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Viaggio alla scoperta delle tifoserie più belle del Pianeta. Croce e delizia del meraviglioso mondo del Calcio.

Nel parlare di calcio, forse più di qualsiasi altro sport professionistico, non si può non citarne una parte fondamentale, capace di emozionare prima, durante e dopo la partita stessa: il tifo sugli spalti. Negli ultimi tempi, però, parlare di tifo calcistico organizzato, vuol dire oltrepassare semplici confini sportivi ed entrare in campi spinosi che non hanno quasi mai nulla a che fare con lo sport e il calcio. Violenza, cori razzisti, curve politicizzate, discriminazione territoriale non hanno fatto altro che etichettare i settori più caldi del tifo come “brutti posti”, rischiando di generalizzare un fenomeno che, nella maggior parte dei casi, è semplicemente una dichiarazione di vero amore alla propria squadra del cuore. È giustissimo e doveroso stigmatizzare gli episodi di tifo violento, ma di splendidi esempi di tifo positivo, fortunatamente, ne è pieno il mondo. Dai campi delle squadre più blasonate in cui si gioca il calcio che domina in Europa e nel Mondo, fino ai campetti sterrati di periferia in un minuscolo paesino della Sicilia dimenticato da Dio, riecheggia l’urlo di centinaia di migliaia di tifosi che sanno godersi il meraviglioso spettacolo del Calcio in pace con gli avversari e con sé stessi, senza violenza, ma cantando e sapendo prendere in giro con la goliardia, l’ironia e anche quel pizzico di volgarità (quasi formativa, capace di temprare generazioni di giovani tifosi da decenni) tipico delle domeniche allo stadio. In questo spazio, in questo appuntamento, verrà presentata proprio questa parte di tifo, quella più calda, quella che non smette mai di cantare, quella rintanata nelle Curve d’Italia, d’Europa e del Mondo, quella capace di redimersi e rialzarsi dopo essersi resa responsabile di episodi deprecabili. Le Curve del mondo sono questo e molto altro, perciò allacciate le cinture, inizia il viaggio. Prima tappa: Milano.

Seguendo la stretta attualità del momento, per iniziare questo nostro percorso attraverso le più belle tifoserie del mondo, penso sia impossibile non citare lo splendido spettacolo che va in scena sugli spalti durante le stracittadine Milanesi. Il Derby della Madonnina, infatti, si giocherà domenica alle ore 20:45 e di sicuro entrambi i gruppi del tifo organizzato hanno già preparato qualcosa di spettacolare vista l’importanza della partita. Un derby in qualunque città si giochi vale più di una partita normale, e le due tifoserie lo sanno benissimo; proprio per questo motivo ogni anno Curva Sud e Curva Nord, rispettive sostenitrici di Milan ed Inter, si sfidano a colpi di coreografie pirotecniche che valgono da sole il prezzo del biglietto. La rivalità in campo tra le squadre, arrivate ormai al 161° derby in Serie A, è alimentata anche e soprattutto dall’eterna sfida sugli spalti delle due tifoserie, da sempre contrapposte. Storicamente, infatti, il tifo Milanista ed Interista è stato fortemente connotato a livello sociale e politico, cosa che non ha fatto altro che alimentare il fuoco di polemiche, sfottò e odio sportivo nei confronti dei cugini: l’Inter era la squadra della borghesia, del Milanese baùscia che si divertiva a fare il gradasso, dall’alto della sua posizione e del suo benestare economico, vicinissima all’estrema destra e alle squadre d’azione di Mussoliniana memoria con i Boys-SAN; dall’altra parte della barricata il Milan era (e per buona parte della curva continua ad essere) l’orgoglio dei casciavìt, della Milano proletaria, della Milano che per campare faceva lavori manuali di forza e fatica usando il cacciavite, in Milanese casciavìt, appunto. In origine più vicina ad ambienti di sinistra, vista l’eterogeneità di pensiero dell’imponente numero di tifosi e l’emergente componente vicina all’estrema destra ha mitigato le proprie posizioni, provocando anche dissidi interni che in breve tempo hanno portato alla dissoluzione di storici gruppi del tifo organizzato, primo su tutti la Fossa Dei Leoni. Il patto di non aggressione siglato dalle due tifoserie in occasione del Mundialito del 1983 ha mantenuto rapporti pacifici tra i due schieramenti, non impedendo però alla tifoseria interista di far terminare un derby di Champions League del 2005 in anticipo per lancio di petardi e fumogeni, uno dei quali colpì l’allora portiere del Milan, Nelson Dida.

Pagine da dimenticare che non hanno fatto altro che aggiungere pepe alla ormai secolare storia dei Derby di Milano, che di sicuro continueranno ad emozionare in campo e a regalare immagini e coreografie mozzafiato dalle Curve.

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Caporedattore Sport Cartaceo per l'A.A. 2017/2018