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Il castello di Sammezzano non è solo un gioiello dell’architettura avvolto da un fascino tutto orientale, ma ha, come ogni castello che si rispetti, delle leggende che rendono la sua storia ancora più affascinante.

In ogni luogo magico non può, ovviamente, mancare un tesoro nascosto. Infatti, si narra che all’interno dell’edificio vi sia un arcano tesoro che aspetta ancora di essere trovato. Le scritte sopra le due entrate opposte del corridoio bianco, un tempo chiamato Galleria dei Vasi, sembrano essere state fatte per confermare questa teoria: da una parte la parola nodum, dall’altra l’imperativo solve, che invitano quindi il visitatore a scogliere il nodo, ovvero il segreto, l’enigma nascosto tra le mura dell’edificio.

 

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C’è chi dice, poi, che il fantasma del Marchese si aggiri per il castello durante la notte, provocando strani rumori e sbattimenti di porte, senza essere però mai ostile verso i presenti, tanto da essere stato ribattezzato dall’allora portiere con il nomignolo di Fantasma Tiberio.

Infine, vi è quella che gli abitanti locali hanno chiamato la “maledizione dei Leoni Piangenti”. Il marchese venne colpito da una misteriosa malattia, una specie di paralisi progressiva. Nonostante i numerosi tentativi per salvargli la vita, che richiesero anche l’aiuto di maghi e stregoni, Ferdinando Panciatichi Ximenes morì e le sue spoglie furono poste in una cripta sotto al castello. A guardia del suo corpo furono posti due leoni in pietra che, invece dell’espressione seria e maestosa tipica dei ritratti felini, avevano un’aria triste e malinconica. Per di più, una strega fece una maledizione sui leoni: chiunque avesse profanato le statue, disturbando il riposo eterno del marchese, sarebbe morto a causa della stessa malattia di Ferdinando. E sembra proprio che, nel 2005, questo anatema sia accaduto ai due ladri che hanno rubato uno di questi leoni, nonché ad un mercante d’arte in Umbria e ad una ricca signora lombarda che sono stati proprietari, seppur per breve tempo, del “Leone Triste”.

Leggende e mistero, dunque, che aumentano il fascino di questo castello situato a meno di cento chilometri da Firenze, ancora troppo poco conosciuto ma che necessita sempre più di essere restaurato. Tra le varie iniziative portate avanti per la tutela di questo luogo, c’è anche la partecipazione al concorso “FAI – I Luoghi del Cuore”, con lo scopo di ricevere fondi che potrebbero, in parte, salvare l’opera dallo stato di degrado in cui versa.

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