Inoltre dobbiamo anche ricordare un elemento caratterizzante la fenomenologia dello studente medio italiano. Lo studente liceale medio italiano non è ignorante, non è scansafatiche, bensì: perseguitato, incompreso, da aiutare. I genitori sono sempre più pronti a fare ricorsi, ad alzare la voce e ad aprire i portafogli per i loro figli perché lo capiscono. In questo modo i loro pargoli fanno il liceo in cinque anni e l’università in dieci (ma perché hanno cura dei dettagli).

Ma alla fine a cosa serve la cultura, a cosa serve la scuola? Si vive così bene quando il “si dice”, i pregiudizi e l’ignoranza diventano la nostra realtà! La conoscenza crea solo problemi.

Share: