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Quando poche settimane fa ho iniziato questo viaggio tra le tifoserie più belle del mondo sapevo che, prima o poi, avrei parlato di una tifoseria speciale, quasi universalmente riconosciuta come la più bella e spettacolare del mondo, di una squadra a me estremamente cara della quale mi innamorai da bambino (perché, parliamoci chiaro, quale bambino non si innamorerebbe di 11 giocatori che corrono appresso ad un pallone vestiti da ape): il Borussia Dortmund. Nel week-end in cui si piange l’ennesima vittima del tifo violento a Madrid, negli scontri tra la tifoseria dell’Atletico e quella del Deportivo La Coruña, direttamente dalla Curva giallonera di Dortmund è arrivata l’ennesima dimostrazione di puro Amore ed attaccamento ai colori della propria squadra.

Il tifo, a Dortmund ed in tutta la Germania, ha una storia particolare, totalmente diversa da quella che può essere l’esperienza italiana: dal 1999, infatti, nessun club di Bundesliga poteva essere di proprietà di un singolo azionista per più del 50% delle quote. Da quel momento in poi, la maggioranza delle quote delle società tedesche è detenuta dai tifosi, che hanno avuto, così, la possibilità di rafforzare il loro legame con la propria squadra del cuore. Il Westfalen Stadion di Dortmund (quello della storica semifinale tra Italia e Germania del 2006) è stato inaugurato nel 1974 in occasione dei Mondiali di Calcio e fin da subito la sua caratteristica principale lo ha reso uno stadio unico al mondo: la Curva Sud che può ospitare 24.454 tifosi gialloneri è una semplice gradinata senza seggiolini. Sono solo dei grigi gradoni di cemento sui quali si inneggia al Borussia rigorosamente in piedi. La politica societaria ha inoltre consentito che lo stadio facesse registrare affluenze altissime grazie ai prezzi tra i più bassi d’Europa che hanno portato in media, nell’ultima stagione, 80.000 tifosi allo stadio provenienti da tutta la Regione della Ruhr, nella quale vivono numerosi operai e minatori innamorati del Dortmund che possono assistere ad un big match di Bundes pagando 11€.

Il contesto può facilmente far intuire quanto l’attaccamento nei confronti della squadra possa essere radicato in quella zona della Germania Occidentale. È quasi ovvio che con questo enorme seguito all’interno della Curva si creino oltre 100 gruppi organizzati capaci di animare le partite e rendere la giornata all’interno dello stadio un’esperienza unica. La prima storica coreografia risale al 2001, quando il gruppo dei Desperados capitanati da Jan-Henrik Gruszecki mise in scena la prima coreografia gigante con l’effige del logo della squadra. Da quel giorno il Muro Giallo non fu più lo stesso: decine di coreografie si susseguono durante la stagione per caricare gli 11 in campo, per celebrare trofei vinti o ricorrenze e spingere i gialloneri alla vittoria. A gestire e coordinare i cori della Südtribüne ci pensa dal 2012 Oliver Ricken, un tifoso che da un palco di fronte alla curva scandisce i cori che verranno poi ripetuti dagli oltre 24.000 tifosi della gradinata. Un’ulteriore caratteristica della tifoseria di Dortmund è che tra i cori cantati per oltre tre ore, prima, durante e dopo la partita, nessuno inneggia ad un giocatore in particolare. Perché per quanto negli anni possano esserci state delle vere e proprie bandiere a dedicare anima e corpo alla causa giallonera, i tifosi non si stancheranno mai di ripetere che “I giocatori passano, ma il Borussia Dortmund rimane, e rimarrà sempre!”.

Negli ultimi anni il Borussia Dortmund è tornato ai vertici del calcio Tedesco ed Internazionale grazie all’allenatore Jürgen Klopp che ha aperto un ciclo vincente con una generazione di ottimi giocatori provenienti dal proprio vivaio e semi sconosciuti calciatori europei che si sono rivelati dei veri e propri fenomeni. La sconfitta di domenica a Francoforte, però, ha confermato l’annata terribile in campionato con l’ottava sconfitta in 13 partite e soli 11 punti conquistati, che valgono ai gialloneri l’ultimo posto solitario. Una crisi francamente inspiegabile (visto che in Champions League il Dortmund è già qualificato agli ottavi di finale) di sicuro attribuibile agli infortuni e alle cessioni eccellenti non adeguatamente sostituite. Come ha dichiarato il DG Michael Zorc: “Ormai è impensabile recuperare la vetta lontana 22 punti, bisogna fare più punti possibile per uscire dalla zona retrocessione e puntare ai Preliminari di Champions distanti al momento 10 punti.”.

Sarà una scalata difficilissima per gli uomini del Mago Klopp, ma quel che è certo è che la Südtribüne non li abbandonerà, come testimoniato dallo striscione esposto immediatamente dopo la sconfitta, che recitava: “…e se Tu cadi, io sono con Te!”. Il Borussia Dortmund non camminerà mai solo.

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Caporedattore Sport Cartaceo per l'A.A. 2017/2018