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La LUISS è l’università non statale migliore d’Italia del 2016. Questo è quanto sostiene Il Sole 24 Ore che ha pubblicato, il 2 gennaio, la sua classifica annuale delle università italiane e ha posizionato il nostro ateneo al primo posto dei non statali. La Bocconi è stata quindi “detronizzata” del suo primo posto in questa classifica a favore, per l’appunto, dalla LUISS e questa notizia ha suscitato molte polemiche. Sui social network, sono stati molti gli studenti dell’ateneo milanese che hanno commentato la faccenda con una punta di malizia: Il Sole 24 Ore è di proprietà di Confindustria che, guarda caso, è anche proprietaria della LUISS.

Con questo semplice ragionamento, molti sono caduti nella facile trappola del sillogismo per cui Il Sole 24 Ore avrebbe incentivi a favorire Confindustria e la LUISS e quindi a falsare la classifica suddetta. In effetti però ci sono molti argomenti a sfavore di questa tesi. In primo luogo, andrebbe notato che questa classifica, che esiste dal 2014, vede l’ateneo romano al primo posto per la prima volta: nel 2014 era primo il San Raffaele di Milano e nel 2015 la Bocconi.

In secondo luogo, possiamo analizzare la questione sotto un profilo “poliziesco”. Un bravo poliziotto che indaghi su un omicidio e abbia una rosa di sospettati si deve sempre domandare a chi abbia giovato la morte della vittima. In questo caso, dobbiamo porci la stessa domanda: giova davvero a Il Sole 24 Ore una buona pubblicità per la LUISS? Ci guadagna Confindustria forse, che è la proprietaria di entrambe, ma sicuramente non in denaro quanto piuttosto in prestigio. Infatti la Confindustria e la LUISS sono entrambe organizzazioni NON a scopo di lucro. Chi si spenderebbe quindi per falsare dei dati che non fanno guadagnare soldi direttamente a nessuno?

Dopo questi ragionamenti astratti, possiamo quindi concentrarci sui dati: quali dati sono stati elaborati e come stati elaborati? Per motivi di trasparenza, Il Sole 24 Ore ha pubblicato anche la versione interattiva di questa classifica in cui sono stati spiegati in maniera sintetica gli indicatori utilizzati e le fonti dei dati elaborati, oltre ad una nota metodologica della ricerca. Sintetizzando al massimo, vengono utilizzati 12 indicatori, di cui 9 legati alla valutazione della didattica e 3 legati al mondo della ricerca.

In ognuno dei 12 indicatori, i risultati ottenuti dagli atenei sono stati messi in classifica attribuendo a ogni università un punteggio misurato in base al risultato ottenuto. Alla performance migliore sono stati attribuiti 100 punti, alla peggiore zero punti mentre il punteggio delle posizioni intermedie è proporzionale al risultato. Dai punteggi dei singoli indicatori sono state ricavate due classifiche parziali: la prima, dedicata alla didattica, utilizza i primi nove indicatori mentre la seconda, sulla ricerca, è il frutto degli ultimi tre. La graduatoria generale è stata realizzata calcolando la media dei punteggi ottenuti da ogni ateneo nelle due classifiche parziali relative a didattica e ricerca (cito testualmente la nota della ricerca).

Tralasciando la descrizione di ogni indicatore specifico (può essere facilmente consultata qui), è importante sottolineare la provenienza dei dati utilizzati. I dati sulla didattica e sulla ricerca provengono tutti da fonti legate al Ministero dell’Istruzione: Anagrafe Nazionale degli Studenti, AlmaLaurea, ANVUR. Considerati questi fatti (fatti, non opinioni o dietrologie), chi vorrebbe spiegare l’esistenza di un complotto dietro la prima posizione della LUISS nella classifica del 2016, dovrebbe essere innanzitutto in grado di mettere in dubbio l’autorevolezza di queste fonti o della metodologia utilizzata dai giornalisti de Il Sole 24 Ore.

Se qualche valido studente della Bocconi o di qualunque altro ateneo dimostrasse di essere in grado di farlo, ben venga. Fino ad allora, come è sempre stato insegnato agli studenti in LUISS, sarà meglio criticare il lavoro altrui solo se si ha sufficiente cognizione di causa.

 

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Vicedirettore Web per l'A.A 2017/2018. Responsabile Social per l'A.A 2016/2017. Caporedattore Attualità per l'A.A 2015/2016.