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Aveva deciso che quello di Kazan sarebbe stato il suo ultimo mondiale. Alla soglia dei trent’ anni Tania Cagnotto prende questa decisione, dichiarando di mettere un punto alla sua carriera di tuffatrice dopo le Olimpiadi di Rio. E così lo scorso 28 luglio ci ha regalato 5 tuffi stratosferici che l’ hanno portata là in alto, sul tetto del mondo,trascinandosi dietro le emozioni di noi spettatori che fino ad ora mai avevamo avuto l’onore di vederla coi piedi ben fissi sul gradino più alto del podio mondiale.
Tania ci ha regalato quei secondi di silenzio monacale prima di ogni tuffo, secondi in cui il piccolo universo di Kazan smetteva di respirare per lei, per permettere alla libellula di librarsi in aria, di stupire tutti con la sua eleganza.
Tania Cagnotto ci regala l’ oro nei tuffi dal trampolino da un metro dopo dieci anni di carriera spesi a rincorrerlo. In testa sin dal primo tuffo, tiene in pugno la gara fino alla fine, concedendosi solo un errore al quinto e ultimo salto, arrivando in acqua più abbondante del previsto . E l’ Italia ha tremato, temendo il deja-vù di Barcellona quando Tania, sempre prima, si fece sfilare la medaglia d’ oro dalla cinese He Zi. Ma quest’anno non è andata così. La nostra portacolori rimane in testa nonostante l’ eccezionale ultimo tuffo della cinese Shi Tingmao che pur diminuendo il gap con l’Italiana rimane sotto di 1.20 punti.
L’ ultimo regalo che Tania ci fa sono le lacrime al momento della consapevolezza, lacrime raccolte da uno staff tecnico tanto galvanizzato quanto incredulo, partecipe della realizzazione di un sogno che lentamente, anno dopo anno, ha invaso i pensieri di tutti.
Tania vince, e con la sua tradizionale leggerezza scrive la nuova trama della storia dei tuffi, interrompendo la ormai ventennale egemonia delle cinesi. Non paga del successo ottenuto, si concede, dopo pochi giorni, un ottimo terzo posto ai tuffi dai 3 metri, appendendo un’ulteriore medaglia al muro. Lei, che vive di tuffi carpiati e raggruppati, è già pronta a gettarsi, questa volta a capofitto, nella piscina di Rio de Janeiro per realizzare il suo sogno di sempre. Vincere una medaglia olimpica.

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