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La notizia arriva direttamente dagli Stati Uniti d’America, e in particolare da una dichiarazione rilasciata da Riccardo Tisci a WWD . Per il web, i giornali e i vari media  rappresenta un evento mediatico, per il mondo della moda, un vero e proprio evento senza precedenti, per le varie fashion victim, che per la prima volta hanno avuto l’occasione di far parte corporalmente della celebre sfilata targata Givenchy, un’emozione  straordinaria, e d’eccezione.

In occasione dell’ inaugurazione della nuova boutique di Givenchy sulla Madison Avenue a New York, infatti,per la sfilata Primavera Estate 2016 lo stilista italiano, designer e direttore creativo, ha voluto organizzare un evento “open”, con oltre 1.200 biglietti d’ingresso per “gente comune”. Essi sono stati poi divisi tra 820 dell’asta online che si è  aperta il 1° settembre su un sito dedicato e creato in collaborazione con Nycgo.com. Altri 280 riservati agli studenti e ai docenti delle principali scuole di moda USA come Parsons, FIT, Pratt Institute e la Scuola Superiore per la Moda, e gli ultimi 100 biglietti destinati ai residenti nella zona della location. «L’11 settembre è un giorno molto delicato per l’America – ha dichiarato Tisci in anteprima a Wwd – e così la sfilata sarà una festa dedicata a una grande famiglia e all’amore».

La sfilata, tenutasi il 12 settembre 2015 alle ore 00.30 (11 settembre 2015 ore 18.30 per l’ora americana), è chiaro che per molti ha rappresentato la possibilità di assistere non solo a una sfilata di uno dei brand più amati, ma anche l’esser seduti sul front row e accanto alle celebri amiche dello stilista Riccardo Tisci, come Kim Kardashian, Kanye West, Katy Perry e Lady Gaga.

Ma cos’avrà portato un brand come Givenchy ad un passo così innovativo? Sicuramente la predominanza della cultura dei social, una sempre più diffusa e partecipata economia di condivisione, modelli open-source e anche la moda “istituzionale”, che dopo essersi aperta al contributo di follower e fan, e aver ormai tratto i frutti delle sfilate visibili sul web tramite lo streaming, decide di fare il gran passo spalancando le porte di una sfilata, evento esclusivo, per eccellenza, a tutti.

Insolita anche la scelta di una testimonial come Donatella Versace, icona, ma anche diretta competitor del brand. Non solo: a giugno la maison aveva annunciato l’abbandono della storica location di Parigi, dove era stata fondata nel 1952 da monsieur Hubert de Givenchy, per trasferirsi nella caotica e multietnica New York.

Passo dopo passo dunque, Givenchy sembra voler ribadire la sua strategia di sperimentazione, stupendoci di volta in volta con una moda sempre più “open”.

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