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La guerra in Ucraina è scoppiata il 24 febbraio 2022 con una diretta televisiva. Alle 4 del mattino italiane, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l’inizio di una cosiddetta “operazione militare speciale” che in qualche minuto si è trasformata in vera e propria guerra. Secondo le parole di Putin, pronunciate davanti a milioni di spettatori, il piano russo sarebbe quello di “de-nazificare” e “smilitarizzare” l’Ucraina. Pochi momenti dopo si sentono le prime esplosioni a Kiev ed in altre città.

Il presidente ha più volte nel suo discorso fatto riferimento a chiunque avesse intenzione «di interferire nelle operazioni», dicendo loro che la Russia in tal caso reagirebbe. Putin nel suo discorso non ha mai pronunciato la parola guerra, né invasione, ribadendo che «non si tratta di una occupazione» e che «L’operazione militare russa mira a proteggere le persone e le circostanze richiedono un’azione decisiva dalla Russia».

L’Unione Europea ha fortemente condannato l’invasione russa, attaccando la Russia con enormi sanzioni targetizzando settori strategici dell’economia russa. L’Unione ha “freezato” gli assets russi nell’UE ed ha interrotto l’accesso delle banche russe al mercato finanziario europeo.

Prima dell’attacco, il Segretario alla Difesa americano aveva assicurato al ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba assistenza militari, ricordandogli però che gli Stati Uniti non interverranno direttamente per difendere l’Ucraina, poiché, come spiegato dal presidente Biden, «Se russi e americani cominciano a spararsi, significa che è scoppiata la Terza guerra mondiale»; tra potenze nucleari, va aggiunto.

Ma perché la Russia è così interessata all’Ucraina? La storia è lunga e servirebbe un ulteriore articolo per spiegarla adeguatamente. Qui cercherò di riassumere le cause principali. Come spiegato da Alessandro Trocino nel Corriere della Sera, per Putin russi e ucraini costituiscono una sola nazione, poiché entrambi discendenti della “Rus di Kiev.”

A partire dal 1990 ci sono state tre rivoluzioni in Ucraina: quella di granito nell’ottobre 1990 in cui gli studenti richiedevano libere elezioni, che è stata poi la premessa dell’indipendenza ucraina; la rivoluzione arancione del 2004 con proteste anti-russe; e la rivoluzione della dignità nel 2013-14 con manifestazioni pro-europee.

L’Ucraina a partire dalla caduta dell’Unione Sovietica si è avvicinata sempre di più all’Europa ed al mondo filoamericano in generale, richiedendo più volte di essere ammessa alla Nato, con scarsi risultati a causa del conflitto in atto con la Russia e l’alto livello di corruzione nel Paese.

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Caporedattrice Walk 19/20 e 20/21 Caporedattrice International 21/22