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Titolo di giornale: solo 13% delle donne italiane vittime di violenza denuncia il suo aggressore. Si chiede alle donne di prendere coraggio, di non rimanere in silenzio. Si invita a non avere paura, a trovare le prove necessarie per testimoniare.

Un gesto della mano per chiedere aiuto diventa un video virale su Tik Tok e le ragazze sono incoraggiate a memorizzarlo per cercare sostegno e salvarsi in caso di necessità. Una guida per difendersi, un manuale sul comportamento da seguire per tutelarsi nelle situazioni di pericolo e isolamento. Corsi di difesa personale femminile simulano contesti reali di aggressione e insegnano tecniche sviluppate ad hoc per scongiurare tentativi di abuso, stalking e violenza sessuale.

Adatto a tutte, anche senza preparazione atletica. Salvezza garantita con un adeguato training emozionale e una reazione decisa e tempestiva. Lo spray al peperoncino, usato nel rispetto delle norme vigenti e solo in casi di esplicito attacco, è venduto come ottima arma contro i malintenzionati. Così accade che le donne debbano apprendere stratagemmi per proteggersi, essere aggiornate sui segnali di aiuto più utilizzati e dotarsi di strumenti e conoscenze per salvaguardare la propria incolumità. Attenzione, poi, che la legittima difesa sia proporzionata all’offesa ricevuta e che al catcalling si risponda a seconda del contesto, per la propria sicurezza, e si impari ad “accettare un complimento”.

In una società in cui è normale dover avere paura, curare diventa più facile che prevenire. Non è fornendo gli strumenti per difendersi che si fermano i soprusi, non è aumentando l’odio verso gli uomini che si combatte la violenza, non è mantenendo il focus sulle vittime che si fermano gli aggressori. Se provvedimenti e interventi per la prevenzione e il contrasto al fenomeno della violenza contro le donne stanno diventando sempre più frequenti e diffuse, il target di queste azioni rimane per la maggiorparte femminile.

Ne è prova il fatto che spesso anche la comunicazione di molte aziende ed enti impegnati in questa causa si manifesti con divulgazioni come “abbi il coraggio di denunciare”, “rompi il silenzio”, “chiama il centro antiviolenza per ricevere supporto”. Un appello a non subire violenza.

Spostare il focus sulla responsabilità dell’aggressore significa concentrarsi sulla prevenzione anziché sul rimedio. Significa combattere per la pace invece che insegnare l’arte della guerra. Un cambio di prospettiva per educare a non fare violenza affinché l’obiettivo non sia tanto far sì che la donna non si senta in colpa quanto evitare che qualcuno ce la faccia sentire.

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Caporedattrice Lifestyle 21/22