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La bellezza del calcio risiede per gran parte nella sua imprevedibilità.

Ci sono squadre che a settembre iniziano il campionato con campagne acquisti faraoniche e aspettative ambiziose e altre che, a causa di risorse economiche non elevatissime, sanno che dovranno lottare fino all’ultima giornata per non retrocedere.

Ma capita anche, ogni tanto, che l’imponderabilità del calcio ci regali sorprese inaspettate che per gli amanti di questo sport valgono più di cento acquisti milionari.

Questo è il caso delle cosiddette “favole”, squadre che a inizio campionato avrebbero ben poco da chiedere ma che dopo qualche giornata si ritrovano a viaggiare in posizioni di classifica da prime della classe. Squadre compatte, con allenatori condottieri e che fanno del gruppo e della spensieratezza, tipica di chi non ha nulla da perdere, le armi in più per un cammino glorioso.

Nel campionato 2000/2001 toccò al Chievo Verona di Gigi Del Neri. Squadra neopromossa in massima serie e sconosciuta ai molti che con una cavalcata straordinaria e 54 punti in classifica riuscì addirittura nell’impresa di qualificarsi alla Coppa Uefa.

Squadra di sconosciuti e dal budget irrisorio,  tanto compatta e affiatata da dimostrare a tutto il paese che il calcio non è solo soldi e grandi nomi.

Ma la storia va avanti e quest’ anno è il caso della nuova Sampdoria di Massimo Ferrero.

La squadra di Genova, dopo 12 anni sotto la guida della famiglia Garrone, ha cambiato proprietario e forse anche ambizioni.

Sicuramente è un caso diverso da quello del ”Chievo dei miracoli”, la Sampdoria infatti è sicuramente squadra più blasonata ma, visti gli ultimi campionati, merita comunque l’appellativo di  “favola”.

Infatti, dopo anni grigi culminati anche con la retrocessione in serie cadetta nel 2010/2011 e con un incolore dodicesimo posto nella passata stagione, i blucerchiati sembrano finalmente aver trovato la loro dimensione. Guidati da un grande condottiero e uomo di calcio come Sinisa Mihajlovic forse sono arrivati alla giusta quadratura.

Pochi innesti e a basso costo hanno puntellato una squadra che finalmente ha ricominciato a sognare. Di nome illustri non ce ne sono ma al contempo c’è un grande e silenzioso progetto basato sulla valorizzazione dei giovani  (specialmente italiani) coadiuvati da giocatori esperti che la massima serie la conoscono bene. Parliamo di Gabbiadini, Romagnoli, Okaka e degli ormai intramontabili capitani Gastaldello e Palombo.

Ed è così che dopo 10 giornate la Sampdoria si trova al terzo posto in classifica con ben 19 punti, tre in meno della Roma e sei dalla Juventus.

I doriani praticano un calcio semplice e brillante che sta regalando ai calciofili di tutta Italia un motivo in più per guardare cosa succede in queste domeniche d’autunno allo stadio Marassi di Genova.

Una società che sta dimostrano che non è necessario andare a strapagare giocatori all’estero quando di talenti che ti crescono sotto casa nei hai di numerosi e di primissimo livello. Ma si tratta anche di un presidente che, con il suo essere fuori dalle righe, sta insegnando a tutti che il calcio non è solo polemiche e frasi fatte, ma è sopratutto un gioco e uno spettacolo fatto di passionari.

Forse è ancora presto per parlare, come si è solito dire infatti, “ i cavalli si vedono all’arrivo”. Ma ciò che più mi appassiona delle favole è che permettono di sognare a costo zero.

Non ci resta che goderci questo spettacolo e vedere come andrà a finire, ma come ogni favola che si rispetti ci auguriamo un lieto fine, d’altronde poi, l’Europa non è poi così lontana.

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contributor

Studente laureato alla triennale di Scienze Politiche e che ora continua nella specialistica in Governo e Politiche indirizzo comunicazione e nuovi media. Amante dello sport e specialmente del calcio, dedico gran parte del mio tempo a cercare di tirare fuori dal mondo del pallone un po' di romanticismo! Che mondo sarebbe senza il calcio?!