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La guerra che fino a poco tempo fa sembrava una realtà distante da noi, ora frantuma le nostre deboli sicurezze come una sassata. Sirte, una città costiera libica, è stata conquistata il 15 Febbraio dai Jihadisti. I fondamentalisti islamici però non vogliono fermarsi: il loro obbiettivo è ora Roma.

La Libia è una nostra ex colonia e Tripoli non è molto distante dalla Sicilia. Dopo la dittatura di Gheddafi finita nel 2011, la nazione è sprofondata nel caos. La Libia è così logorata dall’ insicurezza che solo chi possiede abbastanza denaro per arruolare delle guardie si può difendere efficacemente: un esempio di ciò può essere notato della facilità della conquista di Sirte e nella difficoltà che i Jihadisti hanno riscontrato nella presa dei pozzi petroliferi adiacenti controllati da società estere. Proprio questa situazione ha causato scontento della popolazione, che ha visto il valore della loro vita essere scavalcato in importanza dai ricavi delle multinazionali del petrolio.

Per molti miliziani la religione e la Jihad sono solo un pretesto per rivoltarsi agli occidentali che li hanno sfruttati per mezzo secolo; anche per questo motivo centinaia di libici e tunisini si sono uniti alla causa del Califfato.

L’ISIS, tuttavia, nonostante le rivendicazioni della conquista di Roma e l’arrivo delle nuove milizie, non può comunque pensare di poter attaccare l’Italia e l’Europa con un attacco diretto. Le forze Occidentali sono superiori in ogni ambito. Quello che è certo è che si deve iniziare a prendere in considerazione, tuttavia, la possibilità di attacchi terroristici sul nostro suolo. I terroristi avrebbero davvero pochi problemi ad entrare nel paese in incognito, anche grazie alle abbondanti ondate migratorie che coinvolgeranno l’Italia. I nostri controlli, del resto, sono anche molto superficiali, basti pensare alla guardia costiera incaricata di proteggere le nostre coste, a cui degli scafisti armati hanno confiscato un’imbarcazione.

L’Italia dovrebbe adottare delle nuove tecniche di controllo degli immigrati e comunque sorvegliare le nostre coste in maniera più efficace e con regolamenti molto diversi da quelli presenti ora. Potrebbe, inoltre, sostenere a livello economico la coalizione anti-ISIS che sotto il nome di “Brigate Misurata” è riuscita oggi a riconquistare Sirte e quindi far indietreggiare i fondamentalisti islamici. Sostenere economicamente i nemici naturali del califfato sarebbe sicuramente più vantaggioso che entrare in guerra.

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