Contatti

Viale Romania, 32 - 00196 Roma - Italy

Sentiti libero di contattarci!

di Vincenzo Musacchio

Mentre gli Stati pensano giustamente alla lotta epidemiologica del coronavirus, le mafie hanno già ridisegnato le strategie globali del traffico illegale di droga. La paralisi delle economie, la chiusura dei confini e l’interruzione delle catene di approvvigionamento spostano la produzione e il traffico verso le sostanze chimiche per produrre farmaci redditizi come la metanfetamina e il potente oppioide fentanyl. In questo marasma planetario, le mafie (in primis, messicani, colombiani e albanesi) continuano a esercitare il loro commercio illegale in totale tranquillità continuando a fare lucrosi affari.

La stragrande maggioranza delle droghe vietate attraversa ancora l’oceano Atlantico e il Mar Adriatico anche se il traffico è diminuito. Bar, discoteche, nightclub e altri locali notturni, in tutto il mondo, sappiano essere mercati fertili per gli spacciatori ma, in questo periodo sono stati chiusi. Per far fronte a questa mancanza, si spaccia online e si è riforniti nello stesso modo, con consegna a domicilio o addirittura per corrispondenza. I prezzi delle droghe meno disponibili sono saliti a livelli vertiginosi. Le nuove mafie fanno fronte immediatamente alla nuova domanda con una nuova modalità di offerta.

La pandemia da Covid-19, inoltre, favorisce ulteriormente le mafie poiché le forze dell’ordine sono meno presenti sul territorio nella lotta al consumo e al traffico degli stupefacenti. Le droghe illegali, a differenza di come si possa ipotizzare, non hanno subito un duro colpo poiché non si è mai interrotta la catena di approvvigionamento sia all’ingrosso sia al dettaglio. I trafficanti continuano i loro traffici e addirittura si segnala un forte aumento delle vendite di droga online sul cosiddetto “dark web”. Le mafie si sono ben attrezzate hanno aumentato il prezzo della cocaina del 20% per coprire i nuovi costi. L’eroina è diventata più difficile da trovare, mentre si registra un aumento vertiginoso di fentanyl. In Europa, (Francia, Germania, Olanda, Italia) il prezzo della metanfetamina è più che raddoppiato nelle ultime tre settimane. Le droghe sintetiche come la metanfetamina e il fentanyl sono oggi i sostituti ideali di quelle droghe più colpite dalla pandemia e sono prodotte su scala industriale in molti Paesi dell’Unione Europea (cfr. Olanda e Belgio). Una volta usciti dalla pandemia, le mafie saranno molto più forti perché potranno contare su un doppio mercato: quello cd. ordinario e quello dei precursori chimici per le droghe sintetiche.

Nessuno ha il coraggio di ammetterlo ma le nuove mafie si stanno allontanando sempre più dalle droghe che richiedono stagioni di semina e crescita, come l’eroina e la marijuana, a favore degli oppioidi sintetici come il fentanyl e le metanfetamine. Questi ultimi possono essere preparati e spacciati continuamente durante l’anno, sono notevolmente più potenti dell’eroina e producono un margine di profitto elevatissimo. Sebbene in Europa esistano alcuni laboratori clandestini (Germania, Estonia, Polonia, Paesi Bassi, per citarne alcuni) che producono fentanyl le mafie, si affidano ancora ai colombiani e ai messicani per ottenere i farmaci precursori. Il coronavirus indirettamente sta apportando cambiamenti epocali nella produzione e nel traffico di sostanze stupefacenti.

Le mafie italiane (prima fra tutte la ndrangheta) hanno intrapreso misure per diminuire la loro dipendenza da fornitori esteri e stanno arruolando esperti per produrre i precursori chimici necessari a creare autonomamente droghe sintetiche. La fine della pandemia per le mafie potrebbe segnare il passaggio dalle droghe comuni a quelle create chimicamente in laboratorio. Potremmo assistere a una nuova era nella quale il mondo della droga cambierà completamente il suo modus operandi.

Vincenzo Musacchio, giurista, professore di diritto penale. Associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA). Ricercatore dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. Discepolo di Giuliano Vassalli, allievo e amico di Antonino Caponnetto.

Share:

contributor