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Le volte in cui mi è capitato di studiare all’estero, il momento peggiore era dover rivelare la mia nazionalità, alla domanda where do you come from? Il mio Italy pronunciato sottovoce a mezza bocca era abituato alle reazioni che scatenava: c’era chi esordiva con un ah Italy: pizza, pasta mandolino, chi mi scherniva facendo finta di gesticolare quando mi incontrava, chi, con sguardo beffardo, mi chiedeva com’era la vita con la mafia e Berlusconi.

Da stamattina, però, c’è una nota di orgoglio nel dire che siamo italiani. È un anno, e soprattutto, un’estate magica per il nostro Paese – o siamo noi che siamo magici?

Si parte con la musica, quando a maggio arriva la vittoria italiana dei Måneskin all’Eurovision Song Contest, per la terza volta e dopo 29 anni. Un punteggio record, il più alto punteggio mai ottenuto dall’Italia nella storia della manifestazione, che ha catapultato il giovanissimo gruppo sulla scena internazionale, acclamato ormai anche oltreoceano. Un successo che si somma a quello ricevuto della Pausini, vincitrice del Golden Globe candidata al premio Oscar per Io sì, la miglior canzone originale de La vita davanti a sé.

È poi il tempo del cinema, con l’uscita dell’ultimo film Pixar Luca, ambientato alle Cinque Terre. Il rischio di stereotipi spaventava e faceva storcere il naso ai più, ma l’opera eccellente del regista Casarosa ha permesso la nascita di un genuino e delicatissimo inno alla bellezza dell’Italia, in ogni sua sfumatura: i paesaggi, la cultura e la tradizione sono dipinti senza mai scadere nei cliché, con il rispetto e la premura che solo un italiano sa dedicare alla sua terra e che ha fatto innamorare tutto il mondo delle meraviglie liguri. Ma ad onorare settima arte c’è un altro italiano: Nanni Moretti con la sua ultima fatica Tre piani, in lizza per la Palma d’oro di Cannes, la cui proiezione è avvenuta sempre domenica, accolta con una standing ovation di 11 minuti.

Nella stessa giornata della gloria di Cannes, a Londra ci sono due appuntamenti con protagonisti nostri concittadini, forse le più importanti. Wimbledon, primo pomeriggio: un giovanissimo Berrettini sfida il dio del tennis Đoković, il primo italiano a disputare la finale britannica. Non lo sconfigge – nessuno però lo pretendeva – ma gli dà fastidio, e tanto basta per considerarla una grande vittoria. Wembley, prima serata: il cielo si annuvola e comincia a scendere la pioggia, forse a presagio della futura sconfitta inglese. Perché dietro alle nubi il cielo è proprio azzurro, per la prima volta sopra l’Europa dopo 53 anni.

È un nuovo umanesimo, lo definisce il Presidente FIGC Gravina, quello che è nato in questo 2021, che ha come personaggio principale l’Italia. Dopo essere stati beffeggiati perché primo Paese in Europa in cui è dilagato il virus e che è stato costretto al lockdown, stiamo dimostrando di saperci riscattare, con una campagna di distanziamento sociale e di vaccinazione che ha permesso una costante diminuzione dei contagi ed un allentamento delle limitazioni, oltre che una stima di crescita del PIL per il 2021 al 5% rispetto al 4,8% europeo.

Queste vittorie e questi trionfi sono solo il simbolo più visibile di una ripartenza, più che mai meritata, che si sta finalmente avvicinando, e una prova che, nonostante l’anno appena trascorso, l’Italia ha saputo rialzarsi e svettare più in alto di prima..

Oggi non è male essere italiani. Anzi, oggi è proprio un orgoglio dire Quant’è bella quest’Italia!

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