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Diciamolo chiaramente: andare al cinema è un’altra cosa. Ma in questo anomalo Natale, perfettamente coerente con il resto dell’anno, bisogna accontentarsi di ciò che offre il piccolo schermo. E le proposte non mancano.

Su Prime Video, risalta “The gentlemen” di Guy Pearce, che dirige un cast stellare guidato da Matthew McConaughey. Questo sequel ideale di “Snatch – lo strappo” (dello stesso Pearce), si presenta come una “action comedy”, che procede a ritmo serratissimo, sostenuta da dialoghi tarantiniani e da un montaggio convulsivo, alternando sapientemente ascendenze gangster e farsa.

Sulla piattaforma Netflix, invece, da non perdere “Mank”, film sulla genesi di un caposaldo assoluto della storia del cinema, ovvero “Quarto potere”. Uno dei migliori film di quest’anno, con un titanico Gary Oldman nella parte del malinconico protagonista (Herman Mankiewicz, “Mank”). In un’opera che, per tutta la sua durata, riesce consapevolmente a far coesistere la sua doppia natura: metafisica di un capolavoro senza tempo, e ritratto romantico di un antieroe decadente.

Dal canto suo, Sky ci regala (oltre a “Buffa racconta Pelé” per gli amanti del calcio) due perle del cinema francese. La prima è “Il meglio deve ancora venire” (su prima fila), commedia degli equivoci dolce-amara, che racconta un’amicizia vera, attraverso i caratteri comicamente antitetici dei protagonisti. E ci insegna che un amico è qualcuno che sa tutto di te, e nonostante questo gli piaci.

E poi, “La belle époque”, opera che riprende la tematica principale di “Midnight in Paris” di Woody Allen, ovvero la “sindrome dell’epoca d’oro”, che trasforma l’insoddisfazione per il proprio tempo (e per la propria vita) nella convinzione che il passato sia un luogo felice ed incontaminato, un giardino dell’Eden.

Infatti, il protagonista è un fumettista che ha fallito tanto nella vita professionale quanto in quella personale. Nostalgico, annoiato, insofferente verso la tecnologia, gli amici, sua moglie, suo figlio ed anche verso se stesso. Decide quindi di “tornare indietro nel tempo”, per sfuggire un presente, o meglio una realtà, che non gli piace.

Ed è proprio questa continua alternanza fra presente e passato, ma soprattutto fra realtà e finzione (d’altronde non è proprio questa la forza del cinema?) il pilastro su cui viene costruito questo bellissimo film, supportato anche da una brillante ironia e dall’emotività dei protagonisti (Daniel Auteuil e Fanny Ardant). Ricordandoci che – strano dirlo in questo periodo – la vera “belle époque” dello spirito, non dipende dalla complessità del mondo che c’è fuori. Ma dalla semplicità dei sentimenti che abbiamo dentro.

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Caporedattore Cult Web per l’A.A. 2017/18 Vicedirettore responsabile Web 2019/20 Direttore per l’A.A. 2020/21