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Milano, 31 ottobre 2015. Oggi si chiude un capitolo per l’Italia, un capitolo durato sei mesi che entrerà a far parte del bilancio economico del nostro paese. Dopo 184 giorni e più di 21 milioni di visitatori, Expo chiude i battenti con il discorso del Presidente della Repubblica, Mattarella, che afferma: “la sfida” costituita dall’esposizione stessa “è stata vinta. È stata vinta da un’Italia che, quando si unisce in un impegno comune, evitando che le naturali diversità producano eccessi di antagonismo, sa esprimere grandi doti e mostrare al mondo le sue originali qualità.” Ed è proprio questo che l’Italia si è impegnata a dimostrare: il vecchio e popolare detto “l’unione fa’ la forza.”

Lo stesso sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha presenziato la cerimonia di chiusura sostenendo quanto affermato dal Presidente della Repubblica “Milano saluta il mondo mostrando di cosa è capace l’Italia” trovando l’appoggio anche del segretario del Bie (Bureau Iternacional des Expositions), Vincente Loscertales “un grande successo per l’Italia, la Lombardia, Milano, per tutti gli stati membri del Bie, per tutti i paesi partecipanti.”

Expo, il cui slogan era “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, ha mantenuto la promessa: lo stesso Mattarella ha pronunciato “Abbiamo abbracciato il mondo. combattere la fame e la sete”, problemi ancora presenti nel 2015 in alcune parti del mondo (sembra un controsenso vero?), “vuol dire pace”. Lo scopo di Expo era proprio questo infatti: sensibilizzare i visitatori ad un utilizzo più attento del cibo.

Se da un lato però l’Esposizione ha cercato di mettere d’accordo i paesi, cercato di sensibilizzare i visitatori, portato le autorità a sostenere che tutto è andato per il meglio, dall’altra ha acceso gli animi di chi non ha mai creduto in questa iniziativa e che sin dall’inizio ha storto il naso. A confermarlo sono i social networks, su cui si scatena qualche critica accompagnata da una vena ironica.

Tuttavia, i discorsi incoraggianti e propositivi delle autorità hanno avuto un riscontro positivo sulla maggior parte degli ascoltatori. Molti di loro infatti, con smartphone alla mano, hanno twittato le frasi più significative pronunciate dal Presidente della Repubblica accompagnandole con l’ashtag lanciato dal governo #orgoglioexpo.

Ma dopo tutto questo una domanda sorge spontanea: che ne sarà di Expo? Che ne sarà di quei padiglioni?

Come la maggior parte delle iniziative che avvengono in Italia, si sa come cominciano ma non si sa come finiscono…

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