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Ci sono giocatori che decidono di donare la propria carriera per fare la storia di una società, altri che non amano legarsi per troppo tempo agli stessi colori per ragioni economiche o di aspirazione personale, infine però c’è la categoria dei giocatori che, nonostante la passione che ci mettono e l’enorme affetto che provano per le squadre per cui giocano, sono spesso costretti dalle società a dover cambiare casacca quasi ogni anno. Ma ciò che li caratterizza dagli altri è che ad ogni nuova avventura conservano comunque nel cuore un po’ di quei colori che hanno appena dovuto abbandonare.

A questa categoria appartiene senza dubbio, Fabio Quagliarella.

Nato nel 1983 a Castellammare di Stabia, cresce nelle giovanili del Torino, squadra con cui nel 2000 fa il suo esordio in Serie A. Dopo qualche anno di prestito  torna a casa nel 2004 e contribuisce con ben 7 reti a riportare i granata nella massima serie. Il risultati però non bastano a salvare il Torino, poco tempo dopo infatti, la società dichiara il fallimento. Inizia così il lungo girovagare per l’Italia del bomber campano.

Dapprima acquistato dall’Udinese viene subito dopo girato in comproprietà alla Sampdoria di Walter Novellino. Sotto la guida del tecnico blucerchiato, mette a segno 13 reti alcune delle quali di pregevole fattura, facendo così innamorare Genova e la società.

Nel 2007 però le due società proprietarie del cartellino non si accordano sul prezzo e Fabio viene acquistato a titolo definitivo dalla società friulana.

Con i nerobianchi firma 25 reti in due stagioni e anche Udine si innamora ben presto di lui. Purtroppo per l’attaccante però non è tempo di fermarsi e per 16 milioni di euro parte alla volta di Napoli.

Per un campano come lui giocare al San Paolo è la realizzazione di un sogno ma, nonostante le pressione, riesce comunque a mettere a segno 11 reti una delle quali, il 25 Marzo 2010 alla Juventus, si rivelerà ben presto un segno del destino. Dopo soli 6 mesi è proprio verso la squadra torinese che l’attaccante si trasferisce.

I tifosi del Napoli presero questo trasferimento come un enorme delusione. Ma come affermò Martin Luther King: “non ci può essere profonda delusione dove non c’è amore profondo”. Anche i tifosi partenopei quindi, dimostrarono di aver stretto un legame speciale con Quagliarella.

Alla Juventus rimane 4 stagioni con 23 gol all’attivo. Ma è proprio a partire da uno di questi che a Fabio viene assegnato l’appellativo dell’ex dal “dente avvelenato“. Il 1 Aprile segna infatti una rete contro il Napoli. Ma è proprio in quest’occasione che il giocatore ha saputo distinguersi come uomo. Infatti, nonostante gli insulti e le accuse di tradimento, nel momento del goal ha deciso di non esultare e lasciare intendere che, nonostante tutto, nel proprio cuore, anche il Napoli avrà sempre un posto particolare.

La storia però non finisce qui. In questa stagione il giocatore ha fatto ritorno nella sua prima casa, il Torino.

È proprio dove tutto ebbe inizio che Quagliarella sta continuando a fare i conti con il passato. Prima contro il Napoli e poi contro l’Udinese nella giornata appena trascorsa, ha messo a segno due reti, oltre che di splendida fattura, anche dolorosissime per i cuori dei tifosi che fino a qualche anno fa lo acclamavano.

Compito non semplice quello dell’ex dal “dente avvelenato”, ma Quagliarella anche stavolta ha saputo dimostrare con un esultanza quasi invisibile, che alle volte il goal non è solo motivo di estrema felicità, specialmente se in quelle società si è lasciato un pezzo di cuore.

Ma la vita e la carriera vanno avanti. Di certo però Fabio Quaglierella sta dimostrando che non tutte le volte è possibile legare per sempre la propria immagine a quella di una sola società, è possibile però lasciare comunque nelle menti e nei cuori dei tifosi che hanno avuto il piacere  di vederlo giocare, il ricordo di una calciatore che ha donato tutto se stesso per i colori che indossava e che nel proprio cuore, conserverà per sempre i ricordi di quelle splendide esperienze.

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Studente laureato alla triennale di Scienze Politiche e che ora continua nella specialistica in Governo e Politiche indirizzo comunicazione e nuovi media. Amante dello sport e specialmente del calcio, dedico gran parte del mio tempo a cercare di tirare fuori dal mondo del pallone un po' di romanticismo! Che mondo sarebbe senza il calcio?!