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  1. Il ritmo inconcepibilmente lento
  2. Le mie critiche all’essenzialismo scandinavo
  3. Il fatto che se sorridi ad una ragazza diventa rossa, se sorridi ad un ragazzo abbassa lo sguardo
  4. La cioccolata calda aromatizzata alla nocciola
  5. La faccia contrariata degli Erasmus che assaggiano per la prima volta il Salmiakki, una terribile liquirizia salata che ai biondi misteriosamente piace
  6. La sorpresa dei finlandesi quando ti sforzi di usare la loro lingua
  7. Il silenzio dei laghi
  8. Il Numero delle stelle
  9. Il deserto del sabato in centro
  10. Il fatto di dover esprimere concetti importanti in un’altra lingua spesso parlata male anche dall’interlocutore
  11. Il fatto che per una volta non ho la sensazione di essere l’unico non in grado di parlare inglese, citando Giolitti: “Dobbiamo ringraziare i greci, fanno in modo che ci sia sempre qualcuno peggiore di noi”.
  12. Le discussioni sul cibo
  13. La leggerezza del tempo
  14. Il regresso all’età adolescenziale, quando scrivi bigliettini e fai piccoli gesti per mostrare affetto
  15. I tentativi di imparare le lingue dei nostri compagni di avventura (partendo da parole di uso comune come: Puttana, Cazzo e bestemmie assortite se previste dalla lingua in questione)
  16. Le serate passate a cantare le canzoni della Disney nelle diverse lingue
  17. La pragmaticità dei tedeschi ( e la loro invidia per la nostra rilassatezza)
  18. Le chiamate skype con gli amici lontani
  19. Il fatto di avere internet illimitato con il telefonino
  20. L’imbarazzo dei saluti: I due baci italiani contro l’abbraccio del nord europa
  21. La pronuncia storpiata del mio nome: MATTEEEEO
  22. I prestiti tra vicini di casa
  23. La necessità di voler lasciare una traccia di sé alle persone
  24. La sensazione che gli altri vogliano lasciarti qualcosa ad ogni costo
  25. I drink rivedibili (vodka e thé al limone ???)
  26. La canzone Cheap Thrills onnipresente
  27. L’ansia fanciullesca quando l’app sul cellulare segnala che ci potrebbe essere l’aurora
  28. Le promesse “ci vedremo, rimarremo in contatto, ti verrò a trovare”
  29. La malinconia degli ultimi giorni insieme, perché la parte realista (pessimista) di noi teme che quelle promesse rimarranno parole al vento
  30. La sensazione che stare ad un tavolo rotto, con 4 sedie malandate, dei luridi bicchieri d’acqua alle 5 del mattino rappresenti la felicità.

 

di Matteo Liberti

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Ex-Direttore | 360° - Il giornale con l'Università intorno