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Non sono né la prima né l’ultima. La conosco bene quell’angoscia, come un pugno nello stomaco, che prende e non lascia più. Quel senso di inadeguatezza che permea nel cuore e nel cervello, che non da’ tregua.
Alziamo le mani: quanti di noi hanno pensato di star fallendo nella vita? Di non valere nulla, di aver sbagliato tutto? Quanti “se” e quanti “ma”, quanti “se potessi” e “se avessi”, ci siamo chiesti negli anni?
E abbiamo letto articoli su articoli, abbiamo cercato ispirazioni, ma soprattutto siamo scesi a compromessi e abbiamo inventato scuse con noi stessi per giustificarci.
Lo so, ci sono passata.
E poi ho capito di non aver più bisogno di scuse. Non ho bisogno di motivazioni. Non ho bisogno di essere ispirata per fare ciò che vorrei fare. Non devo fare tutto quando dovrei farlo.
Ma quando sono pronta.
Non sono un robot. Non posso forzarmi a fare qualcosa se non voglio. A volte la mia testa è tra le nuvole. Altre volte, la vita, semplicemente accade.

La vita! Ricordi la vita? Quella che ti insegna le cose e a volte ti fa fare dei gran lunghi giri prima di arrivare ad una conclusione.
Ma la cosa più importante che riesce ad insegnarti è che tu, proprio tu, non hai il controllo su niente. Puoi pure svegliarti alle sei ogni mattina, dedicarti al tuo romanzo, o a qualsiasi altra attività tu abbia in mente di fare per 12 ore; puoi mostrare le tue migliori intenzioni, metterci tutto l’impegno possibile: ma se non è il momento che tu porti a termine quella determinata attività, allora non ci riuscirai.
E allora devi darti il permesso di essere un essere umano.

A volte non riusciamo a finire un progetto perché non siamo ispirati abbastanza; a volte non riusciamo ad innamorarci perché forse abbiamo ancora bisogno della solitudine; altre volte dobbiamo solo lasciare andare tutto e permettere a noi stessi di sentire la tristezza, perché è da lì che si parte per costruire la felicità.
Per quanto ci impegniamo, non riusciremo mai a gestire la nostra vita. Non riusciremo mai a controllarne ogni singolo aspetto. E spesso lo troviamo inaccettabile: “Come posso non riuscire a controllare la mia vita? E’ la mia! Sono io a viverla!”
Lo credevo anche io: poi ho imparato che, in realtà, dovevo solo dare tempo al tempo. Che le cose che devono accadere, accadranno.
Le cose andranno male fino a che poi inizieranno ad andare bene. Così, all’improvviso.

La maggior parte della nostra infelicità deriva proprio dal fatto che crediamo che le cose debbano andare in modo diverso; che debbano accadere quando decidiamo noi; che debbano essere esattamente così come volevamo che fossero. E allora dobbiamo solo arrenderci: non abbiamo bisogno di più motivazione o ispirazione per creare la vita che vogliamo. Non abbiamo bisogno di essere migliori. Abbiamo solo bisogno di sentirci meno arrabbiati, meno tristi, per il fatto che le cose non sempre vanno come vorremmo. E dobbiamo vivere il momento. Perché la vita non torna indietro. Perché ciò che decidiamo di essere oggi, si rispecchierà sulla nostra identità futura.
C’è una magia che opera intorno a noi: non possiamo controllarla, ma possiamo solo lasciarla fare.
E allora, vivete la vita, e godetevela. Accettate ogni momento, positivo o negativo che sia, anche se sul momento non riuscirete a capirlo: un giorno avrà senso.

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