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Giovedì 7 aprile, nell’aula magna Mario Arcelli della sede LUISS a viale Pola, è intervenuto il presidente del senato Pietro Grasso sul tema della mafia. Insieme a lui, è inizialmente intervenuto il rettore della LUISS Massimo Egidi, per il consueto indirizzo di saluto istituzionale, nel quale non ha mancato di esprimere un velato giudizio nei confronti della comparizione a “Porta a Porta” del figlio del noto boss mafioso Totò Riina, avvenuto la sera prima.

E proprio questo evento, che ha scaldato gli animi dell’opinione pubblica per giorni, è stato ricordato più volte durante l’incontro anche dagli altri ospiti. Dopo l’intervento del rettore, il moderatore, nonchè fondatore e presidente onorario di LEP, Angelino Molinaro gli ha conferito la tessera onoraria dell’associazione, come è stato fatto successivamente anche con gli altri ospiti.

A seguito dell’intervento del rettore, ha parlato la professoressa e prorettore vicario, nonchè ex ministro, Paola Severino che ha rivolto i suoi personali ringraziamenti al presidente Grasso per la sua presenza che dimostra la vicinanza delle istituzioni al mondo universitario e, in particolare, alla LUISS.

Dopo la professoressa Severino, ha preso la parola il presidente della fondazione “Antonino Caponnetto” Salvatore Calleri che ha sottolineato l’importanza di combattere la mafia senza limiti ideologici di alcun tipo. Ha inoltre duramente criticato la richiesta della commissione straordinaria “Diritti Umani” al senato di procedere al ridimensionamento del 41 bis per i mafiosi.

Tale richiesta è stata definita inaccettabile, ha sostenuto Calleri, perchè gli effetti previsti da questa norma riguardano l’isolamento dei boss, che è una condizione necessaria per la lotta al fenomeno mafioso. Non è un elemento da trascurare poi che questa richiesta era presente nel famoso “papello” di Totò Riina e che una mossa del genere potrebbe essere interpretata come un segnale di resa nei confronti delle cosche.

Dopo le parole di Salvatore Calleri, è salito sul podio il presidente Grasso. Il suo discorso è stato focalizzato sul lato storico della mafia. Ha voluto ricordare, ad esempio, che, se il fenomeno mafioso è sempre esistito (al punto che era stato rilevato addirittura dall’inchiesta di Franchetti e Sonnino del 1876), è sempre esistita pure la lotta alla mafia, come quella avallata dai fasci siciliani alla fine del diciannovesimo secolo.

Anche Grasso ha parlato dell’intervento del figlio di Totò Riina a “Porta a Porta”. Infatti il problema principale è che Riina jr. si è presentato agli spettatori come il figlio di un padre amorevole che gli ha insegnato i valori della vita. Le persone come Totò Riina non possono invece essere umanizzate, ha sostenuto Grasso: «Totò Riina deve passare alla storia come un mostro sanguinario!»

Nella sua storia della mafia, Grasso, non si è fatto mancare il racconto di alcuni aneddoti della sua vita professionale di contrasto alla criminalità organizzata. L’aneddoto probabilmente più significativo è quello ormai famoso circa la morte di Falcone e il fatto che lui avrebbe dovuto essere nella macchina colpita nella cosiddetta strage di Capaci insieme al primo.

Alla fine della conferenza, è stato assegnato al presidente Grasso il premio “Giovani e Legalità” 2016 e il moderatore Angelino Molinaro ha chiesto l’impegno del presidente nel farsi promotore di una proposta di legge che possa permettere agli studenti universitari di collaborare alla formazione delle leggi discusse in parlamento.

Questa proposta ha il fine, come spiegato da Angelino stesso, di recuperare quel legame tra politica e società civile che oggi sembra essersi del tutto eroso.

Sono qui riportati i video dell’evento:

 

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Vicedirettore Web per l'A.A 2017/2018. Responsabile Social per l'A.A 2016/2017. Caporedattore Attualità per l'A.A 2015/2016.