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L’Australia, si sa, non è più la squadra da battere da un paio d’anni. Complici della crisi dei vecchi, temibili, dei, risse negli spogliatoi di casa, distruzione di quelli ospitanti (i poveri irlandesi si son viste scardinare le porte  anti panico dell’Aviva Stadium poco tempo fa). Poi, però, è arrivato Twichenham, tempio indiscusso del rugby albionico, e con lui i Leoni, la squadra di casa, la Nazione ospitante, gli inventori della palla ovale. I predatori veri dell’incontro sono però i Wallabies e i bianchi vestiti, sofferenti, perdono di misura: 33 a 13 il punteggio finale, da sommare ad un Owen Farrell vergognoso che si prende un giallo a dieci minuti dalla fine del match. È la rovina di una Nazione. L’Inghilterra non era mai uscita così presto dalla corsa alla Coppa del Mondo, figuriamoci se immaginava di farlo questa volta, in casa propria. Secondo una stima della London Business School, addirittura, la sconfitta subita farà crollare dello 0,5% l’indice della Borsa. Che Dio salvi Stuart Lancaster dal linciaggio, intanto…

Il proverbio recita “il rugby è nato perché anche i calciatori devono avere degli idoli”. E Maradona, sì, Diego Armando Maradona, ne è forse la prova vivente (e forse ubriaca). El Pibe de Oro era a Leicester, ad incitare la sua Nazione, l’Argentina, dagli spalti in modo del tutto eccentrico. Passare inosservato? Non ne è mai capace, lui, e quindi per non smentirsi dopo il match ha fatto il suo ingresso trionfale negli spogliatoi, dando il peggio di sé con movimenti di bacino. Ha promesso che tornerà, se i Pumas arriveranno in semifinale… Stiamo temendo il momento.

Dagli irlandesi, vincitori indiscussi degli ultimi due RBS Sei Nazioni, ti aspetti la disfatta, completa e totale. Ma non è arrivata (per fortuna) e una nuova e magica Italia della palla ovale ha rischiato addirittura il sorpasso con una meta di Furno, innescata da Parisse, contro la quale ha potuto solo la forza del TMO. E’ la miglior Italia vista negli ultimi anni: senza paura e col coraggio di chi sa che può, e perché non potrebbe, dopo tutto? I ritrovati Parisse e Favaro alzano il livello della difesa, granitica e saccente, Tommaso Allan ha un piedino preciso, e degno di nota. Unico rammarico: un Leo Sarto sbiadito, insieme ad un’intera linea dei tre quarti affaticata, dalla quale si salva solo il solito, audace e marmoreo Venditti.
Al 70^ tocca a Mauro Bergamasco: con questo siamo al quinto Mondiale giocato per lui.Bel traguardo per un oramai signore che non ha mai perso testa, voglia e umiltà, ma questa è un’altra storia. Ci si rivede sabato, a Exeter, contro la Romania. Dalla RWC siamo matematicamente out, ma la vittoria ci assicurerebbe un posto per la prossima… La speranza è l’ultima a morire.

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Direttrice per l'A.A. 2017/2018