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Da quando è iniziata la nuova maratona di “Harry Potter” il mondo ha iniziato a dividersi in due categorie di persone: quelli che sono in ansia perché aspettano la scoperta di un vaccino per il Covid e quelli che sono in ansia perché attendono il giovedì successivo e, con esso, la trasmissione dell’episodio successivo della saga in tv.

Inutile dire a quale categoria apparteniamo noi.

Questo giovedì, dopo “La Pietra filosofale”, primo capitolo della serie, è stata la volta de “La Camera dei segreti”.

Chi ha riaperto la Camera dei segreti? È questa la domanda che aleggia nell’atmosfera veramente da brividi di quello che è probabilmente il più Thriller dei romanzi e dei film di Harry Potter (e non solo). Avrebbe potuto averlo scritto Agatha Christie, invece di J.K. Rowling.

Come tutti i misteri degni di questo nome, la sua origine è remota. Risale a più di mille anni prima, quando i quattro maghi più famosi dell’epoca decisero di fondare la scuola di Hogwarts.

I maghi in questione sono Godric Grifondoro, Cosetta Corvonero, Tosca Tassorosso e Salazar Serpeverde. Quest’ultimo però fu presto in dissenso con gli altri, poiché convinto dell’opportunità di ammettere alla scuola solo i figli di maghi, e non anche i cosiddetti mezzosangue, figli di “babbani” (come tutti noi insomma).

A causa di queste idee estremiste fu allontanato dalla scuola, ma prima di partire chiuse in una stanza un mostro – il Basilisco – che avrebbe dovuto sterminare tutti i mezzo sangue. La camera è ovviamente la Camera dei segreti, che sarebbe dovuta essere aperta dal suo erede.

Sappiamo già chi è il suo erede. Si tratta del giovane Tom Riddle, divenuto poi al secolo Lord Voldemort. Per ironia della sorte, mezzosangue anch’esso.

Tom Riddle, all’epoca studente della scuola, aprì appunto la camera molti anni prima del tempo in cui si svolge la storia. Adesso che la camera è stata riaperta è chiaro che Voldemort è tornato.

Ma il mistero non perde il suo fascino anche se sappiamo già il nome del colpevole per averlo già scoperto anni fa, quando leggemmo il libro o vedemmo il film per la prima volta.
Anzi, proprio come nei migliori gialli, la pelle d’oca ci viene ancora di più dal momento che intuiamo il finale.

Tanto più che la camera dei segreti è un luogo anche della mente.

Harry sente la voce del Basilisco (o quella dello stesso Voldemort?) nella sua testa; e la battaglia finale, ben lungi dallo svolgersi con il mostro, liquidato con relativa facilità, è una battaglia mentale con lo spirito di Voldemort fuoriuscito dal suo diario dei tempi in cui era uno studente (appunto Tom Riddle).

Il Signore Oscuro, dunque, è ufficialmente tornato.

Lo sviluppo della trama nei libri successivi, da questo momento in poi, proseguirà in maniera magnifica, ma sempre facendo largo ricorso alle risorse carismatiche ed ai temi presenti in questo secondo capitolo: le figure dei quattro maghi fondatori, il diario di Tom Riddle, che si rivelerà essere un Horcrux, il legame mentale tra Harry e Voldemort, il Platano Picchiatore (lo metto ovviamente tra le risorse carismatiche), la pozione polisucco, utilizzata qui per la prima volta e poi così spesso e volentieri da mettere in dubbio che faccia veramente così schifo come viene detto.

Insomma, la “Camera dei Segreti” sembra essere il miglior film dell’intera saga, una soglia oltre la quale entriamo definitivamente nel mondo di Harry Potter dopo l’anticamera, pur piacevolissima, della “Pietra filosofale”; forse piacevolissima proprio perché caratterizzata dal piacere voyeuristico del guardare nello spiraglio di una porta semi chiusa.

E però il bello è che dobbiamo anche essere consapevoli che questo giudizio è influenzato dal fatto che si tratta semplicemente dell’ultimo capitolo della saga che abbiamo appena (ri)visto.

L’incantesimo durerà cioè solo fino all’agognato giovedì successivo, fino al prossimo episodio, quando saremo pronti ad affermare che il “Prigioniero di Azkaban”, il “Calice di fuoco “ o l’ “Ordine della fenice”, e così via fino alla fine – quello e non altri – è il miglior film dell’intera serie.

Perché ogni episodio della saga di Harry Potter, a suo modo, è il migliore di tutti, parte essenziale di una saga oggettivamente magnifica.

È questa la grande forza, o meglio la magia, di una storia indimenticabile.

Alla fine della quale Lord Voldemort verrà finalmente sconfitto, così che tutti noi possiamo finalmente sperare che un giorno nostro discendente, mago nato in una dinastia di babbani come un fiore in mezzo al deserto, possa frequentare la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts senza pericolo.

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Caporedattore attualità A.A. 2018/19