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La fase del perchè sta ad un preciso periodo dell’infanzia come la fase dei eh ma sta chiaramente all’attuale periodo di vaccinazione contro il COVID-19.

Mi sembra adatta questa analogia perchè ultimamente, senza troppo stupore, siamo tornati ad essere tutti virologi, ma (ecco il mio di eh ma) io mi chiedo quanti di noi si siano effettivamente documentati; quanti davvero saprebbero spiegare cosa è un vaccino ad esempio e perchè dovremmo sostenere la campagna a favore invece che quella a sfavore o viceversa.

Lungi da me propormi come la tizia dell’articolo che svelerà arcani misteri o verità nascoste. No. Vi parlo come se ci trovassimo di fronte al bancone di un bar, con l’aroma di caffè nell’aria e il barista che chiede: “al vetro o in tazza?”. Quattro chiacchiere tra amici. Quanto basta per crearsi un’opinione il più possibile distante dal c.d. partito preso e auspicabilmente ridimensionare, a mio avviso, le comuni paturnie, per dirla alla Audrey Hepburn.

Partiamo dal presupposto che fino a prova contraria, EMA AIFA e OMS svolgono il loro lavoro correttamente e questo è già un mattoncino in meno nella torre di pregiudizi che abbiamo costruito. A ciò aggiungiamo che il contenuto di un vaccino è pubblico, a differenza ad esempio non so, della formula della Coca-cola?! (i dettagli relativi a know-how e annessi in questa sede non ci interessano). In riferimento a concetti come RNA messaggero e ribosomi rimanderei alle lezioni di biologia delle superiori. In parole estremamente elementari e metaforicamente parlando diciamo che il vaccino è come un primo appuntamento tra il nostro corpo e il COVID-19.

Il virus però non si presenta all’appuntamento con fiori e cioccolatini bensì con i postumi di una sbornia incredibile, praticamente alienato. Per un corpo sano e forte ciò è più che sufficiente per catalogare il soggetto e per capire come trattarlo in futuro. Qualora vi dovesse essere un secondo accidentale ed assolutamente non voluto appuntamento, il nostro corpo sarà pronto a gestire il COVID-19 e questo proprio grazie al vaccino. Infatti, il nostro sistema immunitario lo riconoscerà e sarà prontamente in grado di difendersi.

L’esperienza ci suggerisce che l’essere riusciti ad evitare di cadere in una storia con un palese caso umano/bello-ma-non-balla insegna qualcosa in più sui segnali per riconoscere e gestire tali personaggi, ma purtroppo ciò non elimina il rischio di incontrarne subito un altro lungo la strada verso il Principe azzurro, per gli amici “fine della pandemia”.

Il vaccino non ci salva dal rischio di imbatterci nel virus mentre vaghiamo spensierati lungo strade semi-deserte, ma sicuramente può evitare conseguenze catastrofiche che avremmo se il nostro corpo, non potendo comprendere fin da subito i segnali, si rendesse conto solo al terzo o magari quarto appuntamento che quelle insospettabili goccioline di Flügge in realtà avevano qualcosa che effettivamente non quadrava!

Continuiamo con un altro eh ma. Quanti di voi ritengono che le famose fasi di sperimentazione (time out, e se ti chiedessi quali sono?…eh già) non sono state seguite alla lettera? Signori, ci sono degli enti esterni che ci tutelano. Sono richieste precise autorizzazioni per procedere, quindi anche in questo caso non c’è un reale motivo di preoccupazione. “Nessun test clinico è stato eliminato o accelerato” disse orgogliosamente l’europeo! La fortuna di avere a disposizione dei vaccini è semplicemente il risultato di ricerche già in atto da tempo e soprattutto della collaborazione mondiale e degli ingenti investimenti di denaro effettuati. I colossi farmaceutici hanno potuto svolgere le proprie attività contemporaneamente. Last but not least, molte delle formalità del caso sono state velocizzate, ma niente paura perchè parliamo di “semplice” burocrazia.

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Eh ma gli effetti collaterali! Non mi voglio neanche soffermare su questo aspetto perchè personalmente per curiosità ho letto il bugiardino di farmaci che ho utilizzato per anni e a malincuore ho scoperto che ne hanno di peggiori. Non mi sento di aggiungere altro a riguardo. Dando spazio anche al momento-serietà, tra gli effetti collaterali il dolore al braccio per qualche ora è quello che più ho riscontrato ascoltando le testimonianze di amici infermieri che si sono sottoposti al vaccino. A proposito, sono sopravvissuti e vi salutano!

Ciò non toglie che in presenza di allergie voi dobbiate comunicarlo al dottore per valutare al meglio la vostra situazione.

Eh ma gli effetti a lungo termine. Amici cari, il Dipartimento per le Politiche Antidroga ha rivelato che il consumo di cannabis in Italia è da record, ad esempio.

Ora, nessuno ha mai fumato alle feste o nel cortile della scuola, ovviamente, ma se qualcuno lo avesse fatto, saprebbe elencare quali sono gli effetti della cannabis sul proprio brillante cervellino?…..”Long pause, no answer!” ripeteva Rebecca Bloomwood nel film I Love Shopping.

Chiudendo il nostro amichevole discorso, vi voglio dire solo una cosa. È vero, non ci è dato sapere con assoluta certezza se tra 10 o 20 anni ci spunterà la coda a causa di questo vaccino, ma di certo è molto improbabile anche solo considerando quanto detto.

Non so cosa succederà tra 10 anni, ma immagino cosa succederà alla piccola pizzeria del mio paese se tra 10 mesi ci troveremo ancora in questa situazione di immobilità. Immagino quello che succederà tra qualche settimana a Carla o a Marco o il Federico di turno, quando a causa delle ore di lavoro ridotte al minimo non sapranno più come mantenere la famiglia. Magari sarò banale, ma vivo gli effetti che il COVID-19 sta avendo, oggi, sulle nostre vite e la verità è che questo vaccino al momento è l’unica arma che abbiamo per affrontare qualcosa che finora si è preso il diritto di ridisegnare casualmente la vita di tutti. Questo vaccino può essere un’opportunità; la via d’uscita che desideravamo già al quinto giorno di quarantena lo scorso anno. Davvero la miglior soluzione è aspettare? Ed eventualmente, aspettare cosa?

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