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Se dovessi rappresentare un analfabeta, sbaglierei a dipingerlo come una persona che firma con una tremolante X sotto ad un contratto di una multiproprietà? Probabilmente si, perché secondo l’OCSE i nuovi analfabeti sanno scrivere il proprio nome ma sono “incapaci di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti per intervenire attivamente nella società e sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”. Li chiamano analfabeti funzionali, leggono A, capiscono Gatto, ripetono Cactus. E modestamente il nostro paese, storicamente foriero di mirabolanze, ne detiene il record. Prendete un’immane tragedia, come un centinaio di morti in un attentato terroristico a Parigi, aggiungete analfabetismo funzionale, pressapochismo ed ignoranza, una spolverata a caldo di Oriana Fallaci (che in questi casi non guasta mai), ed ecco che il miracolo si compie: Legioni, bardate per l’occasione del Drapeau de la France a lutto, si transustanziano in esperti di geopolitica internazionale. Snocciolano pareri non richiesti a proposito di tattica militare e risoluzioni definitive, argomentando dalle prime tre righe di Wikipedia, con quell’arroganza di chi crede di saperla più lunga degli altri e ha necessità di mostrarlo a tutti. Specialmente se fino al giorno prima pensavano che l’Islam fosse uno stato. E quando sembra che almeno in Italia si sia ritrovata la pace, grazie ai preziosi consigli della mamma di Anastasia che lavora al Ministero dell’Interno, il Signore si mostra in tutta la sua divina provvidenza. Un altro miracolo. Tutti i Charlie scendono dall’olimpo della tolleranza trasmutati in perentori indici del pericoloso e del sicuro. Basta leggere Islam nel titolone di un giornale che allora tutti i musulmani sono terroristi, che la Fallaci mi è apparsa in un’epifania alla Feltrinelli mentre sfioravo la copertina del suo libro senza leggerlo profetizzando che Tardelli avrebbe segnato nell’82’ al 69’ contro la Germania e che l’Islam ci avrebbe distrutto. Allora Charlie e Consulenti Tecnici di cui sopra si prendono a braccetto nel dire che bisogna chiudere le frontiere, che è necessario annichilire tutto con le bombe, perché tanto le cellule terroristiche responsabili dell’attacco non sono cittadini nati in Francia, che non sono venuti dal Belgio in macchina, che bisogna controllare ogni musulmano che tanto sono solo un miliardo e mezzo e sono tutti violenti, tutti sadici, tutti pronti a farsi brillare. Perché, senza presunzione di completezza, non è vero che la Siria è dai tempi dell’Impero Romano l’unico sbocco dell’intera Asia nel Mar Mediterraneo, perché non è vero che Gran Bretagna e Francia per disgregare l’Impero Ottomano all’inizio del 900’ gli hanno promesso uno stato unitario, la Grande Arabia, per poi invece dividerli arbitrariamente senza rispettare culture e religioni, comandandoli sotto protettorati. Come se ai tempi dell’Unità d’Italia avessero deciso di accorpare Campania e Lazio in un’unica regione, con i successivi coltelli volanti del caso. Perché non è vero che mentre i Primi Ministri si sciacquano la bocca con la strategia del terrore, ma per spodestare Assad si sono finanziati gruppi indigeni di miliziani, un po’ come gettare acqua per spegnere il fuoco su un quadro elettrico. Perché non è vero che l’Italia è tra i primi venditori di attrezzature belliche ai Paesi Arabi, che, senza tracciabilità e regolamentazione internazionale, finiscono per magia dal Quatar all’Is. Ma non divaghiamo. Restiamo con i piedi per terra. Se la psicosi collettiva, portata avanti da un autoprodotto ma incredibilmente efficace lavoro sulle piattaforme sociali, un sapiente labor limae di ricerca della notizia più evocativa ma inconsistente possibile, ha portato ad un drastico calo delle presenze nelle strade delle città, la provvidenza non si è scordata di noi. L’ancora di salvezza sembrerebbe essere adesso la Mafia. Avete capito bene, non le forze dell’ordine che dal 2001 hanno sventato più di 20 attentati di matrice terroristica islamica, fino ai recentissimi arresti di Udine, ma la Mafia. Ce lo dice Panorama, che a caratteri cubitali racconta di come le regioni del sud siano più sicure, perché a fermare le truppe cammellate di Saladino ci pensano Sandokan e i Padrini di Cosa Nostra. E che sospiro di sollievo può tirare il pueblo unito della rete, sapendo che la dove un esercito di professionisti in divisa che combatte gli attentati dagli anni di piombo, quando ancora quanto a minacce di questo tipo gli statunitensi si dondolavano dalle palme con le banane in mano, non può arrivare, ci pensa la premiata ditta criminalità organizzata. Quanta generosità. Fra stringere in una morsa di estorsioni e violenza la popolazione da Nord e Sud, fra il traffico di armi/minori/prostitute e droga, cui la vendita al dettaglio è spartita con bande di nordafricani che sicuramente hanno tutto l’interesse a proteggere il nostro paese e non supportare altri criminali, oltre mediterraneo, cui sicuramente non sono affini, trovano pure il tempo di fare lavoro di controspionaggio. Ecco. Dopo una strage subito dimenticata dalle immagini del povero cane Diesel, dopo l’odio, l’allarmismo e la xenofobia, uno sguardo affettuoso alla nostra Mafia, dal sapore amarcord, era proprio quello che ci mancava.

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