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La paura è un sentimento talmente umano. Totalmente umano. Diffidate da coloro che la disprezzano e che provano a esorcizzarla, senza nemmeno farvi condizionare da chi vive di allarmismo e ipocondria (compreso il sottoscritto). Achille non aveva paura, ma era un semidio. Persino Ettore, il più forte fra gli uomini, ne aveva. Per sé, per i suoi cari, per la sua patria. Ed è per questo che non ci siamo mai rivisti troppo in Superman – il supereroe per eccellenza. Troppo perfetto, troppo poco umano. Non conosce il timore perché non appartiene a questo pianeta. I nostri eroi, gli eroi del popolo sono i vari Batman e Spider-Man, quelli che soffrono per i loro cari, che entrano in conflitto con la loro doppia identità, che hanno perso tanto prima di diventare ciò che sono. Sono migliori di noi, d’accordo, ma sono come noi. Uomini, prima che eroi.

Una malattia che colpisce anche calciatori e attori hollywoodiani, i superuomini contemporanei, ci manda in crisi, ci mette quasi a disagio. Fa crollare tutte le nostre solide (per quanto surreali) convinzioni, riportando queste enormi personalità giù dal paradiso terrestre nel quale il nostro immaginario collettivo le aveva collocate. Proprio qui accanto a noi e alle nostre preoccupazioni, che non hanno più una distinzione economica, né di classe sociale. Ora che sappiamo cosa abbiamo davanti, pensiamo solo a vivere il presente. Lasciandoci guidare dal buon senso, prima che dalla paura. La strada sembra quella giusta. Siamo noi i nostri eroi, ora che anche Superman è in quarantena. Con la mascherina al posto della maschera. Sbirciando, di tanto in tanto, nella fessura del tempo. A ciò che sarà domani. Al prossimo gol di quel giocatore, al prossimo film di quell’attore. Che ora combattono con noi, come noi. A quando anche loro saranno tornati uguali (a prima), e quindi diversi. Perché è solo dopo aver perso tutto che Rossella O’Hara, alla fine di “Via col vento”, comprende l’importanza di ciò che le è rimasto. La speranza. Perché “dopotutto, domani è un altro giorno”.

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Caporedattore Cult Web per l’A.A. 2017/18 Vicedirettore responsabile Web 2019/20 Direttore per l’A.A. 2020/21