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Una premessa, in questi giorni concitati le così dette fake news continuano ad infestare la rete.

Si tratta di bugie insopportabili, a maggior ragione oggi.

In questo articolo ci occuperemo di bugie più esistenziali.

 

Ci avevano detto che la bellezza avrebbe salvato il mondo, e noi ci avevamo pure creduto.

Da Dostoevskij non ci saremmo aspettati una bugia tanto grande, fosse anche nel nome di una idea tanto alta: la bellezza al servizio del mondo.

Tanto più che siamo al punto in cui dovremo essere noi uomini a salvare mondo e bellezza, dal momento che una crisi sanitaria ed ambientale senza precedenti, almeno nella dinamica compositiva delle ragioni dell’emergenza in termini di concause, minaccia di distruggere l’uno e l’altra.

E dire che siamo gli stessi uomini che hanno creato un modello di produzione e consumo non compatibile con lo sviluppo sostenibile dell’economia e con la tutela della nostra salute. La mano invisibile del mercato non regge nemmeno un mese di lockdown, ci costringe a scegliere tra salute e lavoro, diventa inesistente. Bisognerebbe affiancargli un’altra mano, quella dello Stato, ma quella si sembra davvero invisibile.

Eppure, su quello che sembra un altro pianeta, centinaia di migliaia di insegnanti continuano a svolgere il loro lavoro, le cassiere dei supermercati dimostrano con dignità di avere un ruolo essenziale nella nostra società, un ruolo che molto spesso non riconosciamo. Sulla loro forza il virus sembra non avere potere.

Ecco un’idea per la tanto agognata “fase due”.

Non dimenticarci di questo mondo buono e forte, dargli spazio.

 

Un pavone, reso meno timido dalla minore presenza dell’uomo, gira nella mia Città ed ogni giorno fa visita a qualche giardino. E’ proprio vero che la bellezza salverà il mondo. Ma solo se noi salveremo la bellezza.

Chi dice che non ne vale la pena, dice la bugia più grande.

 

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Caporedattore attualità A.A. 2018/19