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[dropcap]C[/dropcap]omincia ad essere accreditata da oggi l’ipotesi del suicidio di uno dei due piloti alla guida del volo Germanwings rovinosamente abbattutosi sulle montagne dell’Alta Provenza nella tarda mattinata di mercoledì.
Già da questa mattina in conferenza stampa, il procuratore di Marsiglia Brice Robin confermava la notizia diffusasi su alcuni quotidiani anglo-americani: il copilota dell’Airbus 320, Andreas Lubitz, avrebbe volontariamente impedito l’accesso alla cabina di pilotaggio al primo pilota momentaneamente allontanatosi, per poi azionare la tragica discesa senza atterraggio verso le Alpi Francesi.
Un panorama ancor più drammatico quindi, quello che viene a delinearsi secondo gli inquirenti francesi che attendono le risultanze probatorie delle indagini compiute in simultanea con le autorità tedesche. Intanto una squadra speciale dell’Interpol é stata inviata sul luogo per collaborare alle indagini.
Andreas Libtz, giovane copilota di appena 28 anni, era originario della Renania; non vantava sicuramente l’esperienza decennale del suo collega, il pilota che ha tentato con tutte le sue forze, nel corso della discesa, di sfondare la cabina di pilotaggio senza successo e vedendosi più volte impedito l’accesso.
Le informazioni a conferma di tale ipotesi provengono dalla scatola nera ritrovata nel corso delle ispezioni di ieri, ma non permettono di accertare con sufficiente sicurezza se il responsabile della tragedia avesse premeditato o meno di far schiantare l’aereoplano.

L’ipotesi di suicidio, sin dalle prime ore ammessa con incertezze e difficoltà dalla compagnia aerea, assume cpsì colorazioni grottesche alla conferma dello stato di veglia del copilota al momento dell’impatto. Un impatto, ricordiamo, costato la vita a ben 150 persone, tra cui alcuni neonati.
Per ragioni di sicurezza, gli inquirenti hanno anche fatto sapere che la famiglia Lubitz é stata scortata dalla polizia in luogo lontano dal comune di abitazione di Montabaur, dove Andreas viveva con la sua famiglia. La loro casa sarà debitamente sottoposta a perquisizione.

Questa tetra vicenda, dove un pilota suicida trascina con se nella morte tutti gli inconsapevoli passeggeri ed il personale di volo a bordo dell’aereo, assomiglia ad alcuni eventi già noti alle cronache internazionali. Il più recente risale al 1999, quando un Boeing 747 della compagnia Egyptair si schiantò in mare aperto nel New England. Allora, secondo le autorità di sicurezza federale americana, quell’incidente in cui persero la vita più di 200 persone, fu il risultato della deliberata volontà suicida del giovane copilota egiziano al comando dell’aereo. Ipotesi drammaticamente confermata poco dopo, sempre grazie alle risultanze dell’analisi compiuta sulle scatole nere.

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