Contatti

Viale Romania, 32 - 00196 Roma - Italy

Sentiti libero di contattarci!

Affranta dalle decisioni del Presidente Trump in termini di politica estera, Malala Yousafzai torna ancora a far parlare di sé. Con un tweet dall’account della sua associazione, Malala Found, che si occupa di assicurare alle bambine il conseguimento della scuola secondaria, chiede al Presidente Trump “di non girare le spalle ai bambini e alle famiglie più indifese del mondo”.
Malala Yousafzai, classe 1997, è stata definita dal Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon un simbolo di speranza. La sua storia è la storia di oltre 60 milioni di ragazze nel mondo, alle quali viene negato il diritto all’istruzione per povertà, violenza o consuetudini locali basate su discriminazioni di genere. La speranza di vedere il suo Paese, il Pakistan, riconoscere eguali diritti alle donne l’ha portata a rischiare la vita.

Figlia di un insegnante, ad undici anni iniziò a scrivere, in modo anonimo, un blog “Diary of a Pakistani school girl”, per la BBC, dove descriveva scorci della vita quotidiana di una ragazza sotto il regime dei Talebani nella sua città. Quest’ultimi avevano proibito alle donne di guardare la tv, di fare shopping o ascoltare la musica, sino ad arrivare a chiudere le scuole per ragazze.
Malala, sostenuta in primis da suo padre, non si arrese mai a tale decisione e, una volta terminato il progetto del blog, fu anche protagonista di un documentario girato dal New York Times: il suo unico scopo era denunciare ed ottenere il diritto all’educazione per le donne.
Le sue iniziative la esposero a numerose minacce, fino a quando, il 9 Ottobre del 2012, fu vittima di un attentato: fu colpita alla testa da un colpo di pistola sparato da un talebano, mentre stava tornando a casa da scuola a Mingora, nella valle di Swat. Questa vicenda mobilitò oltre due milioni di persone per la campagna sui diritti dell’educazione, che portò alla stipulazione della prima carta sull’educazione in Pakistan.

Divenuta tra le attiviste più conosciute al mondo, Malala, per motivi di sicurezza, adesso vive a Birmingham con la sua famiglia, dove continua ancora oggi la sua battaglia per l’eguaglianza. Una battaglia coraggiosa, soprattutto per la sua giovane età, che nel 2014 le ha fatto ottenere il Premio Nobel per la pace, divenendo la persona più giovane, all’età di soli diciassette anni, a ricevere tale riconoscimento.
Questa sua determinazione ha incontrato il supporto di molte persone e ha portato alla nascita del sopracitato Mala Fund, diretto dalla giovane ragazza, volto ad aiutare tutte le donne ad andare a scuola e, soprattutto, ad alzare la voce affinché i loro diritti siano rispettati.
Anche se la strada è ancora in salita, Malala è divenuta un modello per tutto il mondo, facendo rinascere la speranza che, come lei stessa ha detto in un discorso tenuto alle Nazioni Unite nel 2013, “un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.

Share: