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Bruxelles è la capitale del Belgio, una piccola città che conta quasi un milione di abitanti, in un paese la cui popolazione non raggiunge gli undici milioni (quanto Lombardia e Liguria messe insieme). Il sistema politico è uno dei più complicati in Europa, le lingue officiali sono tre (francese olandese e tedesco), ma difficilmente un belga ne parla più di una. Per attraversare il paese da nord a sud ci vogliono poco più di tre ore in treno.

Il Belgio è un paese strano, ma bellissimo, e la sua capitale è un gioiellino. In quattro mesi me ne sono innamorata, ma soprattutto ho imparato che capirla è impossibile. Tentando però, ho preso qualche appunto.

1 -L’unica cosa che mette d’accordo francofoni e i fiamminghi: il piatto nazionale sono le patatine fritte con la maionese.

 

2 – Bruxelles è l’unica capitale Europea che ha scelto come simbolo un monumento alto 20 centimetri che fa pipì davanti a te.

 

3 – A Bruxelles la birra è un’arte, e l’arte è apprezzata: tutti la bevono col sorriso e restano nei tavolini all’aperto anche quando il termometro arriva sotto lo zero.

 

4 – A Bruxelles chiamano traffico un’educata coda di macchine in fila indiana.
5 – I Belgi sono per i tedeschi chiassosi e confusionari. I tedeschi hanno la decenza di non commentare la mia nazionalità.
6 – Le gouffre sono buone con tutto, ma migliori senza niente.

 

7 – A Bruxelles ho imparato che non è possibile mangiare tanta cioccolata quanta ne si riesce a comprare, senza rischiare una notte all’ospedale.

 

8 – A Place du Luxembourg puoi incontrare ragazzi che vengono da ogni angolo del globo, ma solo nella metà della piazza che non è occupata da Italiani.

 

9 – Se a Bruxelles ci sono 5 gradi ancora fa caldo, il cappotto è autorizzato solo quando fuori c’è il ghiaccio.

 

10 – I mercatini sono ciò che rende viva la città: dal lunedì alla domenica sono affollatissimi, si mangia, si compra e si beve fino a che, quando cala il sole, si trasformano in un bar a cielo aperto.

Eleonora Pintore

 

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Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.