Contatti

Viale Romania, 32 - 00196 Roma - Italy

Sentiti libero di contattarci!

[dropcap]A[/dropcap]vete mai pensato a quanto potente sia il significato della parola “Democrazia”? Il potere nelle nostre mani. Come si comporta l’individuo con un quantitativo spropositato di potere in mano? Potere costruttivo o distruttivo?

Basta semplicemente adottare due prospettive diverse per avere sia l’uno che l’altro: Occidentalisti e Orientalisti, Europeisti e Terroristi, Filantropismo e Fanatismo, ancora una volta protagonisti nella faida del sacro contro il profano.

Quello che potrebbe essere definito in maniera semplicistica, pur comprendendone il lato tetro dell’evento, ovvero l’assalto al Museo del Bardo, è in realtà un vile atto di attacco alla democrazia. Occorre tuttavia definire in maniera più dettagliata la nozione di democrazia e rendere efficace, più che la forma mediante cui essa si esplica, il suo reale significato. Democrazia è libertà. Democrazia è espressione. Democrazia è il connubio di questi ultimi due concetti che, in un quadro generico, permettono la manifestazione della diversità in egual modo (principio egualitario). Perciò la società democratica non è un semplice modello istituzionale, bensì un ideale, uno schema di analisi di una società biodiversificata, interconnessa, dinamica e soggetta a costanti stimoli interni e esterni volti a massimizzare non solo i tratti comportamentali dei singoli (diritti e doveri facenti parte del patrimonio di coscienza civica del cittadino) ma anche ottimo schema pedagogico mediante cui l’essere umano esprime il modo di agire nel suo interesse benefico per la società tutta.

Date tali premesse, l’assalto al museo del Bardo, situato alla periferia della città di Tunisi, mietendo numerose vittime (italiane per lo più) assume simbolicamente la grandezza di un attacco sferrato non solo contro la coraggiosa democrazia tunisina, caduta nel baratro del terrorismo dei movimenti integralisti islamici che compiono “spedizioni punitive” contro gli “infedeli” (ovvero la Tunisia stessa, stato che è civile perché rispetta l’Islam e nel contempo abbraccia una grande tradizione laica e secolarista), ma anche contro il mondo Occidentale dove il profano viene scambiato per sacro (vedere i recenti fatti di Charlie Hebdo), dove all’estremismo si preferisce una via di mezzo, dove i veli si stendono più sui fatti politici e i bilanci di stato piuttosto che sui volti delle donne, dove il sacro vincolo del matrimonio è messo a repentaglio da l’ormai divenuto ordinario divorzio.

Del resto, gli occidentalisti sono coerenti con il “laissez-faire” praticato dai padri economisti, per cui lottare si, con determinazione per i propri ideali, ma in maniera pacifica. Probabilmente gli Jihadisti non considerano una verità piu’ profonda, ovvero che la shumpeteriana distruzione creatrice dei loro attacchi fortifica il principio su cui la democrazia stessa si basa: la libertà.

Share:

contributor

Student of Economics and Business. Interested in Behavioural Economics, Sociology, Corporate Finance. Italian, English, French speaker.