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È  sufficiente dare una sommaria occhiata all’accattivante sito di MyLLENNIUM AWARD 2015 per realizzare che qualcuno ci sta ancora osservando, che qualcuno si aspetta ancora qualcosa da noi.

Innovazione e creatività, le prime parole che vengono in mente, interrompono il mutismo inflessibile dello scroll su Facebook e lasciano spazio a due pensieri immediati. Il primo ha a che fare con la personalità. MyCITY, MySTARTUP, MyBOOK, MyJOB e MyREPORTAGE sono le sezioni del Premio Barletta 2015: la voglia di conoscere il progetto di ognuno si staglia, chiara, tra gli sgargianti colori della pagina. La seconda considerazione parte dal countdown sulla destra del sito. Un solo pensiero attraversa la mente del giovane che la sfoglia: il tempo sta finendo.

Il mantra del performare con risultati ottimali in un arco di tempo limitato ce lo si porta dietro da un po’, tra i Millennials. Ci siamo chiesti come, quando e perché. E la risposta ci è arrivata da Paolo Barletta, AD del Gruppo Barletta S.p.A. e Presidente di MyLLENNIUM AWARD 2015.

 

Economia, Europa e lavoro sono le tre direttrici lungo cui devono muoversi i partecipanti, rigorosamente italiani under 30, di MyLLENNIUM AWARD, sezione My Book. Attraverso l’esperienza che il Gruppo Barletta svolge quotidianamente, quali sono secondo Lei gli immediati riscontri futuri per i giovani su queste tematiche?

La sfida più importante, in questo mercato e’ sicuramente la flessibilità ed il sapersi reinventare e, spesso, adattare. Il mercato va molto più veloce di quanto le persone percepiscono e temporeggiare, spesso, significa perdere occasioni. Sono molto ottimista sulla ripresa economica dei prossimi anni. Veniamo da una crisi importante e il Quantitative easing, appena avviato, porterà anche in Europa una nuova fase espansiva. Questo è il momento di essere pronti per poter massimizzare i benefici di questa ripresa. È l’occasione da non perdere per tutti i Millennials.

Il Gruppo Barletta si è speso nel sostenere attivamente progetti ed iniziative a scopo benefico, trasversalmente riconosciute. Quali sono i motivi che l’hanno spinta ad incentrare questo nuovo progetto sulla figura del giovane under 30?

Essere parte attiva all’interno della propria comunità e’ una prerogativa fondamentale che‎ ogni gruppo imprenditoriale dovrebbe avere. Le realtà in cui operiamo ci danno molto ed è importante poter “restituire”, contribuendo ai loro miglioramenti e mantenimenti.

Il mio Gruppo ha cercato di perseguire questa mission impegnandosi nella ricerca, nella costruzione di scuole e asili, nella realizzazione di progetti di arredo urbano o attività quali la cooperazione allo sviluppo e l’assistenza umanitaria. Ritenevamo, però, ‎che tra i veri grandi asset del nostro Paese, i nostri giovani fossero quello più prezioso.

 

Qual è la realtà urbanistica di Latina, città in cui il Gruppo Barletta da anni lavora, e quali sono le caratteristiche che ricercherete nei progetti di arredo urbano presentati per la sezione My City di MyLLENNIUM AWARD?

Latina e’ una città con una fortissima impronta storica ma al tempo stesso, è una città nuova, una città satellite, costruita e voluta da Benito Mussolini durante il ventennio fascista. La città sorge su ex paludi bonificate e rese abitabili. Per questa ragione e per la presenza di acqua a bassissimi livelli, la città incentrò le sue costruzioni su palazzi a ‘mo di palafitta.

Mio padre, quando costruì le torri oggi conosciute come ‘Palazzi Barletta’, rivoluzionò le metodologie costruttive della città. Oggi, la città ha moltissime forme di costruzioni, con molti grattacieli, anche più alti dei nostri. La città all’epoca terminava a Palazzo M, un palazzo che aveva appunto la forma di M iniziale di “Mussolini”. Oggi Latina ha inglobato i palazzi Barletta all’interno del centro città, infatti le costruzioni si sono estese fino ai borghi e fino al mare. Spesso i confini sono solo un limite temporale e di questo mio padre ne era fortemente convinto.

Dai giovani vorremmo progetti innovativi che possano racchiudere e spiegare lo spirito e le logiche storiche del passato, guardando però al futuro ed all’innovazione, che, anche nell’urbanistica, è un elemento fondamentale. “Osare con logica” – è questo, il mio consiglio.

 

Qual è, secondo Lei, la nuova frontiera della cosiddetta Generazione Y? Cosa, nello specifico, il mondo dell’imprenditoria italiana chiede ai Millenials per poterne entrare a far parte?

Viviamo in mondo altamente globalizzato. Ormai non c’è più un mercato locale, piuttosto è di mercato globale, che si parla. Credo che questo sia un aspetto che un giovane aspirante imprenditore, non possa far a meno di considerare.

Ci sono settori molto radicati nel territorio come le costruzioni; altri, fortemente votati all’estero come il commercio e/o l’export, servizi compresi. Ad ogni modo anche se si opera in una realtà locale, è fondamentale pensare in grande. Capire i propri limiti e superarli volta per volta, con attenzione e cautela. Non importa solo cosa si fa, è fondamentale, piuttosto, pensare a come lo si implementa. Studiare i modelli vincenti adottati in altri Paesi, ci permetterà di continuare ad essere leader in molti campi. Gli Italiani lo sono, anche se i giornali lo dicono troppo poco. “L’imprenditore attento non inventa nulla. Piuttosto innova, riadatta e rilancia. Gli Italiani lo hanno sempre fatto” – Questo, è il mio consiglio – “Guardatevi attorno, studiate, carpite ogni sensazione e, se avete la possibilità, viaggiate il più possibile. Se non l’avete, trovate qualsiasi mezzo per farlo. E’ fondamentale, oggi più che mai!”.

 

Paolo Barletta

AD – Gruppo Barletta S.p.A.

Presidente, Myllennium Award 2015 – Premio Raffaele Barletta

 

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