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Lo scorso 20 ottobre, in una gremita Aula Toti, Radio Luiss ha incontrato Milena Gabanelli. Non sono necessarie presentazioni per la giornalista, freelance da sempre, conduttrice di Report: nota trasmissione di giornalismo investigativo che – attraverso inchieste condotte a basso costo e con mezzi essenziali – approfondisce tematiche di varia natura (economica, ambientale, politica..), scava fino in fondo su determinate questioni andando inevitabilmente a toccare nervi scoperti e esponendosi di conseguenza a critiche e reazioni più o meno dure. E’ comprensibile infatti che per Federico Ricotta l’intervista non sia stata una passeggiata, considerando la sensibilità della conduttrice a determinate questioni che, abituata a questa dialettica di attacco pre/in-puntata e  difesa post-puntata a cui la trasmissione si presta, non lascia passare termini impropri o facili etichette.

 

Andiamo con ordine: dopo un’introduzione del Direttore Generale Luiss Giovanni Lo Storto e del responsabile di Radio Luiss Andrea Giachi, Federico ha lanciato il primo contributo risalente al 3 settembre 1997 quando andò in onda la prima puntata di Report col titolo ‘Il dente avvelenato”

 

 

Non è il primo esperimento di videogiornalismo, come sottolinea Milena Gabanelli, che aveva iniziato precedentemente nel 1991 quando la giornalista inizia a lavorare con una telecamera per collega, senza l’ausilio di una troupe. Continua nel 1994 con Professione Reporter fino a Report nel 1997 dove la seguì una squadra di  freelance che attraverso queste esperienze si era maturata e aveva dimostrato di essere disposta a investire su se stessa, anche se con un badget limitato. All’inizio infatti questo nuovo metodo di lavoro era considerato ”fumo negli occhi” e il videogiornalismo non era ben visto in quanto riducendo al minimo il personale privava di posti di lavoro.

 

F: Come è nata l’idea del video giornalismo?

”Per caso, ero a Belgrado a seguire il conflitto serbo-croato e la troupe non si presentò. Avevo una macchina fotografica prestatami da un collega a cui serviva del materiale e alla fine la utilizzai per montare l’intero servizio (nonostante avessi solo un’esperienza amatoriale) avendo a disposizione due cassette e una batteria quindi dovendo centellinare tutto. (…) Lì però ho capito che alcune cose non le avrei fatte se avessi dovuto incaricare qualcun altro, ho deciso quindi di continuare su quella strada”

 

Si parla quindi della carriera di Milena Gabanelli partita con le rubriche per i giornali regionali, passando per gli anni come inviata di guerra fino al suo spazio di inchiesta giornalistica. La conduttrice spiega poi la modalità tecnica che c’è dietro una puntata di Report: alla fine di ogni stagione si mette su il cantiere; si assegnano gli argomenti  agli autori tenendo conto delle loro inclinazioni e si stabilisce una scaletta passibile di modifiche. Tutti i passaggi sono seguiti dalla sua supervisione fino alla settimana della messa in onda quando l’autore (dopo aver lavorato in modo indipendente con il solo aiuto di uno stagista e un film-maker) si trasferisce nella redazione di Via Teulada dove viene confezionato il programma. La Gabanelli decide quindi la sua conduzione insieme agli autori che le forniscono il background per poter affrontare la tematica, se necessario si consultano dei legali o c’è il confronto con le parti che esercitano determinate pressioni (si ricorda il caso di Tosi o di Berlusconi).

 

La conversazione si fa più tesa quando si sposta sul rapporto con la Rai, un ipotetico momento in cui la trasmissione possa essere stata ”in forse” e il posizionamento del format su Rai 3 dove per l’opinione pubblica confluiscono ”i programmi politicamente scomodi da cui l’editore in questione vorrebbe prendere le distanze”. Queste questioni bollenti  emergono dalle domande -si potrebbero definire doverose perchè rappresentative della curiosità dei presenti- di Federico che, seppur mettendo Milena Gabanelli visibilmente sulla difensiva, ricevono una risposta calma e chiara. Report non è mai stato in forse dal momento in cui è nato, l’unico problema riscontrato ha riguardato la tutela legale che è stata faticosamente raggiunta dopo 10 anni e, continua a chiarire la giornalista, la trasmissione va in onda su Rai 3 perché lì era stato trasferito Minoli e con lui le squadre con cui aveva lavorato precedentemente e che si inserivano bene nel suo progetto televisivo. Purtroppo queste etichette influiscono sull’opinione che il pubblico può avere della notizia e sulla credibilità dei giornalisti. Domande coraggiose, risposte chiare e senza feriti.

 

Parte quindi il secondo contributo: un estratto da Monte Dei Fiaschi de 6 maggio 2012 e uno di Romanzo Capitale del 14 aprile 2013.

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-f5302286-506e-43c3-a587-458149ed0aef.html  

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-5e545c35-2ed6-4bfa-89a9-f560141ed700.html

 

 

F: Come fa Report a ottenere informazioni così velocemente e quali sono i passi da seguire?

”Di solito le notizie sono in gestazione da un po’ di tempo, soprattutto se di questa portata. Nel caso di Romanzo Capitale e di Monte dei fiaschi ci sono delle fonti che danno informazioni non accessibili a tutti sui cui si può lavorare e che vanno sicuramente verificate. Non si lavora senza una documentazione, può fornirtela qualcuno o può essere una tua intuizione a portarti a cercarla, in ogni caso dopo si lavora come dei pazzi.”

In definitiva le inchieste nascono da segnalazioni, intuizioni ma anche passione e curiosità.

 

Si continua trattando il tema del servizio pubblico come libero accesso alle informazioni, dei risultati più o meno soddisfacenti che seguono un’inchiesta e dei viaggiatori sui treni che dopo aver riconosciuto la Gabanelli le dicono ”Complimenti per la trasmissione ma è inutile che vi sbattete perché tanto non serve a niente” anche se dopo vogliono segnalare delle problematiche delle loro città: dimostrazione di un paese che ama lamentarsi ma raramente vuole metterci la faccia e, come sottolinea l’ospite, si sente così legittimato a non far nulla

 

Continuano i contributi fra cui uno in cui De Luca mangia la pizza storpiando il nome della Gabanelli in ”Sventurelli” e uno in cui Crozza ironizza sulla vita privata della presentatrice.

 

In definitiva l’incontro è stata una grossa occasione per noi studenti: un pomeriggio in cui abbiamo chiuso i libri nonostante gli imminenti esami parziali e abbiamo puntato i riflettori sul mondo nel quale vorremmo costruire il nostro futuro, rappresentato da una delle migliori giornaliste italiane.

 

Un grande grazie va a Radio Luiss per aver portato una voce così importante in università e per il grande lavoro che portano a termine ogni giorno. (http://www.radioluiss.it/)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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