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Il 360° intervista il professore Luiss Giovanni Orsina

Il 18 Ottobre Salvatore Merlo, su “Il Foglio”, descriveva così l’attuale schieramento di centrodestra: “un castello torvo e silente con il ponte sollevato, la bandiera di Forza Italia afflosciata a mezz’asta. Fuori, al di là delle mura, c’è invece uno strano attendamento rattoppato di stenti: Alfano e Meloni, Salvini e Casini.”

Noi aggiungiamo anche Fitto.

Oggi parliamo quindi del futuro di una parte politica fondamentale al bipolarismo, il centrodestra, con un nostro professore della Luiss, Giovanni Orsina.

Il futuro leader del centrodestra potrà essere uno tra Salvini e Fitto?

La risposta breve sarebbe che è possibile. Per come è combinato il centrodestra in questo momento è possibile quasi qualsiasi cosa. Salvini e Fitto hanno dalla loro parte dei vantaggi non indifferenti: hanno delle basi proprie sul territorio.

Non rischiamo però di tornare alla solita litania del consenso sul territorio, quando poi alla fine è sempre Berlusconi a vincere?

Berlusconi ha ancora consenso, ma non può competere con Renzi. Se vogliamo ragionare su un centrodestra che si apra o metta in piedi un meccanismo per selezionare un successore, ci sono solo le primarie, dove il rapporto con il territorio è fondamentale. In futuro potrà poi uscir fuori un leader modello Renzi.

Si costruirà un modello di centrodestra anglosassone e liberale, oppure un centrodestra lepenista?

Dipende moltissimo da quello che accade nel mondo berlusconiano: se Berlusconi riesce a riprendere le redini di Forza Italia e a trovare quindi equilibri interni può salvare quell’area e poi aprire un dialogo con la Lega. Se le pulsioni autodistruttive in Forza Italia continuano, vedi Fitto, anche eleggere il prossimo presidente della Repubblica sarà difficile e la Lega dilagherebbe.

Infatti Renzi sul Quirinale ha aperto anche a Fitto…

Per forza, così come ai 5 Stelle. In una situazione balcanizzata come l’attuale, se non allarghi il più possibile il consenso rischi di avere pochi partner inaffidabili.

In un eventuale confronto fra Renzi e Salvini, Renzi ne esce rafforzato o no?

Renzi stapperebbe una bottiglia di champagne se il suo competitor fosse Salvini. La regola è sempre la stessa: vince chi sta al centro. Ma se la crisi dovesse continuare, il leader più radicale potrebbe prevalere.

Quindi il centrodestra va più verso destra?

Bisogna capire che succederà nel mondo berlusconiano e soprattutto dipende da quanto si consoliderà Renzi sui voti centristi.La possibilità che si vada verso una destra e non centrodestra è una possibilità reale. Effettivamente è quel che è successo anche in Francia, dove il Front National però ora si sta spostando, per convenienza elettorale, verso il centro. La Lega può prima rafforzarsi su posizioni di destra radicale e poi recuperare voti di centrodestra moderando i toni.

Il centrodestra vincerà solo con la coalizione oppure se un partito cannibalizzerà i voti degli altri partiti?

L’ipotesi più probabile sarà una federazione, un accordo tra Forza Italia e la Lega. E’ difficile che uno dei due partiti si mangi l’altro. Ovviamente quella della federazione è una soluzione debole rispetto a quello che Renzi è riuscito a fare nel Pd. Berlusconi al momento ha un elemento di forza: il patto del Nazareno, anche sul Quirinale. Il problema è che se Fitto minaccia di togliere 40 voti per l’elezione del nuovo Presidente, su quella partita Berlusconi con Fitto deve scendere per forza a patti, che a quel punto potrebbe chiedere le primarie.

Ed i centristi?

Sono in difficoltà: qualunque scenario si profili, il centrodestra si unificherà contro Renzi. Ncd e Udc sono in una posizione complicata, perchè fanno parte della maggioranza di governo. Il punto è sapere che idea hanno in testa, sennò è piccola politica.

Tornando ai due, Ferrara in un’intervista al Corriere della Sera definisce Fitto “politico di provincia” e Salvini un “brillante attaccamanifesti”. Le è d’accordo?

Non sono d’accordo, e non condivido neanche questa sua deriva Berluscon-Renziana, poichè se il discorso politico si fermasse a loro due verrebbe a mancare un sano meccanismo bipolare. Dentro il centrodestra si muovono tante cose: Fitto e Salvini hanno una base politica reale, anche se hanno soluzioni fragili. In particolar modo è importante che Fitto abbia iniziato ad incalzare Berlusconi dall’interno del partito, portandogli via 40 deputati: non era mai successo.

Quindi quell’accampamento si muoverà si o no?

Nell’ultima settimana abbiamo visto muoversi molte cose: innanzitutto assistiamo alla crisi del M5S, che favorisce il ritorno ad una sana logica bipolare, ed abbiamo visto Salvini e Fitto mettere seriamente in difficoltà Berlusconi, facendolo riscendere in piazza.

Il disordine e l’oscurità di idee sono mostruosi, ma adesso vediamo come si evolve il tutto. Un ricambio generazionale c’è stato: Alfano,Tosi, Toti, Salvini e Meloni: nessuno di loro è un Thatcher o Adenauer, però ci sono.

 

 

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