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Seconda settimana di settembre, ma la capitale inglese è in fermento da quasi un mese e anche più per quello che si appresta ad essere un nuovo capitolo nella storia della monarchia di casa Windsor: eh si, perché oggi mercoledì 9 settembre dalle ore 17.30 circa, il regno di Elisabetta II supera quello della regina Vittoria (63 anni e 216 giorni sul trono, dal 1837 al 1901) in longevità, stabilendo così il nuovo record di 63 anni e 217 giorni di regno.

Giornali, magazine e reti britanniche sembrano non parlare d’altro; talk show e quiz su Elisabetta, Madame Tussaud’s (celebre museo delle cere) veste la statua della sovrana con un nuovo abito, le librerie espongono le sue biografie in vetrina e l’Evening Standard (tra i giornali più popolari della Capitale) e The Telegraph hanno deciso di pubblicare (a partire da lunedì) un editoriale sulla vita della regina dalla nascita fino al record di oggi per tutta la settimana. Senza contare la prima pagina di tutti i giornali.

Un regno longevo sotto molti punti di vista, quello di sua maestà Elisabetta II: due secoli di mutamenti storici, culturali e sociali e ben 13 inquilini del numero 10 di Downing Street, da Winston Churchill fino all’attuale David Cameron.

A Londra però non è previsto nessun evento festoso o commemorativo come la consuetudine inglese è solita volere per questo genere di eventi: nessun concerto, nessun evento a Buckingham Palace, nessun colpo di cannone ad Hyde Park. Quindi se da un lato la zecca reale emanerà una moneta speciale per l’occasione (con cinque diversi effigi raffiguranti il volto della regina apparsi sulle monete durante tutto il suo regno) e il primo ministro David Cameron omaggerà “Her Highness” nel suo consueto discorso alla camera dei Comuni, a non festeggiare sembra essere proprio la diretta interessata, che non sarà nemmeno presente in Capitale in giornata.

Notizia che non ha ovviamente coperto il polverone alzatosi dopo le recenti misure del primo ministro inglese e il ministro degli interni Theresa May per quanto riguarda l’accoglienza di migranti dalla Siria e di immigrati europei nel Regno Unito, misure definite per la maggiore come alquanto limitate e deludenti. Lunedì 7 settembre infatti, come riportato in prima pagina dall’ Evening Standard, la Gran Bretagna ha dichiarato di voler accogliere 20.000 rifugiati siriani, con precedenza a donne e bambini. Una cifra che non è abbastanza secondo i piani europei e non solo, equivalente infatti a circa 12 migranti al giorno.

In attesa di maggiori novità riguardanti il probabile allargamento di azioni militari britanniche anti-Isis in Siria – che potrebbero arrivare già in giornata – non resta che godersi gli inusuali 20 gradi di questa settimana londinese ed augurare: “God save the Queen!”

 

 

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