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Quali sono le esigenze reali degli studenti?Questa è la domanda che si sono posti Tancredi e Niccolò quando hanno pensato alla realizzazione di Fribrook, il marketplace degli studenti, per gli studenti, e con gli studenti! Un interrogativo di cui tutti noi studenti conosciamo la risposta, ma che nessuno aveva pensato di realizzare, fino ad oggi, almeno.

360° è lieta di annunciarvi la collaborazione e il sostegno a Fribrook, un portale dove è possibile trovare l’occorrente per sostenere ogni esame nel migliore dei modi.

Quante volte, durante le lezioni, ci siamo affannati a trascrivere quanto il professore stava spiegando. Quante volte abbiamo chiesto agli studenti degli anni precedenti il materiale per sostenere l’esame. Quante volte avremmo voluto trovare le risposte alle nostre domande online, semplicemente cercandole.

Le risposte a tutte queste domande si trovano oggi su un marketplace in cui tutti gli studenti possono semplicemente caricare i loro appunti e comprare quelli a cui sono interessati, senza abbonamenti, senza file interminabili in copisteria, senza ricerche affannose prive di risultato. Tutto quanto a portata di un click. Come noi, Fribrook opera a 360°, garantendo semplicità, trasparenza e attendibilità ai suoi utenti.

Abbiamo conosciuto Tancredi e Niccolò più da vicino, per immergerci nel mondo di Fribrook insieme a loro!

Cosa fate? Come vi siete conosciuti?

Niccolò: Ci conosciamo da praticamente sempre: i nostri genitori sono diventati amici quando ancora non eravamo nati. Viviamo entrambi a Milano, io sto facendo un Master in Finanza e Tancrelavora come consulente nel rischio strategico.

Tancredi: Aggiungerei che siamo diventati amici dopo soli 10 anni di astio dovuto al fatto che eravamo obbligati a vederci sempre per colpa dei nostri genitori! Comunque, ci siamo conosciuti meglio quando siamo arrivati all’università, entrambi alla Bocconi. Nicco era al primo anno ed io ero al secondo e da quando ci siamo ritrovati non abbiamo più smesso di provare a realizzare idee su idee, fallendo quasi sempre ma imparando ancora di più.

Si inizia sempre così! Come è nata l’idea di Fribrook?

Niccolò: Allora l’idea è nata circa un anno e mezzo fa. Ero seduto in classe ad ascoltare una lezione e ho notato il suono delle tastiere di 150 studenti che scrivevano meticolosamente ogni parola detta dal professore. Ho pensato che fosse un modo molto inefficiente di seguire le lezioni: tutti, infatti, stavano scrivendo esattamente le stesse cose e nessuno prestava davvero attenzione a quello che diceva il professore. Da qui ho pensato a quale avrebbe potuto essere il modo migliore per incentivare gli studenti a condividere i propri appunti. Un semplice marketplace mi è sembrata la soluzione più immediata ed efficace. Così, sono corso a casa e mi sono messo a lavorare fino a sera per creare un prototipo di sito. E da lì si è sviluppata l’idea, sempre in crescita.

Prima di calarci nel funzionamento del marketplace, la prima cosa che salta all’occhio è la selezione di università: è una scelta voluta? Ha alla base una limitazione dettata dalla volontà di rendere efficiente l’offerta verso questi atenei o pensate di abbracciare anche altre università, in un prossimo futuro?

Niccolò: La selezione delle università parte da Milano perché è proprio la città in cui abbiamo conseguito le nostre lauree triennali. Siamo partiti dalla Bocconi, siamo arrivati alPolitecnico, alla Cattolica e ora la Luiss, la prima università fuori Milano. La cosa più importante per noi è assicurarci che ad ogni università per cui decidiamo di rendere disponibile il marketplace sia assicurata un’offerta adeguata di appunti.Dedichiamo tempo ad ogni singola università, parlando con gli studenti per capire bene le esigenze specifiche e cercare di adattarci al meglio. Sicuramente vorremmo espandere il progetto ad altri atenei, ma fedeli alla nostra filosofia, quindi uno alla volta. Stiamo valutando la possibilità di testare anche il mercato in Inghilterra, ma ancora nulla di definito.

Come funziona Fribrook? Dal punto di vista dello studente interessato a vedere i suoi appunti, a comprarne, ma anche dal punto di vista “interno”: come selezionate gli appunti? Come li verificate? C’è un team dedicato o personalmente verificate la qualità di quanto inviatovi?

Tancredi: Dal punto di vista dello studente interessato a venderegli appunti, oltre all’opportunità di fare fruttare lo sforzo e le ore passate a creare contenuto di qualità accademica, offriamo una piattaforma facile da usare, con pochi passi, per rendere il suo appunto disponibile a tutti. Inoltre, offriamo allo studente la certezza che i suoi appunti non verranno condivisi illegalmentetramite una filigrana che viene appositamente messa sul suo appunto quando l’acquirente lo scarica.

Dal punto di vista dell’acquirente, invece, offriamo la possibilità di essere sicuro della qualità dell’appunto che ha di fronte a . Infatti, abbiamo dedicato tempo per strutturare sia il sito che il processo di upload degli appunti in modo da permettere allo studente che segue un specifico programma di trovare il corso apposito, con l’appunto esatto, con il quale potrà passare il suo esame.

Niccolò: Dal punto di vista interno controlliamo gli appunti per vedere che il documento non sia danneggiato o che non ci sia uncontenuto plagiato o che possa risultare offensivo. Quando uno studente carica un appunto sul sito ha la possibilità di inviarci anche una “prova” del voto che ha conseguito all’esame (ad esempio mandando la pagella), per ottenere il checkmarkverificato” sull’appunto quando viene visualizzato nel marketplace. Per quanto riguarda il contenuto crediamo che lo studente stesso sia il più qualificato per valutare l’appunto, quindi cerchiamo di fornire la maggior chiarezza possibile prima dell’acquisto, ad esempio permettendo di scaricare gratuitamente il 20% del documento. Inoltre, abbiamo una policy di rimborsocon regole molto precise, lasciamo 48h di tempo allo studente che acquista per richiederlo. In caso di richiesta, valutiamo caso per caso secondo la nostra Refund Policy.

Qual è il vostro punto di forza? E soprattutto, consapevoli che oggi c’è un’offerta abbastanza vasta di appunti dagli studenti per gli studenti, quali sono le differenze tra la vostra offerta e le altre?

Niccolò: La nostra forza crediamo si riscontri in vari aspetti. Innanzitutto, la capillarità: il formato del marketplace, infatti,permette a chiunque di caricare appunti, in modo tale che possano reperirsi anche documenti relativi a materie che spesso i tutor o le copisterie non distribuiscono.

La semplicità: il sito è molto semplice ed intuitivo, non ci sono abbonamenti, formati complessi che lo studente potrebbe non saper gestire, ma semplicemente può vendere o acquistare appunti velocemente e in pochi passi, trovando direttamente ciò di cui ha bisogno.

La specificità: come accennato, per ogni università dedichiamo il tempo e lo sforzo di marketing necessario affinché il marketplacedi ognuna sia sufficientemente fornito.

Infine, sempre grazie al formato del marketplace, l’offerta di appunti potrà, in futuro, continuare ad rinnovarsi, diventando un “ecosistema” che si sostiene autonomamente e costantemente aggiornato.

Com’è stata la risposta degli studenti quando avete creato il sito?

Tancredi: Inanzitutto, è qualcosa di abbastanza nuovo in Italia. Anche se esistono altre piattaforme che offrono un servizio simile per alcuni aspetti, culturalmente lo studente universitario italiano non era abituato a cercare gli appunti che gli servivano online. Storicamente è sempre stato un mercato dove i tutors, le dispense cartacee e il passa parola regnavano.

Quando siamo arrivati noi con la proposta di ritrovare esattamente le stesse cose online la risposta è stata molto positiva! Abbiamo ricevuto parecchi messaggi da studenti in ogni università, che ci scrivevano ringraziandoci per l’accessibilità e la rapidità che avevamo portato al mercato. Ricordo che ad ottobre abbiamo ricevuto un messaggio in cui ci ringraziavanoper la piattaforma che aveva permesso allo studente di laurearsiin tempo. Dall’altra parte, come menzionavo all’inizio, c’è stato anche un grande lavoro di fiducia, effettuato in ogni università per cambiare la cultura studentesca sulla visione di quelli che erano una volta gli appunti online: generici e non sufficienti per passare un esame. Per fortuna abbiamo una base di utenti in gamba e innovatori che ci hanno supportato nell’abbattere questo pregiudizio.

Ci sono novità imminenti?

Tancredi: Stiamo lavorando su un nuovo sito più moderno, piùveloce e più intuitivo!

Niccolò: È entrato un nuovo developer in squadra molto bravo e con tanta esperienza che ha deciso di risistemare il marketplaceper renderlo ancora più performante.

Avete pensato alla possibilità, col tempo, di sviluppare un’applicazione che sostenga il sito?

Niccolò: Si uno dei vantaggi della nuova piattaforma sarà la possibilità di creare unapplicazione sia per IOS che Android con molta facilità, quindi prossimamente sarà disponibile anche l’appFribrook!

Prima dicevate che avete avuto molte idee e provato a realizzarne alcune. Fribrook è un “buona la prima”? Avevate pensato a qualcosa di simile?

Niccolò: Si prima di Fribrook abbiamo avuto tantissime altre idee, ad esempio creare una linea di felpe universitarie, come quelle che vengono vendute negli Stati Uniti, poi una linea di magliette, e tanti altri progetti che poi non si sono mai concretizzati. Prima di Fribrook, però, abbiamo anche sviluppato un progetto di collaborazione tra LuisaViaRoma e IstitutoMarangoni per la creazione di una linea di felpe universitarie in Limited Edition. Subito dopo è nato Fribrook.

Tancredi: Comunque anche se non si sono mai concretizzati non è stata energia sprecata perché ad ogni rifiuto o ostacolo che abbiamo affrontato, abbiamo imparato molto. Non nascondo che eravamo arrivati ad un punto dove l’esasperazione del fallimento era diventata insopportabile.

Niccolò: Inizialmente, ad esempio Fribrook era un marketplacesimulato” ovvero tutto manuale. Quando ricevevamo un acquisto o un appunto da caricare sul sito dovevamo metterci subito al computer (a qualsiasi ora!) ed eseguire la transazione simulando un sistema automatico. Dopo qualche mese, abbiamo deciso di sviluppare una piattaforma automatizzata.

Tancredi: Per fortuna che abbiamo incontrato lo sviluppatore che menzionava Niccolò prima, era diventato un full-time job accanto all’università.

Non deve essere stato facile tentare diverse strade: mi viene in mente una citazione che scrissi in camera appena ritornata a casa dei miei all’inizio della quarantena, ed era “non scoraggiatevi: spesso è l’ultima chiave quella che apre la serratura!”. A questo propositivo, proprio per le diverse esperienze fatte, avete interiorizzato un motto? Una frase che vi rappresenta?

Niccolo: Concordo! Bellissima frase. Bella domanda! Più che un motto o una frase abbiamo sviluppato una “filosofia“. Negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di trovarci in situazioni molto diverse davanti ad ostacoli più o meno grandi. Abbiamo imparato ad avere pazienza e a lavorare con costanza. Penso sia l’unica cosa davvero importante, non solo in Fribrook ma in qualunque progetto o iniziativa. Piano piano e un passo alla volta.

Vorrei concludere questa chiacchierata con una domanda doverosa, Complessa, ma doverosa: due studenti laureati allaBocconi, che incontrano il giornale storico della Luiss – due università che in Italia padroneggiano le vette delle classifiche rispetto alla qualità degli insegnamenti, alla qualità dei laureati; le due migliori università italiane, mi sento di dire, i cui studenti hanno da sempre avuto una competizione enorme tra loro che spesso è diventata una lotta – può essere un primo segnale per una sana competizione con una deposizione delle armi?

Tancredi: È vero, è sempre stata risentita una competizione storica tra queste due università. Però posso dire che da quando abbiamo iniziato questo progetto siamo stati a contatto con tantissimi studenti di tanti ambiti e università diverse. Ci siamo resi conto che la “lotta” delle classifiche era una lotta superflua e che gente brava, in gamba e intelligente si trova ovunque.  

Spero che, più che un segnale per una sana competizione con una deposizione delle armi, sia l’inizio di una collaborazione, se non tra università, tra studenti e la costruzione di un ponte verso la democratizzazione della conoscenza cosi ben custodita da queste università.

Sarebbe un risultato fantastico! Grazie ragazzi!

E tu? Cosa aspetti?

Vai su www.fribrook.com e trova i materiali che cerchi… con un click!

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Caporedattore "Caffè con..." cartaceo AA 17/18 Direttrice Cartaceo AA 18/19 Direttore AA 19/20 Manager e Responsabile web AA 20/21