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Cos’è il Karma? Per molte persone è una filosofia di vita che esplica il rapporto complicato tra Bene e Male, che prevede un automatico e sistematico equilibrio tra le due forze principali delle nostre esistenze, controbilanciandole pedissequamente in un gioco senza soluzioni di equilibri, pesi e misure: fare del bene porta a cancellare gli influssi negativi e generarne di positivi, mentre fare del male porta ad attrarre negatività e malessere. Più genericamente, il Karma è l’agire volto a un fine, che sottintende un presunto rapporto di causa-effetto tra le azioni degli uomini e i risultati che essi ottengono.

Questo articolo riporta una notizia che ormai sanno tutti, ovvero che l’Italia affronterà nei playoff la Svezia per aggiudicarsi un biglietto per Russia 2018, e una storia che la maggior parte di noi ricorda con rabbia, quella del “biscotto” tra Svezia e Danimarca ad Euro 2004, col “biscotto” di un 2-2 che condannò l’Italia a tornare dal Portogallo prematuramente, senza aver mai perso una partita, con una squadra fortissima che avrebbe vinto due anni dopo il Mondiale di Germania.

Ed è in questo conto con la storia che si innesta il Karma. Gli Italiani non hanno mai superato quella rabbia verso la Svezia di Ibrahimovic, nemmeno dopo la vittoria ad Euro 2016 contro gli svedesi, e la Svezia si presenta a questo playoff senza il giocatore più rappresentativo, infortunato da ormai sei mesi e ancora lontano dal pieno recupero.

L’Italia di Ventura è una squadra forte, che si schiera con un 4-2-4 più che discutibile nel calcio internazionale, ma che ha individualità importanti e, soprattutto, un’esperienza che la rappresentativa svedese non può assolutamente equiparare.

Il calcio, come tutti ben sanno, non è una scienza esatta, e il suo fascino nasce anche dall’imprevedibilità di alcuni risultati e dalla difficoltà di redigere accurati pronostici, ma l’Italia è superiore alla Svezia sotto ogni aspetto e, in questo caso, non è un azzardo sbilanciarsi prevedendo il trionfo azzurro.

Come non è un azzardo prevedere il furore che accompagnerà gli Azzurri in questo doppio scontro con gli Svedesi, un furore che si è alimentato durante quattordici anni di rimpianti per i giocatori che finirono la loro carriera in Nazionale quella notte del 22 giugno 2004. Perché quando due anni dopo si vince un Mondiale, sapere che quell’Europeo lo vinse la Grecia e che non si era persa nemmeno una partita, fa nascere un certo risentimento.

Il “forno” del calcio, in fondo, è sempre stato ricco di “biscotti” e dolciumi dal gusto discutibile, e noi Italiani dopo quel 2004 ne abbiamo viste di tutti i tipi con Calciopoli e tanti altri scandali. Alcuni avanzarono l’idea romantica che fosse tutto nato dal sentimento di rivalsa scaturito da quello sciagurato pareggio tra gli scandinavi, altri asserirono che il Mondiale 2006 non sarebbe mai stato vinto senza quella grandissima delusione in Portogallo.

Sia come sia, il Karma è un filo invisibile che unisce e intreccia le vite di tutti noi, e per questo ognuno deve fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni. E in questo gioco infinito di malefatte e vendette (sportive, ovviamente) la Svezia verrà a Milano, senza Ibrahimovic e in una fase di notevole involuzione calcistica, per sognare la Piazza Rossa e la massima manifestazione internazionale.

E speriamo che quello della Russia diventi per gli svedesi un trasig dröm (sogno infranto) e che a sognare sia l’Italia di Ventura, facendoci digerire finalmente il “kex” (biscotto) del 2004. Il Karma vorrebbe un 2-2 al ritorno, con striscione annesso “2-2 Hallå Sverigen” (“2-2 Ciao Svezia”), per vendicare quella scritta apparsa su una bandiera svedese al triplice fischio di Svezia-Danimarca. A tutti gli italiani, però, basterà

semplicemente sapere di aver superato lo scoglio dei playoff, di essere finalmente in Russia e di aver vendicato il biscotto del passato.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti perché la Svezia raccolga finalmente la tempesta che ha seminato con venti maligni quasi quattordici anni fa. Per la Danimarca ci sarà ancora tempo. In fondo, la legge del Karma, presto o tardi, colpisce tutti.

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Caporedattore Sport Web per l'A.A. 2017/2018