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La storia raccontata nel coinvolgente lungometraggio di Mario Martone – “Qui rido io” – è una di quelle che ha tanto da dire, tanto da comunicare, tanto da insegnare. È innanzitutto la storia di Eduardo Scarpetta, artista e uomo fuori dagli schemi, padre di nove figli (la maggior parte non riconosciuti), tra cui i tre De Filippo, che hanno proseguito la brillante carriera teatrale del padre illegittimo. 

Si narrano le complessità e le stravaganze di una famiglia allargata, che sono lo specchio di quelle del suo patriarca, interpretato da un sublime Toni Servillo. E sarà proprio l’attore partenopeo, nella parte di Scarpetta, a regalarci l’ennesima magistrale prova di recitazione (senza nulla togliere al resto del cast): restituisce crudo sarcasmo e sottile ironia, intimi timori e sfacciata superbia, comicità e turbamenti. Sfodera un variegato repertorio di maschere, degno della più classica  commedia dell’arte.

E impreziosisce enormemente un’opera che oscilla fra verità biografica e finzione scenica, fra teatro che diventa cinema e viceversa, e fra vita reale che si mescola con la commedia, fino a confondersi (“la parodia è nell‘arte perché è nella vita”, afferma Benedetto Croce). 

Ma al centro di tutto, rimane sempre il teatro, che diviene il fine ultimo, lo strumento di evasione da ogni problema: “la libertà nostra è là sopra”, sussurra un giovane Eduardo De Filippo al fratello Peppino, puntando il dito verso il palcoscenico. 

E il risultato finale è un tragicomico racconto che trova la sua logica nel potere irrazionale delle contraddizioni. Le contraddizioni di Napoli, caotica socialmente, ma stimolante culturalmente. Quelle di una famiglia anticonvenzionale, fra simulata coesione e celata ipocrisia.

Ma soprattutto le contraddizioni di Scarpetta, che fu sempre circondato da tante persone (a partire da moglie e amanti, figli legittimi e illegittimi, tutti riuniti sotto lo stesso tetto), ma rimarrà sempre profondamente solo. Come soltanto un grande artista è in grado di essere.

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Caporedattore Cult Web per l’A.A. 2017/18 Vicedirettore responsabile Web 2019/20 Direttore per l’A.A. 2020/21