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“La dea fortuna ha un segreto”. La Fortuna, nel film di Özpetek, non ha accezione positiva come la intendiamo noi. Per i romani era il Caso, entità neutrale, divinità cieca. In realtà ne ha tanti, di segreti. Spesso incomprensibili, inaccettabili. Il regista ce ne propone più d’uno, la malattia in primis. E poi la separazione, il tradimento, la passione che svanisce. Ma è soprattutto un’opera che ci parla di rapporti umani, di quanto siano delicati, magari complessi, ma necessari anche quando conflittuali. L’amicizia sincera che non chiede mai niente in cambio; l’amore fra una coppia che cerca di soffocare una passione ormai affievolita; o quello praticamente insostituibile fra madre e figli. Non è semplice raccontare sentimenti così puri, come quelli di due bambini separati dalla madre malata, come quelli di un amico davanti alla sofferenza di una persona cara. “La dea fortuna” riesce a raccontarceli anche grazie ad attori convincenti fino in fondo, che soffrono e trasmettono allo spettatore la loro sofferenza. Una storia certo triste, ma il sottile umorismo cerca di evitare che sfoci in melodramma (e ci riesce). E come in un puzzle, tutti i pezzi sembrano trovare una loro nuova e diversa collocazione alla fine, quando entra in scena un personaggio (la nonna dei bambini) che sembra la personificazione della strega Grimilde. Dimostrando che le emozioni possono essere momentanee e fuorvianti, a differenza dei sentimenti – concreti e duraturi – che costituiscono la base di rapporti umani sinceri, colonna portante di questo film (e, in generale, della vita).

La dea fortuna ha un segreto. O meglio, un trucco, una magia per tenere sempre con te qualcuno a cui vuoi bene. Anche quando non c’è. Lo guardi fisso, rubi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi. Quasi come una fotografia, che si fissa nella mente. E si incolla al cuore. E diciamocelo, tutti abbiamo bisogno delle persone che amiamo, soprattutto quando non sono più con noi. Allora anche noi abbiamo bisogno della dea fortuna. E quindi? Chiudiamo gli occhi!

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Caporedattore Cult Web per l’A.A. 2017/18 Vicedirettore responsabile Web 2019/20 Direttore per l’A.A. 2020/21