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“Tra terra e mare”, in italiano tradotto con il titoloLibere, disobbedienti, innamorate”, è un film girato dalla regista palestinese Maysaloun Hamoud che uscirà nelle sale italiane il 6 aprile.  Racconta la storia di Nour, giovane donna palestinese che, contro la volontà del futuro marito, che la vorrebbe a casa totalmente dedita a fare la brava moglie, decide di lasciare la città di Umm al-Fahm, governata dal Movimento Islamico, per trasferirsi e studiare a Tel Aviv. Arrivata nella metropoli, si trova a condividere un appartamento con altre due ragazze, apparentemente del tutto diverse da lei. Infatti, se Nour è la classica studentessa modello, timida, fragile e facilmente sopraffabile dall’uomo tradizionalista, Leila è invece un avvocato penalista, emancipata, sempre con una canna accesa e alla ricerca del vero amore, mentre Salma è una DJ omosessuale, ripudiata per questo dalla famiglia cristiana. Dalle vite apparentemente così diverse, le tre ragazze si troveranno ad avere in comune non solo le origini palestinesi in un territorio israeliano, ma anche a cercare un atteggiamento libero, appassionato, in una città dove regna la trasgressione, in constante lotta con la tradizione.

Scena tratta dal film.

Definito dalla critica come il Sex and the City arabo perché ritrae una Tel Aviv dove si balla, si fuma e si parla liberamente di sesso, è un manifesto della lotta per l’emancipazione femminile. Per questo motivo è stato attaccato dagli integralisti e la città di Umm al-Fahm, luogo dove Nour vive inizialmente, ha condannato il lavoro di Hamoud e ne ha proibito la proiezione. Inoltre, la regista ha persino ricevuto una minaccia di morte: “C’è una fatwa contro di me. Non la emettevano dal 1948”, ha dichiarato all’agenzia Agi.

Pur sapendo i rischi che avrebbe corso, Hamoud ha voluto parlare del costo che molte donne devono affrontare per la libertà. “Ho cercato di raccontare il prezzo che queste ragazze devono pagare per una condizione che normalmente può apparire scontata: la libertà di lavorare, fare festa, fare l’amore, scegliere. Laila, Salma e Nour scelgono, appunto, di non voltarsi a guardare indietro anche se il loro viaggio verso il futuro è lontano da qualunque certezza”. Queste le parole della regista che spiegano lo scopo della sua pellicola, già premiata al festival di Toronto, al festival di San Sebastian e a quello di Haifa.

Un film dunque da non perdere, che racconta non solo una storia di amicizia tra persone apparentemente diverse, ma offre anche uno spunto di riflessione sulla emancipazione della donna, ancora lontana, nel mondo arabo. Di segiuto il link del trailer, pubblicato in anteprima su La Repubblica.

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